No alla festa della famiglia naturale. Firma l'appello!

Arcigay Pianeta Urano Verona assieme alle altre associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) del Veneto lancia un'appello per chiedere che la REGIONE VENETO riconosca l’importanza di un’educazione inclusiva, che riconosca tutte le forme di famiglia e di affettività. Diciamo NO all’incursione ideologica e prettamente politica dell’iniziativa regionale, come di una sua eventuale adesione, non possono trovare merito in una scuola democratica e libera.
CHIEDI CON NOI di non celebrare la festa della famiglia “naturale” ma di promuovere politiche di sostegno alle famiglie (tutte le Famiglie). La declinazione al plurale sottolinea che ogni tipo di legame familiare ha pari dignità e diritto d’espressione.
Perché l’inclusione, l’amicizia, e il valore della differenza si insegnano dando il buon esempio

Firma l'Appello: Clicca qui

sotto il testo della lettera.

Studente picchiato da insegnante perchè gay - Arcigay si appella al Ministro Giannini

SCUOLA, "STUDENTE PICCHIATO DA INSEGNANTE PERCHÉ GAY". ARCIGAY A MIUR: "TRA I BANCHI ESCALATION DI FATTI GRAVISSIMI. SUBITO GLI STATI GENERALI"
Bologna, 17 novembre 2014 - "C'è un susseguirsi allarmante di fatti gravissimi inerenti la scuola rispetto ai quali si rende urgente un intervento del Miur": Flavio Romani, presidente di Arcigay, a seguito della denuncia dello studente perugino riportata dai mass media, rivolge un accorato appello al Ministro all'Istruzione Stefania Giannini. "Negli ultimi mesi abbiamo letto di insegnanti cacciati perché omosessuali, o per lo stesso motivo indotti all'abbandono della propria cattedra; poi abbiamo appreso di un'occulta schedatura degli istituti scolastici richiesta dalla curia milanese attraverso la rete degli insegnanti di religioni, evidentemente eterodiretti. Storia che fa il paio con l'assurdo questionario diffuso in una scuola umbra un anno fa e che definiva l'omosessualità come una colpa.

SE MI ANNULLI NON VALE - Bologna 15.11.2014

Dallo scorso 15 settembre, grazie a una delibera del sindaco Virginio Merola, le coppie di gay e lesbiche bolognesi che hanno celebrato le loro nozze oltreconfine, in paesi più civili del nostro, dove i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono consentiti, possono trascrivere la loro unione nel registro di stato civile del nostro Comune. Quel giorno per noi è stato un giorno di festa: per le prime coppie che accedevano alla trascrizione, innanzitutto, perché avevano l'occasione di attenuare quella sensazione da esuli che inevitabilmente, poco o tanto, aveva guastato il giorno più bello della loro vita; ma facevamo festa anche per tutte le altre coppie, per le altre persone in genere, per tutto il Paese: perché i diritti fanno bene, ci migliorano, offrono a tutte e tutti una grande ricompensa.

Nelle settimane successive, il crescendo di diffide, avvertimenti, circolari, ordini perentori e aut aut che il Ministro Alfano, attraverso gli accondiscendenti prefetti, ha messo in campo per ostacolare prima, e annullare poi le trascrizioni, ci ha profondamente indignati. Questo uso "a manganello" delle norme e delle istituzioni, l'accanimento a voler rimettere fuori dalla porta ciò che appena si era affacciato sulla soglia, l'esibizione di un potere da aguzzini, gettato dall'alto come l'olio bollente dai bastioni nel Medioevo, sono gli ingredienti di uno spettacolo indecente. In un Paese civile nessun funzionario di Stato dovrebbe mai accarezzare l'idea di impugnare una penna per cancellare un diritto, una relazione, un'esistenza. È un atto ignobile, che vìola la dignità delle persone, infierendo su un'invisibilità giuridica che è una vera e propria maledizione in questo Paese, da cui ci ostiniamo a non volerci liberare.

ARCIGAY: “FATTO GRAVISSIMO. GIANNINI APPROFONDISCA IL CASO E CHIARISCA PUBBLICAMENTE”

Scuola, la curia milanese chiede la schedatura delle scuole con progetti contro l’omotransfobia 

Bologna, 13 novembre 2014 -” La lettera riservata, trapelata oggi sui giornali, attraverso la quale la Curia milanese chiede agli insegnanti di religione di segnalare tutti i progetti contro l’omotransfobia attivi nelle scuole è un abuso inaccettabile, che accende i riflettori su un tentativo, se non addirittura su una vera e propria pratica di controllo della scuola pubblica da parte della lobby ecclesiastica” Flavio Romani, presidente di Arcigay, reagisce alla lettera indirizzata agli insegnanti dalla diocesi milanese. “È inconcepibile – prosegue Romani – che attraverso una mailing list un potere diverso dallo Stato possa dare indicazioni, chiedere informazioni e insinuare azioni nella scuole di ogni ordine e grado, bypassando il ministero e tutte le strutture preposte alla tutela dell’Istruzione, dei suoi luoghi e dei suoi processi. La lettera del prelato resa pubblica dai giornali getta un’ombra sinistra sull’intero sistema scolastico e rende necessario e urgente un approfondimento ispettivo e un chiarimento pubblico da parte della Ministra Stefania Giannini”. “Questa è l’ennesima posizione omofobica della Chiesa – prosegue Davide Zotti, insegnante e responsabile Scuola di Arcigay -, in un ambito delicatissimo com’è quello dell’educazione e della formazione dei giovani. Il fatto che un responsabile della diocesi inviti esplicitamente i docenti di religione cattolica, ma sempre dipendenti dello Stato italiano, a far da “sentinelle” su temi importanti, come la lotta all’omofobia nelle scuole, derubricandola a volgare indottrinamento, non fa altro che calpestare la dignità professionale e la libertà degli insegnanti, garantita dalla nostra Costituzione, e alimentare un clima omofobico, di cui fanno le spese prima di tutto gli e le adolescenti omosessuali e transessuali che frequentano ogni giorno le nostre scuole. Se don Gian Battista Rota vuole l’elenco delle scuole dove si contrasta e si previene l’omofobia, si rivolga direttamente all’Arcigay, per esempio al Cig di Milano, che da tempo opera in molte scuole del territorio: potremmo dargli un lungo elenco, senza bisogno di quinte colonne cattoliche. Noi lavoriamo alla luce del sole, perché il problema dell’omofobia esiste e va affrontato”.

PER LA LEGA LE FAMIGLIE NON SONO TUTTE UGUALI:

PER LA LEGA LE FAMIGLIE NON SONO TUTTE UGUALI:
Comunicato stampa delle associazioni e dei gruppi LGBTQI del Veneto

Nelle prossime settimane la Lega Nord ri-presenterà in Consiglio Regionale una mozione che impegna la Giunta ad individuare una data per celebrare la "Festa della Famiglia Naturale, fondata sull’unione tra uomo e donna”.
Nulla da eccepire, se non fosse che il testo contiene, in realtà, affermazioni gravemente discriminatorie - sin dal titolo - e colpevoli di vera e propria disinformazione sul ddl Scalfarotto per il contrasto all’omotransfobia, sulla strategia dell’UNAR contro le discriminazioni e su altre delicate questioni oggetto di discussione negli ultimi mesi in Italia.
I consiglieri leghisti, ignorando la realtà dei fatti che vede una società multiforme e di certo non standardizzata, forzano l'assegnazione di etichette alle famiglie del Veneto, considerandone alcune come “naturali” e relegando tutte le altre, come ad esempio quelle composte da un solo genitore e dal proprio figlio, a subire il peso dell'etichetta di “innaturali”.
Allo stesso tempo, tra le premesse del testo in oggetto, leggiamo che “le istituzioni devono provvedere allo stanziamento di pubblici sussidi al fine di garantire ai genitori un’effettiva libertà” di scelta della scuola per i propri figli; il che significa che la Regione Veneto dovrebbe finanziare maggiormente le scuole private, richiesta davvero infelice in un momento così difficile per la scuola pubblica.

Omofobia: bugie e verità sui corsi a Scuola - Segnalazione

Segnaliamo un'articolo di Dario Accolla, blogger ed instancabile attivista lgbt  su quanto sta succedendo nel mondo della Scuola, dove le organizzazioni anti lgbt hanno lanciato una vera e propria campagna di disinformazione e demonizzazione contro ogni intervento di contrasto al bullismo omofobico.

Omofobia: bugie e verità sui corsi a Scuola - Il Fatto Diritti sul Il Fatto Quotidiano

Dario Accolla cura un seguitissimo blog di politica e attivismo LGBT
"Elfobruno - Il lato fucsia della forza": elfobruno.wordpress.com

Come riportato nell'articolo di Dario sul Il Fatto Quotidiano, ricordiamo anche qui l'importante progetto della sezione LGBT di Amnesty International - SCUOLE ATTIVE CONTRO L'OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA

Destre in Europa: «Eredi di Attila» contro gay e rom >>

Gli arrabbiati ungheresi di Jobbik «Eredi di Attila» contro gay e rom ·
Alle ultime elezioni il partito dell’ultradestra scelto da un elettore su cinque. «Razzisti? No, lottiamo per la libertà: ieri il nemico era l’Urss, oggi è Strasburgo»

di Paolo Valentino

Quando i Karpathia intonano «Justice for Hungary», punta di lancia del loro rock nazionalista, il popolo di Jobbik è in delirio. Nulla entusiasma i giovani arrabbiati dell’estrema destra ungherese più della mistica della nazione negletta, vittima di tutte le ingiustizie della Storia e oggetto di ogni cospirazione globale, fosse ebraica, capitalista, euro-germanica, perfino omosessuale. «Cari discendenti di Attila», ama arringare i suoi seguaci il giovane leader, Gabor Vona, invocando per la razza magiara una dubbia discendenza iranica dagli Unni e più indietro dai Sumeri. Ma dietro le anticaglie della retorica, comprensive di croci frecciate e manuali sciamanici, karaoke nazionalisti, folklore e milizie in uniforme, Jobbik sa muoversi anche nella modernità: usa i social network, impazza su Facebook dove Vona ha oltre 300 mila likes, ha siti d’informazione come Kuruc Info e Alfahir , cura un circuito culturale e artistico nelle università, molto popolare tra professori e studenti. Soprattutto, Jobbik è ormai radicato nel panorama politico danubiano. Votato da 1 ungherese su 5 alle elezioni d’aprile, è il più forte partito dell’ultradestra nell’Europa centrale e orientale. Con un paradosso: invece di essere indebolito dalla direzione autoritaria, nazionalista e antieuropea data al Paese dal premier Viktor Orbán, che con una maggioranza dei due terzi in Parlamento ha fatto del suo Fidesz un partito-Stato, Jobbik continua a rafforzarsi e condiziona da destra il governo.

MOVIMENTI LGBT - Incontro seminariale - Verona 24 settembre 2014

Segnaliamo con piacere questo interessante incontro:
Minority politics, social movements and equal rights: the Italian inter-associative LGBT activism - Incontro seminariale organizzato nell’ambito del progetto “LGBT Act” finanziato dal FP7 dell’Unione Europea Marie Curie Actions n. 328404

MOVIMENTI LGBT
modelli, strategie, etica della ricerca in contesto militante
24 settembre 2014, ore 15.00 Aula Riunioni - Palazzo Zorzi,
secondo piano

Lungadige Porta Vittoria 17, Verona
Massimo Prearo, Marie Curie Fellow - Politesse / Università di Verona Discussant: Elisa A.G. Arfini, sociologa, ricercatrice – Università di Bologna

Come fare la storia politica dei movimenti lesbici, gay, bisessuali e transgender (LGBT)? Nell’ambito del ciclo seminariale “Modus operandi” del Centro di ricerca Politesse (a.a 2014-2015), questo primo incontro propone una riflessione sulle logiche di implementazione della ricerca, basandosi sul caso dei movimenti LGBT francesi e italiani. Verranno discussi alcuni modelli teorici della sociologia dei movimenti sociali applicati alle mobilitazioni LGBT per evidenziarne il potenziale euristico e i limiti. Allo stesso tempo, si interrogheranno il posizionamento del soggetto della ricerca in un contesto militante e le forme di intervento e di partecipazione alle quali il ricercatore è chiamato in virtù di una presunta autorità accademica. Quali problemi di ordine epistemologico e metodologico implica la produzione di un sapere scientifico su forme di attivismo che mirano all’affermazione di un’autonomia politica? In altri termini, un’etica della non interferenza può rivelarsi praticabile e sostenibile?

Politesse: Politiche e teorie della sessualità

Omofobia...ovunque tu sia, noi ci saremo per dire NO!

Lo scorso anno la parrocchia di Monteforte d'Alpone, cerco di organizzare, come successo ieri a Schio con il "Meeting dei Giovani" un incontro con ospite Luca di Tolve. Le nostre associazioni si organizzarono per dire NO a questa persona, che va in giro a far conferenze per dire menzogne colossali, seminare odio e far soldi con la vendita del suo libro. L'incontro di Monteforte fu annullato all'ultimo momento, con la scusa dell'emergenza "pericolo inondazione". Probabilmente una scusa, in quanto sappiamo che il Vescovo di Monteforte d'Alpone fu "inondato" ( forse è questo il pericolo inondazione a cui si riferivano ) di proteste e lettere. Ieri pomeriggio eravamo veramente tanti a Schio, persone lgbt ed eterosessuali insieme per dire che è ora di finirla con questi convegni ed incontri che seminano solo odio ed intolleranza. Saremo potuti andare tutti al mare in uno dei pochi giorni di sole di questa estate capricciosa. Ma una cosa dev'essere chiara: Dove ci sarà Omofobia e propaganda dell'odio, noi saremo sempre presenti per fermarla.

MONTEFORTE, BUFERA SUL PARROCO PER L'INCONTRO «OMOFOBO»Ospite il «Luca era gay» di Povia. No delle associazioni omosex
http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=29696

UCCR Online

http://www.uccronline.it/2013/05/15/luca-di-tolve-non-puo-parlare-la-lobby-gay-lo-impedisce/

Stop Omofobia Verona
http://stopomofobiaverona.blogspot.it/2013/05/una-conferenza-catto-omofobica-annullata.html


17 Agosto 2014: Schio dice No all'Omofobia. Presidio contro il Meeting con ospite Luca di Tolve



Luca di Tolve a Schio - Flash Mob Lgbt

Domenica 17 agosto alle 16:30 presso il Parco Robinson di Schio si terrà il “Flash Mob contro l’omofobia”, una risposta colorata e pacifica alla “esperienza di guarigione dall’omosessualità” proposta da Luca Di Tolve con la sua partecipazione al “Meeting dei Giovani”.

Il Flash Mob non sarà di un’unica associazione o di un unico movimento, ma un evento di tutte le cittadine e tutti i cittadini che con la loro presenza esprimeranno la loro indignazione verso chi promette di ‘correggere’ le persone per il loro orientamento sessuale o identità di genere.
È risaputo che dietro al progetto editoriale “Ero Gay” e dietro al Gruppo Lot (Onlus presieduta dallo stesso Di Tolve) si celano seminari basati anche sulle teorie di Joseph Nicolosi e il suo NARTH (“National Association for Reparative Therapy of Homosexuality”), considerate prive di fondamento scientifico dai principali enti di ricerca in ambito psicologico, tra i quali l’”American Psychiatric Association”.
Domenica non verrà impedito a nessuno di esprimere la propria opinione. Dal Parco Robinson partirà una testimonianza di chiunque intenda ribadire che l’essere se stessi non può venire sottoposto a terapie di alcun genere, e che la vera felicità dipende dalla consapevolezza di sé, dalla non negazione della propria natura e dal sapere vivere armoniosamente la propria vita.
Arcigay Vicenza, inoltre, ribadisce la sua disponibilità ad un confronto pubblico con chi ha etichettato come “circo” il Flash Mob promosso dai giovani scledensi.
Arcigay Vicenza – associazione “15 GIUGNO”

VAI ALL’EVENTO SU FACEBOOK »

PRESIDIO CONTRO L'OMO-BI-TRANSFOBIA.


PRESIDIO CONTRO L'OMO-BI-TRANSFOBIA.

Venerdì 8 Agosto 2014 - ore 18 in Piazza Bra a VERONA

I gruppi GLBTQE di Verona (Circolo Pink Verona, Arcigay Verona, Arcilesbica Verona, Milk Center, Lieviti Verona, Romeo in Love) indicono un presidio venerdi 8 agosto 2014 dalle ore 18.00 alle ore 21.00, in Piazza Bra sotto il monumento equestre.

IL PRESIDIO E' STATO INDETTO PER:

Protestare contro l'ordine del giorno Zelger, approvato dal consiglio comunale di Verona mercoledì 23 luglio 2014.

Richiamare l'attenzione sulla grave aggressione a sfondo omofobico avvenuta il giorno 26 luglio ai danni di un ragazzo nel paese di Bussolengo;

Tutt* siete invitat* a partecipare

Per aderire al presidio scrivere una mail a: veronaglbtqi@gmail.com

A Verona il medioevo è ritornato

Il giorno 24 Luglio 2014, dopo circa 7 ore di seduta ad oltranza, all'una del mattino circa, il Consiglio Comunale di Verona ha approvato con 17 voti a favore e 12 contrari un ordine del giorno altamente lesivo della dignità di migliaia di cittadini lgbt* veronesi. Il titolo di questo OdG* è: “FAMIGLIA, EDUCAZIONE, LIBERTA’ DI ESPRESSIONE.”che potete scaricare al seguente link: Ordine del giorno 426 .
Autore di questo capolavoro di livore omofobico è il consigliere della Lista Tosi, Alberto Zelger (nella foto).

Segnaliamo anche l'articolo: VERONA: OMOFOBIA ALL'ORDINE DEL GIORNO - di Massimo Prearo su www.iosonominoranza.it


Segue il comunicato congiunto delle associazioni e dei gruppi lgbt e laici veronesi

Botte e insulti omofobi fuori dal Village Pride a Padova

Botte e insulti omofobi a un giovane gay sul cavalcavia della Fiera
È successo giovedì notte, il ragazzo era appena uscito dal Pride Village e stava tornando a casa: «Due ragazzi stranieri mi hanno chiesto soldi. Poi mi hanno tirato un calcio sul viso urlandomi insulti omofobi»


PADOVA. L’hanno lasciato a terra in una pozza di sangue, in piena notte, dopo averlo brutalmente aggredito, e se ne sono andati gridandogli «frocio di m...finocchio schifoso». Lui è riuscito a riprendersi e a chiamare l’ambulanza. Il risultato: naso rotto, 3 punti di sutura e 20 giorni di prognosi. Ha dell’incredibile la vicenda capitata giovedì notte all’esterno del Pride Village. Vittima un giovane di 29 anni originario di Firenze, ma che da febbraio abita a Padova.

::Continua a leggere:: - Fonte: Il Mattino di Padova

Sentinelle in guerra

Secondo il dizionario la sentinella è un soldato armato incaricato di fare la guardia ad un determinato luogo. E in effetti le sentinelle in piedi sono gli ultimi soldati di una guerra strisciante che va avanti da secoli, contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT). A guardia di che cosa? Ma semplice: di uno spazio di esclusione. L’obiettivo è escludere qualcuno e difendere privilegi. La loro guerra, i loro precedenti commilitoni, godevano di ben di più di uno spazio da difendere. Tutta la società era il loro spazio di privilegio, che si autodifendeva contro corpi estranei a cui quotidianamente si faceva una guerra diffusa: nelle famiglie, nella politica, nella società, nelle chiese, nelle scuole. I corpi estranei erano loro: le persone LGBT. Umiliate, invisibili, ininfluenti, inferiori. Poi accadde che lo spazio di guerra diffusa cominciò a restringersi, in tutta Europa e nel mondo occidentale. Persino nell’Italia presidiata dalla CEI e dallo Stato del Vaticano. Cominciarono a crescere gli alleati di quelle persone a cui si era fatta guerra. Le persone LGBT cominciarono ad essere orgogliose, visibili, un minimo influenti… e ad ottenere eguaglianza.
Cominciarono a contestare seriamente la gerarchia superiore/inferiore in tema di amore e identità sessuali. Ed ecco che nascono loro, le sentinelle, terrorizzate dall’ipotesi che la società diventi veramente inclusiva, che tutti i cittadini e le cittadine siano trattati/e come eguali indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Poco importa che in questo ritorno di fiamma guerresco, ultimo colpo di coda di un esercito smarrito, si usino i libri e il silenzio al posto delle armi, poco importa che si faccia appello a valori liberali come la libertà di opinione. Le sentinelle usano il linguaggio dell’occidente liberale contro l’occidente liberale, contro l’occidente del primato dell’individuo sulla comunità. E per fare questo necessitano di fingersi aconfessionali e apartitiche quando sono meramente il polo di organizzazione e attrazione crescente di visioni confessionali tradizionalmente in guerra contro le persone LGBT o di destre conservatrici, reazionarie e variamente nazionaliste che propugnano il primato delle comunità sugli individui. I loro alleati spontanei, confessionali e partitici, in altri Paesi chiedono e ottengono morte e galera per le persone LGBT. Nell’occidente liberale dall’800 in poi la virata verso il primato dell’individuo ha liberato il tema dell’amore e rafforzato il tema dell’eguaglianza, e la famiglia oggi è sempre di più vista e vissuta come connubio di amore e persone eguali. Per questo, da semplice mito religioso, la famiglia è diventata diritto umano di tutti/e. Le sentinelle in piedi vigilano affinché questi temi culturali che hanno liberato e rafforzato l’individuo e le sue legittime aspirazioni di felicità (anche nell’intimità) rimangano lettera morta. Soprattutto per le persone LGBT. In piedi o sedute, silenziose o parlanti, a me queste sentinelle non paiono altro che il colpo di coda di una strisciante e secolare pratica di guerra ad esclusione ed eliminazione (simbolica, ma in certi Paesi anche fisica) di qualcuno, il canto del cigno di un esercito di privilegiati. Altro che difesa della libertà di opinione.

di Michele Breveglieri - Segretario Nazionale Arcigay

Ulrike Lunacek aggredita con l'acido

Ecco come gli omofobi esprimono la loro "OPINIONE"

Ulrike Lunacek
, vicepresidente dei Verdi al Parlamento Europeo, lesbica dichiarata ed autrice del Rapporto Lunacek, la road map europea per i diritti delle persone LGBT approvata a febbraio, secondo quanto riferito dalle autorità austriache, sarebbe stata la vittima designata dell’aggressione di un estremista. L’aggressore ha tentato di lanciarle contro dell’acido butirrico, durante la rainbow parade di Vienna di domenica 15 giugno.
Nessun organo di stampa italiano ha fino ad ora riportato la notizia.
L’eurodeputata è illesa, e l’attentatore ha provocato soltanto circa 50.000 euro di danni ad attrezzature elettroniche. Lunacek ha dichiarato dal proprio profilo facebook “Non ci lasciamo fermare, nemmeno dall’acido butirrico. L’impegno per l’uguaglianza e una strategia UE contro l’omofobia non accenna a diminuire. Grazie per il vostro forte sostegno!”
In occasione della discussione nell’europarlamento del rapporto che reca il suo nome, l’eurodeputata è stata oggetto di una pesante campagna denigratoria, in particolare nell’est europeo, in Italia e in Francia (cfr. ad es. qui o qui): oltre ad una massiccia mobilitazione contro la risoluzione, bersaglio di questo fronte con legami nell’estrema destra cattolica e ortodossa è stata proprio Lunacek.
Contemporaneamente all’attentato, a pochi passi dalla rainbow parade, che ha visto la partecipazione di oltre 150.000 persone, una cinquantina di fondamentalisti cristiani hanno organizzato una “Marcia per la Famiglia”.
Esprimiamo la nostra massima solidarietà a Ulrike e ai compagni e alle compagne viennesi.

http://www.mirales.es/actualidad/ulrike-lunacek-eurodiputada-lesbiana-atacada-con-acido-en-marcha-del-orgullo-de-viena/

Prossime iniziative contro l'Omo-transfobia a Verona

Venerdi 16 maggio
RAINBOW EVENING
@ Blue Moon Bar, Via Badile 22 h!
Beer and Music against homophobia

Birra, Spritz e Buffet
Musica by Peftu Dj
Vi aspettiamo
Il ricavato della serata andrà al sostegno delle attività
del Milk Lgbt Verona

A partire dalle ore 20.00
Entrata Libera

------
Sabato 24 maggio
dalle ore 16

GRUPPO GIOVANI MILK:
OMOFOBIA E TRANSFOBIA

OSPITE: Giorgio Desto

con Giulia e Lucio
per info: 3665922928 o giovanilgbt.verona@gmail.com

17 Maggio - Contro l'Omofobia comincia tu!

CONTRO L'OMOFOBIA COMINCIA TU!
Verona - 17 Maggio 2014

PROGRAMMA

15:30 - Introduzione
15:45 - Presentazione Sportello legale LGBTQI
16:15 - Proiezione del Video realizzato dal Gruppo Giovani Milk / Arcigay Verona
16:45 - Progetto omofobia nella scuola
17:00 - Presentazione della Campagna Nazionale Arcigay contro l’Omofobia
17:15 - Coffee Break
17:30 - Presentazione del rapporto europeo sui Crimini d’odio
18:00 - Presentazione e aggiornamento della campagna
“A FAR L’EUROPA COMINCIA TU”
18:30 - Conclusione e a seguire aperitivo

In occasione del:

17 Maggio
Giornata Mondiale contro l’Omo-bi-transfobia

al MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER
Via Antonio Nichesola, 9 - VERONA ( San Michele Extra )

Organizza: Arcigay Pianeta Urano Verona
con Milk Verona Lgbt Community Center
Arcilesbica Verona, Gasp e Arci Verona

Per informazioni: info@arcigayverona.org
www.arcigayverona.org - www.milkverona.it
stopomofobiaverona.blogspot.it

Considerazioni sulle "Sentinelle in Piedi"

Considerazioni sulle "Sentinelle in Piedi" a seguito della loro presenza in Piazza Bra a Verona il 13 Aprile scorso, presenza contestata da una manifestazione spontanea che ha visto la partecipazione delle associazioni veronesi e di molti giovani lgbt e non.

Lettera pubblicata sull'Arena il 18.4.2014
Leggiamo su "l'Arena" del 15 Aprile una lettera dal titolo: le “Sentinelle contestate”,  secondo la quale "un gruppo di persone ha protestato democraticamente, ordinatamente, in silenzio, senza slogan offensivi"... "nessuna offesa e nessun impedimento ad altri di pensarla in modo diverso".
Poi leggiamo nel sito ufficiale delle Sentinelle in Piedi che la loro "è una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà". Tutto ciò in favore della libertà di pensiero. Bene. Ma nello stesso sito si afferma che "Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna".

No all'omo-transfobia! In piazza contro le Sentinelle dell'odio!

Le associazioni della Comunità LGBTQI domani, Domenica 13 Aprile, si danno appuntamento per dire NO! a chi manifesta discriminazione e omo-transfobia, per il rispetto, la dignità e la libertà di tutte/i a creare una propria famiglia. Scenderemo in piazza colorate e colorati contro le sentinelle in piedi. Le sentinelle dell'odio e della discriminazione.

Ore 18:30 gradini di Palazzo Barbieri - Piazza Bra Verona - Unitevi a noi!

Mettetevi comode... Care sentinelle!

OMOTRANSFOBIA, 50 SEDIE PER LE SENTINELLE IN PIEDI. ARCIGAY: "OFFUSCATE DALL'ACIDO LATTICO, NON POSSIAMO NON SOCCORRERLE"
L'iniziativa dell'associazione lgbt: in tutte le sedi, per tutto il giorno, è attiva la distribuzione gratuita.
1 aprile 2014 - Cinquanta sedie, pratiche ed ergonomiche, per le prime cinquanta Sentinelle in piedi che oggi si presenteranno in una delle numerose sedi Arcigay. È questa l'iniziativa che la principale associazione lgbt italiana mette in campo su tutto il territorio nazionale. "Non possiamo non muoverci a compassione dinanzi a questa emergenza umanitaria - spiega il presidente di Arcigay, Flavio Romani -. Ormai da diverse settimane intercettiamo l'azione di uno sparuto gruppo di militanti cattolici o di estrema destra, detti "Sentinelle in piedi", costretti a spostarsi da una piazza all'altra, e da una città all'altra, per simulare come in un gioco di specchi una mobilitazione significativa che scongiuri l'approvazione di una legge contro l'omotransfobia. La pratica scelta per rappresentare questo dissenso - il presenziare in piedi immobili in una piazza - sta evidentemente provocando agli attivisti gravi perdite di lucidità, dovute probabilmente all'acido lattico. Arcigay quindi ha deciso di attivarsi in prima persona per offrire un po' di sollievo a questi militanti e per sgombrare le foto dei turisti in visita nelle piazze italiane da questo spiacevole ingombro". Le cinquanta sedie del modello Bonpall (vedi foto allegata), saranno fornite gratuitamente e già montate. "Stando sedute - prosegue Romani - le Sentinelle potranno vegliare senza crampi su un Paese in cammino verso l'uguaglianza, un valore fondante anche per i cattolici, almeno per quelli che non hanno ancora trasformato la fede in superstizione o folklore. D'altronde, se seppure con fatica gli integralisti cattolici sono riusciti a superare lo shock della Terra sferica, con fiducia scommettiamo sulla possibilità che riescano prima o poi a rassegnarsi all'uguaglianza e al rispetto della Carta Costituzionale, abbandonando l'illusione di essere superiori a chicchessia o tutori di alcunché". www.arcigay.it

Trento si sdraia contro l'Omofobia #manichiniinpiedipersoneaterra

A volte non servono tanti discorsi, comunicati o altro contro omofobi, oscurantisti e bacchettoni patentati, che si sentono portatori di un'unica verità, contro questa gente ci vogliono azioni dirette! Siamo stanche/i dei quotidiani insulti che questi ci rivolgono con le loro iniziative in tutta Italia, non staremo più zitte/i. A Verona, come a Trento, ovunque vomiterete omofobia, noi ci saremo!

Arcigay e Arcilesbica Trento organizzano Die-in in risposta all'omofobia delle "Sentinelle in piedi". #manichiniinpiedipersoneaterra


Vittoria! Approvato il rapporto Lunacek

Omofobia, il Parlamento Europeo adotta il rapporto Lunacek. Arcigay: “L’Europa ci dà una road map, l’Italia risponda con provvedimenti concreti”

Bologna, 4 febbraio 2014 – “Non solo una legge penale contro i crimini d’odio e norme per il riconoscimento delle coppie omosessuali: la gamma di azioni che l’Europa, attraverso il rapporto Lunacek, ci chiede di mettere in campo in tema di diritti lgbti è vasta e spazia negli ambiti più diversi, dal lavoro, alla scuola, ai servizi, al diritto d’asilo”.
Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, commenta soddisfatto l’approvazione da parte del Parlamento Europeo della relazione della deputata Ulrike Lunacek, che definisce per gli Stati membri una roadmap per il rispetto dei diritti fondamentali delle persone Lgbti. “Un sì ad amplissima maggioranza – fa notare Romani – che incassa il sostegno, oltre che del fronte progressista, anche di parte dei popolari. Insomma i diritti delle persone lgbti in Europa non sono un tema di parte né tantomeno una guerra di bandiera o di religione. Sono piuttosto, e questo il rapporto Lunacek lo spiega perfettamente, la risposta urgente e inderogabile a quel dato registrato dalla stessa Agenzia europea e che misura nel 47% la quantità di persone lgbti in Europa che almeno una volta sono state vittime di discriminazione. Il problema è serio e la risposta che ci viene indicata attraverso la road map è giustamente complessa ed articolata. Di questa risposta fa parte anche l’importante sottolineatura al rispetto della dignità e dell’integrità delle persone transessuali: in particolare, si chiede agli Stati membri in cui ai transessuali è richiesta la sterilizzazione (e l’Italia è fra questi) di rimuovere tale obbligo. La sollecitazione è affinché si riprenda in mano quanto prima la legge 164 per il cambio di sesso e si eliminino i vincoli odiosi che esprime, così come è previsto da diversi progetti di legge già depositati in Parlamento. La politica italiana – conclude Romani - da sempre fanalino di coda su questi temi, da oggi non ha più alibi: la direzione dell’Europa è tracciata, ora spetta all’Italia rivendicare il proprio ruolo corrispondendo presto e concretamente agli auspici del rapporto Lunacek”

Comunicato stampa Arcigay

Scalfanardi per la "libertà di pensiero" antigay


Adesso secondo il PD di Renzi, sono le organizzazioni LGBT che impediscono la libertà di pensiero. Il PD di Renzi-Scalfarotto la pensa come Giovanardi. Perciò gli omofobi organizzati che gridano alla violazione della "Libertà di pensiero" e dall'altro sognano leggi di tipo russo per impedire la "propaganda gay", ora hanno un nuovo amico; Il nuovo PD Renziano.

Post: Zeno Menegazzi

----------------


Omofobia, i renziani stoppano le modifiche. Lepri (vicecapogruppo Pd al Senato): il testo rimarrà quello di Montecitorio


ROMA – Dopo le fughe in avanti in commissione Giustizia al Senato sul ddl omofobia, nel Pd arriva una brusca frenata. Il testo approvato alla Camera su proposta del democratico Ivan Scalfarotto «rappresenta una faticosa e positiva mediazione », sostiene il vicecapogruppo Stefano Lepri , vicino al segretario del Pd. «Renzi – assicura – ha una posizione chiara. E anche nei discorsi fatti in ufficio di presidenza la nostra posizione resta questa. Il testo non deve cambiare al Senato, pur nella comprensibile dialettica e pluralità di opinioni che si manifesta in Commissione».

In commissione Giustizia – che torna a riunirsi martedì – sono stati affacciati da un gruppo di senatori democratici, col parere positivo della relatrice Rosaria Capacchione, alcune proposte che ripropongono proposte accantonate o bocciate alla Camera, reintroducendo la definizione ‘soggettiva’ di gender e anche altre misure come la rieducazione.

D’altronde anche alla Camera – dove il Pd ha numeri certo più consistenti – non era mancata un’articolazione di posizioni nel gruppo democratico, con il renziano Scalfarotto che era dovuto intervenire a difendere le ragioni della mediazione essenzialmente ispirata a prevenire rischi di dar luogo, andando oltre l’obiettivo dichiarato di eliminare una discriminazione, a una violazione della libertà di manifestazione del pensiero.

D’altro canto, con una legge non ancora vigente, non mancano già esempi sul territorio di forzatura del concetto di contrasto dell’omofobia che sconfinano nell’attacco alla libertà di pensiero. Al caso di interruzione del convegno organizzato proprio sul gender a Casale Monferrato organizzato lo scorso 22 settembre da varie sigle dell’associazionismo di base si aggiunge ora il tentativo, da parte di Sel, di impedire, domani, a Firenze un convegno di studi a Palazzo Vecchio. Entrambi i casi sono stati oggetto di un’interrogazione del senatore Carlo Giovanardi, con la risposta preoccupata del viceministro Filippo Bubbico. Tutta da definire, invece, la portata di un progetto antiomofobia del Comune di Roma e Regione Lazio dedicato alle scuole superiori annunciato ieri dall’assessore capitolino alla Scuola, Alessandra Cattoi.

Fonte: Gaynews
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org