Per ogni “Luca era gay”, 1000 Luca e Lucia che erano etero!

La canzone di Povia “Luca era gay”, che abbiamo potuto ascoltare durante la prima serata del Festival di Sanremo, è fortemente ideologica e omofobica.

Rispettiamo tutti i percorsi di vita delle persone reali e tutte le scelte individuali in merito alla propria esistenza e alla propria affettività.
Per questo dunque rispettiamo quel “Luca” che era gay e oggi serenamente ama una donna, così come rispettiamo “Lucia” che era etero e oggi, altrettanto serenamente, ama una donna.

E, anzi, ricordiamo che per ogni “Luca” che ha avuto esperienze gay e poi ha scelto di vivere la propria affettività da eterosessuale, ci sono migliaia di “Luca” e “Lucia” che sono stati educati come eterosessuali e poi hanno scelto di ascoltare i propri desideri e di vivere serenamente le proprie relazioni omosessuali.

Tuttavia abbiamo il dovere di intervenire quando un artista sceglie di restringere il campo e distorcere la realtà raccontando solo un frammento di una delle milioni di storie che potrebbe raccontare, e in particolare solo il frammento in cui spiega che l’esperienza omosessuale è stata indotta da una madre ossessiva e gelosa e da un padre assente e alcolista.

Non possiamo lasciare che Povia esprima indisturbato, davanti a milioni di telespettatori del Festival di Sanremo, falsità e pregiudizi che hanno il solo scopo di spingere molte persone pacifiche e rispettabili al disagio e al senso di colpa.

Abbiamo il dovere di intervenire e dire che lesbiche e gay sanno amare, possono vivere delle esistenze serene e piene d’amore, anzi piene di “quell’amore grande per l’eternità” che secondo Povia esiste solo per gli eterosessuali.

Saremo pertanto Sabato 21 Febbraio, alle ore 15, per le strade di Sanremo alla manifestazione “Se m’innamoro” per ribadire, insieme a tanti gay lesbiche trans ed etero, che il vero amore non ha confini e che i peggiori nemici dell’omosessualità sono gli omosessuali repressi.

Ringraziamo infine Roberto Benigni per aver ricordato, anch’egli dal palco del Teatro Ariston, che “gli omosessuali sono stati torturati, discriminati, uccisi soltanto perché amavano un’altra persona”.
Bologna, 18 Febbraio 2009
Francesca Polo
Presidente nazionale ArciLesbica

Ufficio Stampa ArciLesbica Nazionale

L'omofobia è associata con l'eccitamento omosessuale?


WASHINGTON – La teoria psicanalitica sostiene che l'omofobia – la paura, l'ansia, l'odio, il disagio e l'avversione che alcune persone dichiaratamente eterosessuali provano nei confronti di individui gay – è il risultato di tendenze omosessuali represse che la persona in questione ignora o nega. Uno studio apparso sul numero di agosto del 1996 del Journal of Abnormal Psychology [1], pubblicato dalla American Psychological Association (APA) [2], fornisce nuove prove empiriche a supporto di questa teoria.
Ricercatori dell'Università della Georgia hanno condotto un esperimento su 35 uomini omofobi e su 29 non omofobi, secondo i valori stabiliti dalla scala dell'Indice di Omofobia. Tutti i partecipanti selezionati per lo studio si descrivevano come esclusivamente eterosessuali sia in termini di eccitazione sessuale che di esperienze vissute.
Ogni partecipante era stato esposto a stimolazioni erotiche sessuali esplicite prodotte da videocassette eterosessuali, omosessuali maschili e lesbiche (non necessariamente in quest'ordine). Il loro grado di eccitamento sessuale era misurato da una pletismografia peniena, che misura e registra con precisione il volume del pene.
Gli uomini di entrambi i gruppi era eccitati all'incirca nello stesso grado dai video che riproducevano rapporti sessuali eterosessuali e da quelli che mostravano due donne impegnate in un rapporto sessuale. L'unica differenza significativa nel grado di eccitamento tra i due gruppi si presentava durante la visione dei video con rapporti sessuali tra maschi: "Gli uomini omofobi mostravano un aumento significativo della circonferenza del pene durante i video omosessuali maschili, al contrario del gruppo di controllo [gli uomini non omofobi]".
Più in dettaglio, le misurazioni hanno mostrato che mentre il 66% del gruppo non omofobo non mostrava un significativo ingrossamento del pene durante la visione dei video omosessuali maschili, solo il 20% degli uomini omofobi mostrava un eccitamento scarso o nullo. Analogamente, il 24% degli uomini non omofobi mostravano una chiara erezione durante la visione dei video omosessuali maschili, contro il 54% degli uomini omofobi.
Richiesti di stimare a modo loro il grado di eccitamento provato durante la visione dei tre video, gli uomini di entrambi i gruppi hanno fornito risposte in linea con le oggettive misurazioni fisiologiche, con una sola eccezione: gli uomini omofobi hanno sottostimato in modo significativo il loro grado di eccitamento provocato dal video omosessuale maschile.

Quindi, questi risultati provano che l'omofobia negli uomini è una reazione a istinti omosessuali repressi, come teorizza la psicanalisi? Anche se i risultati sono in linea con questa teoria, gli autori notano che c'è una spiegazione alternativa: l'ansia. Secondo questa teoria, la visione di video omosessuali maschili può aver causato emozioni negative (come l'ansia) negli uomini omofobi, ma non in quelli non omofobi. Come notano gli autori, "è stato dimostrato che l'ansia accresce l'eccitazione e l'erezione", e quindi è anche possibile che "la risposta agli stimoli omosessuali [in questi uomini] sia una conseguenza delle condizioni ostili piuttosto che di un eccitamento sessuale in sé. Queste teorie rivali potranno e dovranno essere valutate da ricerche future".
Michele Breveglieri, Ph.D.

www.michelebreveglieri.it
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