Una conferenza Catto-Omofobica annullata.

Ecco il testo del volantino che, come associazioni, gruppi LGBT e non solo, avremmo distribuito alla popolazione di Monteforte d'Alpone in caso si fosse tenuta la vergognosa conferenza Catto-omofobica il 16 Maggio (il giorno prima della Giornata Mondiale contro l'omo/transfobia) e annullata per "Emergenza Alluvione" da parte del parroco. C'è chi pensa e dice che alla fine un aiuto è arrivato proprio dal "Cielo", ma noi, persone più "terrene" e concrete, vogliamo credere che un evento naturale ha tolto le castagne dal fuoco, per l'organizzazione di un'iniziativa politica offensiva, piena di bugie e falsità. Cogliamo l'occasione di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni di Monteforte e della Valdalpone per le continue alluvioni che periodicamente le colpiscono.
Per la giornata contro l’omofobia (17 maggio)

una conferenza catto-omofobica. 

Questa sera Giovedì 16 maggio alle 20.45 presso la parrocchia di Monteforte d’Alpone, nell’ambito della cosiddetta “Missione al popolo 2013” che si svolge in occasione dell’Anno della fede della chiesa cattolica, è prevista una conferenza con Luca di Tolve e LOT, la sua associazione, dal titolo “Una conversione che va oltre l’omosessualità”. Luca di Tolve, assurto agli onori delle cronache grazie alla canzone di Povia “Luca era gay”, si è convertito dopo una visita a Medjugorjie e fin qui … pur ritenendo che le religioni siano l’oppio dei popoli, sono fatti suoi. Peccato che la conversione l’abbia indotto a scrivere un libro, fondare un’associazione e girare per l’Italia portando il nuovo Verbo: non sono più gay, l’omosessualità si può curare, adesso sono normale, mi sono pure sposato (con una donna, la signora Teresa, anche lei di LOT). Se non bastassero le dichiarazioni sulla possibilità di “curare” l’omosessualità – che da anni non è più considerata una “malattia” né fisica, né genetica, né psichica – il buon Luca si allarga anche a descrivere il mondo glbt come una fucina di vizi, sesso facile, droga, alcol eccetera. Una vera manna per gli integralisti cattolici e camerati vari – non a caso alcuni link postati sul sito dell’associazione LOT rimandano a gruppi integralisti legati a doppio filo con l’estrema destra, con il mondo del negazionismo e dei nostalgici dei tempi pre-rivoluzione (francese). Il parroco di Monteforte, don Alessandro Bonetti, sostiene in una recente risposta via mail ad una lettera di un’associazione glbt che chiedeva informazioni sulla conferenza, che non sarà “una serata di discussione sulla tematica dell’omosessualità, ma l’ascolto di una personale testimonianza di conversione alla fede che ha segnato per lui un radicale cambiamento di vita”. Sarà ma gli scriventi ritengono invece che il messaggio diffuso da Luca di Tolve sia lesivo non solo dei diritti delle persone glbt ma della dignità stessa degli esseri umani e del bagaglio di conoscenze che hanno permesso, in molti Paesi, di equiparare diversi modelli di famiglia e di convivenza. Oltre che un insulto alle persone glbt, un insulto a tutte le persone civili e un invito all’omofobia. Sensazione del resto confermata dal programma delle varie conferenze organizzate dalla parrocchia, che prevedono interventi di personaggi ecclesiali e non, tutti legati alla destra conservatrice che fa capo a Radio Maria, Medjugjorjie e similari. Di seguito alcuni stralci di intervista a Luca di Tolve (dal web): “Ero un egocentrico, palestrato, schiavo dei locali notturni, ossessionato dai soldi, convinto di provare attrazione unicamente per i maschi e finito nel vortice del sesso compulsivo” . Autorevoli psicologi del calibro di Joseph Nicolosi e G. Van den Aardweg hanno chiarito che l’omosessuale prova attrazione per una persona dello stesso sesso perché cerca quello che vorrebbe essere, quello che non ha, in quanto è irretito nel tunnel di una personalità incompiuta. Il sentimento che prova è narcisistico ed egoistico. Egli cerca il partner ideale, ma dopo i primi momenti di intensa attrazione fisica, dopo la consumazione non gli resta che il nulla, una sconfinata sensazione di vuoto, perché anche quella persona che ha trovato non ha una identità correttamente definita. Questo spiega anche l’origine dell’elevato tasso di infedeltà e precarietà nei rapporti omosessuali. Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale. Fanno sorridere le rivendicazioni di coloro che chiedono il matrimonio omosessuale: non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay, perché quel che cercano è di per sé effimero … Se si vuole davvero aiutare gli omosessuali, è necessario riconoscere che in quella condizione essi vivono male, soffrono terribilmente. Anche quando sia apparentemente accettata con serenità, l’omosessualità non sarà mai compatibile con le esigenze più intime della persona e, proprio per questo, essa è un comportamento irragionevole: non porta alla felicità. La verità è che dall’omosessualità è possibile liberarsi. Certo, il primo passo di questo non facile cammino è riconoscersi bisognosi di aiuto, ed infrangere il luogo comune imposto dai media secondo cui, al contrario, bisognerebbe arrendersi al fatto che omosessuali si nasce. Nulla di più falso: il cambiamento è possibile”.

Circolo Pink gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, eterosessuali Verona - Arcigay Pianeta Urano Verona - AGEDO - Veneto - Collettivo Azione Antifascista Verona - Laurella Arietti del Coordinamento Nazionale Sylvia Rivera - UAAR Verona - D.E.L.O.S. - Gruppo GLBTEQ Vicenza - MILK Verona Lgbt Community

E' Partita la nuova Campagna Nazionale di Arcigay contro l'Omofobia

Comunicato stampa. Arcigay: Al via campagna nazionale contro l’omo-transfobia, decine di iniziative in tutta Italia. L’omofobia uccide, questo diremo a Pietro Grasso e al Parlamento.

Il 17 maggio si celebra in decine di Paesi la Giornata internazionale contro l’omo-transfobia, un crimine contro l’umanità che uccide le persone gay, lesbiche e trans.

Secondo il dossier sull’omo-transfobia in Italia che ogni anno Arcigay diffonde per l’occasione (in allegato) nel 2012 sono stati sette gli omicidi di omosessuali e trans, a cui si aggiungono tre vittime nel 2013. Una stima del numero di “omocidi”, ricostruita solo sulla base di fonti a stampa, attesta a oltre 150, le vittime negli ultimi quarant’anni. Quel numero sottostima il sangue versato da persone omosessuali e trans, l’omofobia e la transfobia allignano infatti nell’invisibilità e si mimetizzano nella paura delle vittime di denunciare.

L’olocausto silenzioso di omosessuali e trans oltre che di morte è sangue, pestaggi, aggressioni, dileggi, insulti, bullismo ed esclusione. Nel 2012 sono stati oltre trenta i casi di omofobia che hanno assunto rilevanza pubblica tra violenze, estorsioni, rapine, bullismo, atti vandalici e altro a fronte degli oltre 50 del 2011.

“Questi numeri non rappresentano alcuna flessione ma fotografano solo l’interesse dei media al fenomeno, che evidentemente è diminuito. Sette omicidi solo nel 2012, a fronte dei due nel 2011 sono un’enormità. Restano incalcolabili le violenze non denunciate, così come non si contano più le dichiarazioni pubbliche omofobe da parte di esponenti politici e religiosi. L’omofobia non dà tregua a gay, lesbiche e trans italiane e non aiuta a comprendere la vastità del fenomeno l’assenza di un osservatorio pubblico”, spiega Flavio Romani, presidente di Arcigay.

“Il rifiuto di agire dei Governi e dei Parlamenti che si sono succeduti, tutti incapaci di approvare una legge di contrasto all’omo-tranfobia, rende i nostri politici complici della violenza e della discriminazione che colpisce gay, lesbiche e trans”, continua Romani.

“Non solo decine di politici, che siedono persino al Governo, si esprimono a favore dell’esclusione degli omosessuali da istituti giuridici come nel matrimonio civile senza nemmeno rendersi contro che escludere una minoranza dal Diritto è omofobia. Peggio le forze politiche di ogni colore non sono andate più in là delle chiacchiere sul tema e lo scorso Parlamento ha affossato, due volte, una timida proposta di legge di contrasto all’omo-transfobia. Pretendiamo che il codice penale intervenga contro l’odio che arma la violenza contro le persone omosessuali e trans. Di quanti morti ha ancora bisogno questa classe politica priva di coscienza per darsi una mossa?”, aggiunge il presidente di Arcigay.

Arcigay, per questo 17 maggio, ha organizzato sul territori nazionale una campagna di sensibilizzazione che sarà diffusa attraverso decine di migliaia di manifesti, cartoline, locandine, adesivi e magliette con quattro slogan stampati a caratteri cubitali bianchi e neri su sfondo rosso: "Alcune persone sono gay/lesbiche/bisex/trans Fattene una ragione!". La campagna è nata, grazie al lavoro di Bruno Moroni affiancato da molti volontari, e alla collaborazione con l'associazione inglese Stonewall dalla quale è stato ripreso lo slogan "Some people are gay. Get over it!", e sarà supportata online dal sito www.NoOmofobia.it.

Lo slogan si rivolge direttamente agli omofobi e a coloro che ipocritamente sostengono di essere vicino alle persone gay, lesbiche e trans e poi le ostacolano nel raggiungimento dei Diritti e della piena parità. E' un slogan volutamente ruvido che invita gli italiani a prendere atto della banalità della realtà e che li incoraggia a confrontarsi e approfondire l’esclusione, il pregiudizio e l’indifferenza.

"E’ un messaggio semplice e diretto che contiene un prezioso invito al rispetto di tutti e tutte. E’ una richiesta inequivocabile che rivolgiamo a chi non vuole un confronto con questo tema. Gli italiani devono prendere semplicemente atto che l’amico, il parente, il vicino può anche essere gay, o lesbica o trans, che hanno la setssa dignità e devono avere gli stessi diritti. E che tutto questo giova alla società intera ed è una conquista di civiltà”, approfondisce Flavio Romani, presidente di Arcigay.

Arcigay, nelle sue articolazioni locali, è poi impegnata in decine di eventi (link) sul territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica. Si terranno conferenze, dibattiti, flash mob, biciclettate e persino una piccola maratona. In particolare a Ravenna Arcigay incontrerà ufficialmente UNAR, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, per la presentazione della Campagna Nazionale Arcigay contro l'Omotransfobia e un dibattito sul "Contrasto Attivo al Bullismo e alle Discriminazioni: l'esperienza nelle Scuole. Proposte per il futuro" alle ore 17.

Arcigay incontrerà il 17 maggio il presidente del Senato Pietro Grasso.

“Sarà l’occasione – spiega Flavio Romani – per chiedere finalmente che l’estensione della Legge Mancino ai reati di omo-tranfobia sia finalmente calendarizzata. I parlamentari si prendano la responsabilità di votare a favore o contro la violenza a gay, lesbiche e trans. Vogliamo che questo 17 maggio sia l’ultimo senza una legge”.

Sabato 18 maggio 2013 prima biciclettata contro l'omofobia a Verona

Biciclettata contro l'omofobia a Verona: partenza dal Milk Center, ritorno al Milk Center!

Sabato 18 maggio 2013 a partire dalle 16, Arcigay Pianeta Urano Verona organizza per il primo anno una biciclettata per le vie di Verona per celebrare la Giornata mondiale contro l'omofobia del 17 maggio. Una manifestazione non violenta con un mezzo di trasporto non violento per eccellenza per dire no all'intolleranza omofobica che, complice la crisi, si sta espandendo in molte aree d'Europa: dalle minacce di Alba Dorata contro la comunità lgbt in Grecia, ai rigurgiti nazionalisti dell'(ormai) regime di Orbán in Ungheria, fino alle leggi contro la "propaganda gay" in Russia e Ucraina, senza dimenticare il clima sempre più teso che si respira nella nostra città, con le tristemente note aggressioni di questi ultimi mesi.
Ecco alcune delle tappe più importanti che raggiungeremo insieme:

- Porta Vescovo;
- Veronetta;
- Borgo Trento (Ospedale);
- Parco delle Mura;
- Porta Palio;
- Circonvallazione Oriani;
- ritorno a Porta Vescovo, e da lì al Milk Center (S. Michele)

Ci troviamo quindi per la partenza nei pressi del Milk LGBT Community Center (Via Nichesola 9, S. Michele Extra) alle ore 16.

Saranno benvenute le adesioni di gruppi, associazioni e collettivi e di chiunque condivida la nostra battaglia all'indirizzo daniele@arcigayverona.org. Non mancate!
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org