Primarie Repubblicane: Tornerà l'America dell' odio e della paura?

Rick Santorum, candidato catto-fondamentalista, omofobo e antiabortista di origini italiane, potrebbe diventare lo sfidante di Obama per la Casa Bianca?
Iowa: il cattolico conservatore Rick Santorum balza al secondo posto nei sondaggi


A 24 ore dal debutto delle primarie in Iowa l’ultima sorpresa ha il volto di Rick Santorum, l’ex senatore della Pennsylvania che accusa Obama di aver aumentato le diseguaglianze

Lunedì 02 Gennaio 2012 - Fonte: La stampa e Gaynews 

Finora il 53enne figlio dell’immigrante trentino Aldo Santorum e dell’italoirlandese Catherine Dughi era rimasto in ombra nei dibattiti senza superare il 10%, ma per il «The Register» di Des Moines, credibile nel tastare il polso locale, è diventato il punto di riferimento dei votanti più fedeli ai valori conservatori, attirando le simpatie in fuga da errori e gaffes commessi da New Gingrich, Michele Banchmann e Rick Perry. Da qui il 15% di preferenze che gli garantisce un solido terzo posto ma potrebbe valere di più, perché nelle ultime 48 ore è diventato il 21% - portandolo a parimerito con Ron Paul, alle spalle del 24% di Mitt Romney mentre ben il 41% degli aventi diritto si dicono ancora incerti.
Vestire i panni della sorpresa dell’ultima ora in una campagna disseminata di colpi di scena non preoccupa troppo Santorum: «Sono abituato a gareggiare nei rodei» ribatte con un linguaggio modellato sulle abitudini degli agricoltori dell’Iowa, che ha percorso più degli altri sfidanti arrivando a visitare tutte le 99 contee.
La sintonia con la base conservatrice viene dai temi legati a fede e famiglia: cattolico, avversario dell’aborto, dubbioso sulla contraccezione, contrario all’eutanasia come dimostrò nel caso di Terri Schiavo in Florida - e duro nella condanna degli «atti omosessuali», cui attribuisce i casi di pedofilia nella Chiesa, Santorum somma il sostegno di Bob Vander Plaats e Chuck Hurley, i leader cristiani dell’Iowa più ostili al diritto all’aborto e alle nozze gay, ed è protagonista anche di una storia personale che commuove l’America. Si tratta di Bella, l’ultima dei sette figli avuti dalla moglie Karen. Ha tre anni e mezzo e soffre di una rara malattia, la Trisomy 18, ma i genitori l’hanno comunque voluta far nascere e ora vive sempre in bilico. Il padre ha dovuto anche interrompere la campagna per essere presente a uno dei numerosi interventi chirurgici per salvarla.

Santorum parla di Bella come della ragione della candidatura perché vuole garantire a tutti gli esseri umani di essere trattati «con dignità dalla vita alla morte». Parole e valori che motivano il popolo dei credenti, cui promette di essere un presidente cattolico «ben diverso da John F. Kennedy», perché «sbagliò a separare le convinzioni personali dalla responsabilità pubblica» dicendosi ad esempio in privato contro l’aborto ma poi non facendo nulla per ostacolarlo. A molti in Iowa ricorda il profilo di Mike Huckabee, che prevalse fra i repubblicani a Des Moines nel 2008, ma in un’intervista alla «Nbc» lui rifiuta il paragone: «A differenza di Huckabee io posso vincere anche lontano da qui». Perché la fede è solo uno dei tasselli del profilo di Santorum, che per 12 anni è stato senatore della Pennsylvania - dove la maggioranza è democratica - dimostrandosi aperto a idee diverse dalle proprie: fra i più stretti consiglieri ha avuto una abortista così come ha lavorato con associazioni per i diritti dei gay.

Nato in Virginia, cresciuto in West Virginia, con radici politiche in Pennsylvania, Santorum si vanta di «venire dalla regione atlantica», assicura di trovarsi a proprio agio con gli indipendenti e punta a competere anche in New Hampshire, dove Romney si sente imbattibile. Per attrarre i «democratici che votarono per Reagan» Santorum gioca invece la carta della politica estera: guerra ai terroristi, linea dura contro i dittatori come Bashar Assad, sostegno ad Israele e «bombardare l’Iran se necessario» per impedire che arrivi all’atomica. Gli affondi contro Obama puntano a far convergere base conservatrice e democratici scontenti, facendo leva su due temi. Primo: «Obama non ha unito l’America come aveva promesso ma l’ha divisa, approfondendo le diseguaglianze». Secondo: «Obama minaccia l’Iran ma poi si dimostra una tigre di carta contro il nucleare, lasciando fare la guerra segreta agli israeliani mentre dovremmo condurla noi»

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