QUESTI SQUADRISTI SI SENTONO PROTETTI

I commenti dei militanti del Mario Mieli all´indomani del raid
sabato 19 aprile 2008
da
La Repubblica - Roma


di RORY CAPPELLI «Siamo preoccupati, sì. Tantissimo. Perché nessuno aveva mai osato tanto. Entrare e rovesciare tutto: tavoli, quadri, divani, estintori. C´erano due riunioni in corso. Quindi molta gente. Siamo usciti e loro quando hanno visto quanti eravamo sono scappati urlando froci froci! viva il duce! Pensa se eravamo solo in due, come spesso accade. Sarebbe andata a finire molto peggio. Questi si sentono impuniti. Protetti. Se vince Alemanno sarà terribile. Durissima. Non deve accadere» dice Andrea Berardicurti, 51 anni, volontario del circolo Mario Mieli da 20 anni. «Preoccupati anche se abbiamo ricevuto tantissimi attestati di solidarietà. Innanzitutto dal candidato sindaco Rutelli, che l´altra sera è venuto a trovarci. È arrivata persino la Digos».All´indomani dell´assalto che ha visto nel mirino di un gruppo di neofascisti - «almeno una quindicina e tutti ventenni» - nella sede di via Efebo si tirano le somme e si prospettano scenari. «Inquietanti» dicono. «E pericolosi». «Negli ultimi sei mesi c´è stato un crescendo di manifestazioni omofobe» argomenta Paolo, 32 anni. «Prima le minacce di morte al presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo. Poi le scritte "Lesbiche no grazie" al liceo Aristofane. E ancora le scritte "Gay nei forni" in via San Giovanni in Laterano, dove hanno anche dato fuoco al Coming Out, il bar-ritrovo dei gay della capitale. E adesso questo. Non si prospetta niente di buono. Anzi. Il buio avanza. Decisamente». «La situazione è preoccupante» incalza Francesca Mancosu, psicologa, che dal 1990 si occupa di sostegno all´interno del circolo. «È un atto che non si deve ripetere. Sono a rischio anche le collaborazioni con il Comune di Roma - come il sostegno domiciliare e psicologico ai malati di Aids - in caso di vittoria di Alemanno. Anche se il giro di vite non potrà essere così devastante, ci sarà sicuramente». «Per la situazione politica e l´aria che tira» esclama Andrea Maccarone, 29 anni, «è decisamente un brutto segnale. Il problema è che questi personaggi si sentono legittimati. Perfettamente in grado di fare quello che vogliono». «Ero incredulo. Quando ho sentito urlare Duce Duce sono rimasto veramente di sasso. Non era mai successo prima» dice Massimo Farinella, 33 anni. «Entrare in pieno giorno, erano le sei del pomeriggio, senza nessun timore, è un passaggio in più, un salto. Prima lasciavano le scritte e se ne andavano. Adesso è come dire ti posso sbeffeggiare e anche peggio perché tanto nessuno mi fa niente. Questa è stata la sensazione». «Il segnale che ha mandato l´altra sera Rutelli venendo qui è importante» continua Massimo. «Al primo turno ci siamo dissociati. Ma adesso no. Non è più possibile».Intanto per oggi, alle 23, è previsto un sit-in nella gay street, via San Giovanni in Laterano, «contro tutte le forme d´intolleranza» come annuncia Fabrizio Marrazzo.

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