VERONA. IL DIVIETO ALLA FESTA GAY ACCENDE IL DIBATTITO

Il Pd annuncia un’interrogazione. Piazzi invece difende l’amministrazione
giovedì 17 luglio 2008 , da
L'Arena di Verona

VILLAFRANCA - Fa ancora discutere la mancata autorizzazione per una festa gay «per motivi di conformità urbanistica», come motivato dal Comune. La sede del circolo Arci in località Parà, che è stata vietata al circolo Pink di Verona per la manifestazione, ha invece ospitato in passato eventi vari e anche di partiti e movimenti politici. Era avvenuto quando si chiamava Adrian club. Una di queste manifestazione fu organizzata dalla Lega, nel 2004, quando il sindaco era Maurizio Facincani e Mario Faccioli, l'attuale primo cittadino, era assessore alla sicurezza e alla polizia urbana. Nonostante il divieto iniziale da parte del Comune, il raduno dei leghisti si tenne lo stesso. «Gli organizzatori», ricorda Faccioli, «avevano chiesto il permesso al prefetto e c'era il sì della commissione di sicurezza». Maurizio Facincani, che oggi è presidente del consiglio, dice: «All'epoca la Giunta non si occupava di ordinaria amministrazione, c'erano gli uffici preposti per seguire le varie istruttorie». Nei due anni successivi, il 2005 e il 2006, l'Adrian ospitò anche gli skinhead provenienti da varie parti d'Europa. Di fronte alle teste rasate si si esibirono gruppi noti all'estrema destra come gli Armco e i Zetazeroalfa. I raduni non furono vietati. Queste feste dell’estrema destra all'Adrian furono denunciate, nel 2005 e nel 2006, dall'allora sindaco Luciano Zanolli, oggi esponente del gruppo di minoranza "Cittadini per Zanolli”. «Avevo denunciato tutto in consiglio comunale», dice, «e addirittura c'erano state marcette in piazza e a Rosegaferro. Di quei raduni, dei quali il Comune non veniva mai avvertito, avevo fatto le mie rimostranze pure al questore di Verona». Sul divieto al circolo Pink Zanolli dice: «Non voglio dare giudizi, non conoscendo gli atti, anche se si poteva evitare il polverone andando a fondo della questione senza fermarsi a posizioni preconcette». Paolo Martari, del Partito democratico, preannuncia un'interrogazione. «È giusto», dice Martari, «che il sindaco Faccioli dia spiegazioni al consiglio comunale. C'è da riflettere sul profilo della gestione politica e amministrativa della vicenda. Vietare una manifestazione nascondendosi dietro a problemi di forma rischia di indebolire la politica. Il nostro partito è per il confronto con chi la pensa diversamente. Negare una manifestazione vuol dire rifiutare tale capacità di confrontarsi. Se c'erano 70 persone al sit- in, non penso che nella festa in mezzo al campo ci potessero essere state più di 200 persone. Bisogna lasciar spazio alla libertà di espressione». Per Renzo Piazzi, della lista Dossobuono Insieme e schierato all’opposizione, «i problemi veri sono altri. Pensiamo che il sindaco abbia agito bene. Questi problemi sono creati ad arte per nascondere questioni molto spinose e reali, come quelle legate alle cave, alle discariche, a chi non riesce ad arrivare alla fine del mese». Sulla manifestazione di protesta di domenica sono intervenuti anche i componenti della lista Grillo per Villafranca. «Davvero», dicono, «l'amministrazione comunale ha fatto solo rispettare leggi e regolamenti? Giudicheranno i cittadini».F.T.

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