Gay picchiato selvaggiamente a Roma. Concia: ''Subito legge contro omofobia''

Roma - (Adnkronos) - E' accaduto nella notte tra martedì e mercoledì nei pressi di via Cavour. Ad aggredirlo quattro italiani tra i 25 e i 30 anni. Gravi le lesioni riportare dalla vittima dell'aggressione, che ha rischiato di perdere un occhio. Solidarietà dal sindaco della capitale Alemanno. Appello al centrodestra della relatrice della proposta di legge contro l'omofobia.

Roma, 29 mag. - (Adnkronos) - "Gli hanno urlato frocio, frocio e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all'addome e al volto fino a farlo cadere". A denunciare l'episodio Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. "Il fatto è accaduto - spiega - nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 maggio, tra l'1.30 e le 2 a S. (nella foto dopo l'aggressione), un ragazzo romano di 22 anni, nei pressi di via Cavour (via del Fagutale). Il ragazzo aggredito si è rivolto a Gay Help Line 800.713.713, il numero verde antiomofobia per denunciare l'episodio e ha deciso di sporgere denuncia grazie al servizio di assistenza legale gratuita che la nostra associazione mette a disposizione".
"Gli aggressori - aggiunge il responsabile dell'Ufficio Legale di Gay Help Line, Daniele Stoppello - quattro italiani tra i 25 e i 30 anni, dopo averlo lasciato privo di sensi per terra, gli hanno poi sottratto il cellulare con il quale, prima di essere colpito era al telefono con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto sul luogo della violenza. Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d'urgenza in ospedale, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto e rischiando di perdere l'occhio. Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime. E' necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perche' siano trovati i responsabili".
"Facciamo davvero un appello alle Forze dell'Ordine - continua Marrazzo - perché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta: sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili, come, ad esempio, la coppia di ragazzi gay aggredita a Campo de' Fiori, quella aggredita ai Fori Imperiali e il ragazzo aggredito al bus notturno qualche settimana fa''.
A sollecitare "un incontro urgente tra il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, l'assessore Umberto Croppi e tutte le realtà associative gay, lesbiche e trans di Roma", è Imma Battaglia, presidente Di' Gay Project. "Siamo di fronte ad un ennesimo grave episodio al quale occorre dare una risposta politica concreta in termini di lotta all'omofobia", conclude.
"Esprimo la mia piena solidarietà al giovane aggredito in via Cavour. Questi sono episodi che non devono accadere in una città tollerante come Roma", dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno che aggiunge: "Mi auguro che gli inquirenti individuino i responsabili di un atto di così grave violenza. Accogliamo la richiesta di Imma Battaglia e siamo disponibili, quanto prima, ad un incontro con le associazioni romane".
"Sono avvilita e stanca di sentire queste notizie. Avvilita perche' mi addolora sapere che un ragazzo di 22 anni e stato picchiato selvaggiamente perche' omosessuale e stanca perche' non so piu' cosa fare, non ho piu' voce per dirlo", dichiara Anna Paola Concia deputata del Partito Democratico e relatrice della proposta di legge contro l'omofobia. ''C'e una legge contro l'omofobia ferma per la seconda volta in Commissione Giustizia alla Camera; decidiamo insieme di dare un segnale di civilta', approviamola presto. Facciamolo per fermare questa spirale di violenza omofoba impunita e per permettere ai nostri figli di sentirsi uguali ai loro coetanei e di non vivere nella paura. Faccio l'ennesimo appello ai miei colleghi di centro destra - conclude Concia - prendiamoci questa responsabilita' o quello di cui saremo responsabili in futuro, non potra' essere che violenza e discriminazione''

La polizia difende il Gay Pride di Belgrado

La manifestazione si è svolta pacificamente protetta dai cordoni della polizia. Poco distante gruppi di ultranazionalisti hanno tentato di impedirne lo svolgimento. Lancio di pietre, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, decine di feriti e numerosi teppisti arrestati

BELGRADO - Centinaia di persone hanno partecipato pacificamente questa mattina al Gay Pride a Belgrado mentre, a distanza dal corteo, altrettanti estremisti di destra che si opponevano alla parata si sono violentemente scontrati con la polizia che difendeva i manifestanti. Armati di mattoni, bottiglie e fumogeni, gruppi di ultranazionalisti si sono scontrati con la polizia prima, durante e dopo il breve corteo cercando a più riprese di forzare i cordoni degli agenti per impedirne lo svolgimento. Decine le persone arrestate.

Tra i 5mila e i 6mila agenti, parte dei quali a cavallo, hanno garantito lo svolgimento del Gay Pride, mentre in cielo volavano gli elicotteri. I poliziotti in assetto antisommossa hanno completamente isolato le strade dove passava la marcia dell'orgoglio omoesessuale che si è svolta senza incidenti. Vi hanno partecipato centinaia di gay e lesbiche, leader politici serbi ed esponenti stranieri.

Poco distante i teppisti, al grido di "morte ai gay", "la caccia è cominciata", hanno affrontato il massiccio schieramento di agenti lanciando sassi e altri oggetti pesanti. La polizia che ha presidiato in forze l'intero centro della capitale ha fatto uso di gas lacrimogeni e manganelli per respingere i violenti. Gli scontri hanno avuto luogo in varie zone, a Terazje, Slavja, intorno alla Cattedrale di San Sava e davanti al Parlamento dove un gruppo di violenti si è arrampicato sulle impalcature che avvolgono l'edificio in restauro, e due di loro sono riusciti a penetrare all'interno. Gli agenti sono prontamente intervenuti e hanno arrestato in tutto otto facinorosi. Gli hooligan, che in mattinata avevano provocato un principio di incendio alla sede del Partito democratico del presidente Borids Tadic, hanno attaccato anche la sede del Partito socialista serbo (Sps), presieduto dal ministro dell'interno Ivica Dacic. Con un fitto lancio di sassi hanno infranto finestre e danneggiato i muri dell'edificio.

Ieri nel centro della capitale serba decine di migliaia di persone avevano già partecipato alla "Passeggiata della famiglia" per chiedere pacificamente l'annullamento della manifestazione. Oggi gruppi di preti ortodossi e credenti con icone e stendardi religiosi hanno affrontato i cordoni di agenti cantando preghiere "per salvare la Serbia". "Siamo qui per dire a tutti che quelli sono malati e che solo Dio li può salvare", ha detto un prete con riferimento agli omosessuali, radunati nel Parco del Maneggio.

La manifestazione si è trasformata in un "test di democrazia" agli occhi dell'Unione europea: l'ultima sfilata dell'orgoglio omosessuale a Belgrado, nel 2001, finì nel sangue sempre a causa delle proteste dei gruppi di estrema destra e lo scorso anno la manifestazione fu annullata per le minacce di gruppi violenti. La marcia dimostra che "la Serbia è una terra di gente libera" ha commentato il ministro per le Minoranze e i diritti umani, Svetozar Ciplic, che ha partecipato al corteo insieme al capo della delegazione Ue in Serbia, Vincente Degert.

(10 ottobre )

17 anni, aggredito a Bari perchè gay

Picchiato perché gay. Nulla che non avessimo già sentito. Solo che stavolta è successo a Casamassima (Bari), la vittima ha 17 anni, i suoi aggressori 20. Lui era seduto su una panchina, in piazza. I due gli si sono avvicinati per deriderlo, insultarlo per la sua presunta omosessualità. Il 17enne ha risposto alle provocazioni, e così si è guadagnato un pestaggio.

Pugni in visto, sangue a fiotti: i due aggressori lo hanno bloccato con le braccia e lo hanno picchiato violentemente sul volto. Tutto questo il 29 settembre. Quattro giorni dopo il ragazzo è uscito dall'ospedale presso cui è stato ricoverato dai suoi genitori, causa setto nasale fratturato. Il ragazzo, che ha raccontato tutto ai carabinieri, non ha voluto denunciare i due ventenni, per paura di ulteriori ritorsioni. Le forze dell'ordine di Gioia del Colle stanno ancora indagando.

Fonte: Gay.tv

Gay aggrediti a Padova al grido «Froci di m...»

Da Corriere del Veneto - 28 agosto 2010 - di Riccardo Bastianello - Alberto Gottardo

L'episodio è stato denunciato dal titolare di un bar del centro sulla pagina Facebook dell'assessore Zan (Arcigay Veneto). «Emergenza omofoba»

PADOVA - “Froci di m…”. E poi giù botte. Se si sia trattata di una nuova aggressione a sfondo omofobo o di una possibile tentata rapina stanno ora indagando i carabinieri di Padova.
Certo è che due ragazzi, uno di questi, Enrico Bertelli, il titolare di un noto bar del centro storico se la sono vista brutta un paio di notti fa. Il racconto, pubblicato dallo stesso Bertelli sulla pagina Facebook dell'assessore comunale all'Ambiente e segretario regionale dell'Arcigay Alessandro Zan, parla chiaro: «ORE 1.30, AGGRESSIONE IN ZONA INCENERITORE. io e il mio amico daniele calzavara aggrediti da 3 napoletani a calci e pugni al grido "froci di merda".

Al 112 il poliziotto mi fa "Ma lei che ci fa nelle zone buie a quest'ora?". Dopo mezz'ora di attesa decidiamo di andare in centrale. Fortunatamente eravamo riusciti a fuggire. 10 giorni di prognosi a lui, 3 a me».
Parla di una vera e propria «emergenza omofobia» l’assessore Zan, padre putativo del registro anagrafico per le coppie di fatto (omo e eterosessuali). «Serve che sia al più presto approvata l’estensione delle legge Mancino – ha spiegato – attraverso l’introduzione di reati specifici d’odio motivati da omofobia». «Sono vicino ai due ragazzi, Daniele ed Enrico, che ho già incontrato - conclude - li sosterrò in tutti i modi, dato che queste esperienze possono segnare molto negativamente la vita delle persone».

Pesaro: aggrediti due ragazzi gay

03/08/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Comunicato stampa ArcigayPesaro, violenza omofoba grave segnale di allarme, decisive le responsabilità Istituzionali Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle vittime di violenza omofoba a Pesaro e vorremmo che le Istiuzioni e l’opinione pubblica facessero altrettanto.
Quest’ultima violenza omofoba va ad aggiungersi ad uno stillicidio quotidiano che ci colpisce sia in ambito nazionale, come il divieto di donazione sangue ad un omosessuale di qualche giorno fa in barba alla legge, che locale, come la cacciata dei gay dal Piave del sindaco di Spresiano e, proprio a Pesaro nei giorni scorsi, il divieto di esibizione del coro omosessuale Komos e il voto contrario al registro delle unioni civili. Questi sono segnali indiscutibili di un paese per nulla ospitale per la comunità omosessuale.
Fintantoché le convenienze di partito e gli accordi correntizi allontaneranno il dibattito da temi come la violenza e la discriminazione delle minoranze e dell’assenza di diritti per i cittadini lgbt l’omofobia e la discriminazione ai danni degli omosessuali rimarranno uno tra i problemi prioritari da affrontare nel nostro Paese.
Solo annullando l’omofobia Istituzionale che legittima questi atti violenti orientando l’opinione pubblica al disprezzo per gli omosessuali possiamo eliminare l’orrore di questo stillicidio quotidiano.
Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay
***Comunicato stampa Arcigay Agorà Pesaro-Urbino ENNESIMA AGGRESSIONE A PESARO: LE MARCHE NON SONO PIU' UN'ISOLA FELICE
Nella notte tra il 27 e il 28 Luglio 2010 a Pesaro presso il Macaco Beach di viale Trieste, F.C., 31 anni e K.R., 21 anni, in vacanza presso la nostra località balneare, sono stati brutalmente aggrediti e ingiuriati da una ragazza e due ragazzi mentre si scambiavano un bacio fuori dal suddetto locale.
Aizzati dalla ragazza che ha improvvisamente gridato: "Questa checca di merda mi ha toccato la figa", rompendo una bottiglia con la quale ha colpito K., gli altri due ragazzi che stavano con lei hanno spintonato F.C. facendolo rovinare a terra e poi preso K.R. per il collo al fine di immobilizzarlo e quindi di colpirlo con pugni in testa al grido di "Finocchio di merda!" e "Gay di merda!". Sono stati prontamente allertati i soccorsi e le forze dell'ordine. K.R. ne avrà almeno per 20 giorni.
Le vittime si sono rivolte a noi e sporgeranno querela contro ignoti assistiti dall'Avv. Maria Gabriella Caliandro del Foro di Fermo e della Rete Lenford. La Rete Lenford riunisce un pool di avvocati di tutta Italia che si occupano particolarmente di casi di discriminazione basati sull'orientamento sessuale e di genere.
"Tanto tuonò che alla fine piovve": Pesaro, per triste ironia della sorte, ha visto moltiplicarsi nell'ultimo mese episodi di dichiarata omofobia. Siamo partiti con la nota vicenda del coro Komos, escluso dalla Curia con il beneplacito del Comune perché formato da omosessuali dichiarati; abbiamo proseguito con la squallida vicenda politica del rigetto della mozione per introdurre il Registro delle Unioni di Fatto in Comune; ora siamo davvero alla frutta con questo gravissimo atto di violenza. A due passi da noi, il Sindaco di Fano, Aguzzi, ha recentemente bocciato la proposta di istituire un osservatorio sull'omofobia motivandolo con la sua inutilità!
Dobbiamo aspettare il morto per comprendere quanto razzismo omofobico si sia diffuso all'interno della nostra società?

Omofobia a Verona

Ennesimo atto intimidatorio contro le persone omosessuali di Verona.

E' successo ieri sera, venerdi 16 luglio 2010, in uno dei luoghi di incontro gay di Verona, una serata tranquilla come tante altre fino a che una macchia con 4/5 ragazzi si è presentata e ha cominciato a intimidire le persone presenti. Uno dei ragazzi scendeva dall’auto e con una cinghia intimava ai presenti di andarsene, sostenendo che quel posto era proprietà privata, cosa non vera. La cosa è andata avanti per una mezz’ora, fino a che un ragazzo del pink presente e anch’esso aggredito verbalmente e minacciato ha chiamato i carabinieri che dopo poco sono arrivati, fermando gli aggressori.
Pateticamente quello con la cinghia, il più spavaldo del gruppo, voleva chiedere poi scusa, scuse rimandate al mittente naturalmente.

Tutto si è risolto poi “bene”, un grande spavento, ma poteva finire peggio, o forse succederà, dato che spesso questi branchi si muovevano in modo indisturbato senza problemi di farsi vedere in faccia o mostrare la targa dell’auto, che naturalmente è stata presa.
Il ragazzo del pink è stato minacciato e intimato di andarsene pena la “distruzione” dell’auto. Un atto fortemente intimidatorio.

Non è la prima volta, non sarà l’ultima, che succedono fatti del genere, ne son successi di più gravi, fino a che ci sarà gente che si sente nel diritto di usare la violenza contro le persone omosessuali, solo perchè sono dei diversi o stanno nel loro quartiere. Chi va in questi posti a intimidire o peggio ad aggredire fisicamente, sa benissimo che spesso queste cose non vengono denunciate, rimangono nel silenzio per questo si muovono liberi e a una certa ora della notte vanno a “divertirsi” dai froci.

Ricordiamo che il tutto succede anche perchè lo storico posto di incontro in Basso Acquar è stato chiuso da una ordinanza di Falvio Tosi, ora questo luogo di incontro, molto più in periferia del vecchio, è più attaccabile perchè più isolato mentre Basso Acquar era più in centro ben illuminato, ma naturalmente nella logica della politica xenofoba di Tosi, le persone omosessuali dovevano essere allontanate da li.

Possiamo solo sperare che fatti del genere succedano sempre meno, che le persone omosessuali reagiscano e non si lascino intimidire da fatti violenti e intimidatori, che si abituino a segnalare quello che succede, che non abbiano paura a farlo perchè fino a che tutto rimarrà nel silenzio queste persone si sentiranno nel diritto di usare la violenza contro di noi.

Ci sono dei numeri di telefono del pink dove eventualmente segnalare questi fatti 045 8012845 - 346 6902144, usateli.

Il circolo pink

Il Funerale dei diritti - 15 anni di mozioni antigay a Verona

IL FUNERALE DEI DIRITTI
Verona -14 luglio 1995 - 14 luglio 2010 - 15 anni dall’approvazione delle mozioni
lesive della dignità e libertà di gay, lesbiche e transessuali.
Organizzato dal Circolo Pink e dal Comitato Alziamo la testa

Mercoledi 14 luglio 2010 alle ore 19.00 siete tristemente invitate/i/* al "Funerale dei diritti"
in Via Degli Alpini (dietro il municipio di Verona - edicola) dove verrà deposta una corona di fiori per ricordare il voto che portò fuori il Consiglio Comunale di Verona dall'Europa con l' approvazione delle mozioni razziste del 1995.

Abbiamo impiegato quindici anni per renderci conto che la democrazia è morta ; la nostra voglia di lottare, di cambiare, di stare in piazza, di viverci fino in fondo libere e liberi , senza maschere, a testaalta, ha tenuto lontano in questi anni , la puzza di stantio, di putrido, di cadavere.
Ci siamo fermati un attimo , il tempo di prendere fiato, di contarci e l'odore acre ha preso il sopravvento. Dopo quindici anni ci siamo resi conto di aver vegliato una morta :la Democrazia.

Quello che successe a Verona il 14 luglio 1995 non fu solo l'approvazione da parte dell'allora consiglio comunale veronese, di tre mozioni contro i diritti di gay, lesbiche e transessuali, episodio unico inEuropa, ma segnò la legittimazione di un vergognoso dibattito dai toni pesantissimi, che per oltre un anno occupò i media locali e nazionali, che divenne il substrato della nuova cultura politica rampante e la fine di ogni possibile azione positiva che andasse nella direzione del riconoscimento dei diritti di cittadinanza. Fu il ritorno ufficiale della cultura razzista e fascista al governo della città e poi del Paese.

Dai banchi dell'allora Consiglio comunale si levarono affermazioni che parevano troppo esagerate per essere vere, troppo pesanti per
essere considerate serie....eppure nella loro apparente esagerazione quelle frasi cambiarono definitivamente gli equilibri politici di
questa città e la nostra libertà di movimento. Se la sinistra, salvo rarissime eccezioni, avesse fatto muro ,da subito, contro quelle frasi
che sottendevano una proposta precisa, evitando di 'etichettarle come semplici espressioni da bar' benchè pronunciate in un consiglio;
se la sinistra di allora e le varie forze 'democratiche' non avessero scelto la linea dello sberleffo, della banalizzazione di quanto si andava
delineando ,se non addirittura , in alcuni casi , optando per l'alleanza 'eterosessuale' e l'omertoso patto tra maschi, oggi Verona sarebbe
sicuramente una città aperta, più libera. più attraversata da mille diversità, senza il rischio di essere discriminate, inseguite, perseguite,
ammazzate in nome di una cultura razzista.

Eppure quelle frasi dopo quindici anni sono state riprese in chiave teatrale, da quel teatro di strada che diventa un pugno diritto allo
stomaco del potere e dei ben pensanti, ritornandole più vive e vere , più forti e preoccupanti , in tutto il loro significato ai giovani e alle
giovani da Elena Vanni ed Elio Germano in uno spettacolo che sta girando l'Italia.

Un omaggio alla verità, una denuncia precisa, ma anche un ritorno e un riconoscimento importanti alle nostre lotte che per quindici anni
hanno mobilitato migliaia di persone in Italia , con importanti manifestazioni e tracciato un percorso sulla cittadinanza, sull'antifascismo,
sull'antirazzimo, sull'anticlericalismo di attraversamento e contaminazione delle differenti istanze , pratica nuova per il movimento glbt.

Oggi, da ' ultraminoritari' come ci disse al momento della votazione di quelle indegne mozioni un consigliere di sinistra e consapevoli che
i 'nostri diritti non hanno diritto di cittadinanza in una società civile 'come affermò un consigliere di destra , deponiamo i nostri fiori alla defunta
Democrazia istituzionale e da persone libere e liberate qual siamo, torniamo alla vita, al grido di 'Froce sempre, fasciste e leghiste mai!'

Circolo PinkVerona / Comitato Alziamo la Testa
www.circolopink.it

STOP OMOFOBIA a Padova MANO NELLA MANO IN CENTRO

STOP OMOFOBIA a Padova
MANO NELLA MANO IN CENTRO


Mercoledì 16 Giugno
Partenza da palazzo Moroni ore 19
In movimento contro pregiudizi, discriminazione e violenza.
Passeggiata di solidarietà a Enrico e Matteo,
picchiati perchè camminavano abbracciati.

In movimento contro pregiudizi, discriminazione e violenza.Passeggiata di solidarietà a Enrico e Matteo, picchiati perchè camminavano abbracciati. Promossa da Arcigay, Sel, Anpi, Legambiente, Pd, Rifondazione-Comunisti italiani, Idv, Giovani democratici, Cgil Padova, Associazione radicale Certi Diritti, Arci, Acs, Giustizia e libertà.

Leggi anche su: www.arcigayverona.org/sito

Stop the silence!

14/05/2010 - Polis Aperta
L'Associazione Polis Aperta (gay e lesbiche appartenenti alle Forze dell'Ordine, alle Forze Armate e simpatizzanti) ha creato un Vademecum per fornire istruzioni su come comportarsi quando si subisce un'aggressione sia fisica, sia verbale, a causa del proprio orientamento sessuale o identità di genere.
L'attuale legislazione italiana non prevede ancora provvedimenti specifici contro i cosiddetti crimini d'odio. Infatti, recentemente il Parlamento italiano, a differenza di altri Stati membri del Consiglio d'Europa, non ha ritenuto necessaria l'opportunità di una Legge specifica contro i crimini omotransfobici, non prendendo in considerazione i rapporti e le raccomandazioni degli Organi della Comunità Europea.
La negazione del fenomeno, in primis da parte delle Istituzioni, crea un clima di sfiducia verso le stesse, per cui molti atti di violenza non vengono denunciati nemmeno in base agli articoli specifici del codice penale, rimanendo così sommersi e impuniti.
L'obiettivo del Vademecum è quindi quello di incoraggiare le vittime di insulti e aggressioni omotransfobiche a sporgere querela, nella convinzione che una maggiore emersione del fenomeno possa portare all'adozione, anche nel nostro Paese, di provvedimenti adatti a punire i crimini generati dall'odio e dall'ignoranza.
Leggi il REPORT OMOFOBIA ITALIA 2010 di Arcigay con i casi di violenza omo-transfobica accaduti negli ultimi mesi
Il Vademecum, oltre a essere distribuito presso enti, locali e circoli culturali, è scaricabile qui sotto.
Download: Vademecum_Polis_Aperta.pdf

Da Firenze un vaccino contro l'omofobia

(Arcigay Il Giglio Rosa)
A FIRENZE POLITICI E AMMINISTRATORI LOCALI NEI PANNI DI GAY, LESBICHE, BISEX E TRANS INVITANO A VACCINARSI CONTRO OMOFOBIA E TRANSFOBIA
Il 17 maggio 2010 alle 12 la presentazione pubblica, in Piazza della Repubblica a Firenze, della campagna di comunicazione sociale promossa dall'Arcigay fiorentina con la collaborazione del coordinamento Certi Diritti Firenze che dai prossimi giorni tappezzerà la città di manifesti contro la discriminazioneIl Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e l'Assessore del Comune di Firenze Massimo Mattei gay; la consigliera comunale Susanna Agostini e la senatrice Donatella Poretti, ritratta con la figlia Alice, lesbiche; l'ex Assessore alle Riforme Istituzionali della Regione Toscana Agostino Fragai e il Presidente del Quartiere 1 del Comune di Firenze Stefano Marmugi bisex; infine, i consiglieri provinciali di Firenze Alessandra Fiorentini e Massimo Lensi trans.
Sono gli otto volti testimonial della campagna di Arigay Firenze "Il Giglio Rosa" O.N.L.U.S. che sollevano il dubbio "e se fossi lesbica, gay, bisex, trans?" e invitano a una "campagna di vaccinazione contro l'omofobia e la transfobia" in occasione del 17 maggio, giornata internazionale contro l'odio e la violenza nei confronti delle persone LGBT.
"Si tratta di un segnale importantissimo" commentano Francesco Piomboni, Matteo Pegoraro, Vincenzo Griva, Giovanni Rodella e Roberto Brancè, membri del nuovo direttivo di Arcigay Firenze, "che accogliamo con grande soddisfazione e che ci porta a riconquistare fiducia nella politica vera, quella attenta alla tutela dei diritti di tutti i cittadini, senza distinzioni. A maggior ragione, questo avviene a distanza di appena un mese e mezzo dall'ultima aggressione a Firenze in Piazza Puccini di una ragazza transessuale, rincorsa e presa a calci e pugni da due ragazzi italiani la mattina del 5 aprile scorso".
"La disponibilità e l'entusiasmo di ogni testimonial di questa campagna, nonostante gli impegni istituzionali, il peso politico che rivestiva e lo sforzo che richiedeva, è stata eccezionale" spiega Rodella, autore delle foto che compongono i due manifesti della campagna, patrocinata da Provincia e Comune di Firenze e dal Quartiere 1 - centro storico e realizzata da Arcigay Firenze con la collaborazione di Certi Diritti Firenze, Coordinamento per la Toscana e l'Umbria.
"Dal canto nostro, come cittadini appartenenti alla comunità LGBT" continuano gli attivisti di Arcigay "Il Giglio Rosa", "continueremo a stimolare i rappresentanti della politica del nostro territorio a darsi da fare in prima persona per la lotta contro tutte le forme di discriminazione, consapevoli che Firenze, con questa importante campagna, ha dimostrato di voler fare molto per l'eguaglianza e la pari dignità sociale di tutti i cittadini.
Abbiamo infatti conferito oggi la tessera onoraria Arcigay ai politici testimonial della nostra campagna. Ricordiamo anche che" concludono, "proprio in occasione della Giornata Internazionale contro l'omofobia, quest'oggi uno striscione con la scritta 'Uniti contro l'omofobia' è appeso dalla terrazza del Quartiere 1 del Comune di Firenze, che dà su Piazza Santa Croce".
Ecco qui sotto scaricabili le due immagini della campagna in alta risoluzione
Download:
Manifesto_ArcigayFirenze_Omofobia_1.jpg
Manifesto_ArcigayFirenze_Omofobia_2.jpg

Iniziative Locali
Il RomaPride2010 sarà sabato 3 luglioRoma
Nuove leggi per vecchi tabùNapoli
Appena i gay escono allo scoperto...Bari
TLGB Pride Milano 2010Milano
Leporatti coordinatrice Arcigay ToscanaToscana
Baci gay censurati a UdineUdine

Ordine dei Medici contro terapie riparative

L’Ordine degli psicologi della Lombardia ha condannato le cosiddette “terapie riparative”, modelli terapeutici che vorrebbero modificare l’orientamento sessuale delle persone omosessuali in eterosessuale: lo rende noto Arcigay, che esprime soddisfazione per questa iniziativa.
L’ordine, in una delibera approvata ad ampia maggioranza il 12 maggio scorso – afferma l’associazione – è netto: “qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale e al rispetto dei diritti dei propri pazienti…inoltre le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi”.
Lo stop in Lombardia, che segue quello dell’Ordine degli psicologi del Lazio, viene a seguito di un esposto presentato da Arcigay all’Ordine lombardo. “E’ un pronunciamento di particolare valore – spiega il presidente di Arcigay Paolo Patanè – perch‚ giunge a pochi giorni dalla Giornata mondiale contro l’omofobia, istituita proprio in occasione della cancellazione, da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’omosessualità dalle malattie mentali nel 1973.
Sappiamo che rari psicologi e psicoterapeuti italiani agiscono all’ombra delle parrocchie per convertire omosessuali in eterosessuali, generando enormi sofferenze ai gay e assurde speranze nei familiari e perpetuando stereotipi e pregiudizi negativi sulla base di credenze morali e religiose che partono dal presupposto errato e falso che l’omosessualità sia una malattia”.

L'amore vince sempre sull'odio

11/05/2010 - Redazione arcigay
In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia del 17 Maggio Arcigay, in collaborazione con Arci, Rete degli Studenti Medi, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Associazione radicale Certi Diritti, Rete Lenford, Dì Gay Project, 3D e GayLib, ha pensato di proporre una campagna di affissioni pubbliche contro l'omofobia per sensibilizzare in modo diretto l’opinione pubblica su un problema tanto vasto e complesso, ben presente nella realtà di vita delle persone LGBT.
I testimonial della campagna, che si intitola L'AMORE VINCE SEMPRE SULL'ODIO sono due coppie di lunga data: Agata Ruscica e Angela Barbagallo, di Siracusa, insieme da 27 anni e Bruno Di Febbo e Orlando Dello Russo, di Pineto (TE), insieme da 45 anni. Con queste due storie vogliamo raccontare come i nostri amori sono portatori di ricchezza umana ed emotiva e non veicolo di paura verso il prossimo e di violenza.
Questa campagna sarà affissa sui muri delle città italiane. Saranno distribuiti anche dei depliant di approfondimento.
Riteniamo estremamente importante far sentire in modo unitario la voce delle Associazioni LGBT, ma non solo, su una realtà che ci impegna tutti ad azioni di sensibilizzazione e contrasto. Solo unendo i nostri sforzi possiamo sperare di ottenere risultati concreti in questa impegnativa battaglia sociale e contribuire così al progresso civile del nostro paese.
Buon 17 maggio!
Leggi il testo del depliant - Cosa è l'omofobia e cosa rappresenta il 17 maggio - e scaricalo in formato pdf

Il Flash Mob di baci a Torre del Lago


11/05/2010 - Redazione arcigay

Sabato 15 maggio 2010 decine coppie gay e lesbiche si baceranno contemporaneamente presso il locale Mamamia di Torre del Lago (LU) in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia. Sarà ospite il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè. “Un lungo bacio senza limiti tra persone dello stesso sesso e non, contro l’omofobia e transfobia per il pieno rispetto di ogni orientamento e identità sessuale”, è questo l’obiettivo del flash mob “Kiss in” organizzato sabato 15 maggio a Torre del Lago (LU) in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia di lunedi 17 maggio.
Il gesto collettivo si svolgerà a mezzanotte sulle note della canzone “Somewhere Over the Rainbow” presso il Mamamia, locale lgbt simbolo della vita gay in Versilia, alla presenza del presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè.
Alle ore 22,30 sarà proprio il Presidente di Arcigay a fare il punto sulla legge contro l’omofobia già bocciata dal parlamento e nuovamente in discussione alle camere e parlerà degli ultimi episodi di violenza in cui sono stati coinvolti giovani gay e lesbiche in una intervista condotta da Daniele Nardini, direttore dei contenuti del portale d’informazione lgbt Gay.it.
Per partecipare al flash mob, basta recarsi direttamente davanti al locale e seguire le indicazioni riportate sul sito internet http://www.mamamia.tv/
Programma degli eventi:Sabato 15 Maggio 2010- Ore 22:30 Daniele Nardini intervista il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè- Ore 00:00 Flash Mob "KISS IN" contro l'omofobia c/o Mamamia, Viale Europa, 5 - Torre del Lago (LU).

Report omofobia Italia 2010

12/05/2010 - Redazione arcigay
Arcigay REPORT dei principali episodi di violenza omofoba e transofoba accaduti in Italia nel 2010
Come noto, in Italia non esiste alcuna legge che riconosca un’aggravante specifica per i reati commessi in odio a persone omosessuali, bisessuali e transgender.
È di conseguenza impossibile avere una rilevazione statistica attendibile, o reperire informazioni ufficiali da parte delle Forze dell’ordine in merito a reati di carattere omofobico, semplicemente perché non esiste una specifica fattispecie di reato.
Di conseguenza è estremamente difficile che all’atto della denuncia la vittima di violenza dichiari la matrice omofobica del gesto patito, sia perché ciò non costituirebbe una aggravante, sia in virtù di una forte omofobia interiorizzata, largamente diffusa nel nostro paese, che porta ad una vera e propria autocensura.
La medesima autocensura fa sì che moltissimi casi di violenza omofobica rilevati dalle reti territoriali delle Associazioni di tutela rimangano, o per decisione delle vittime o per una giusta delicatezza nei confronti delle stesse, in un ambito di estrema riservatezza che non le rende pubbliche e rilevabili.
La mancanza di una reale percezione di tutela e l’omofobia interiorizzata determinano che la stragrande maggioranza dei casi di violenza omofobica non vengano nemmeno denunciati.
I dati contenuti nel report non hanno pertanto alcun reale valore statistico, sono solo una fotografia della realtà, rilevata esclusivamente dalle notizie apparse sui media.
Luca Trentini - Segretario nazionale Arcigaysegretario@arcigay.it
Potete scaricare in fondo a questa pagina:Il Report 2010 in formato doc aggiornato al 12 maggio 2010
Leggi il report omofobia Italia di Arcigay del 2006-2007

Leggi il report omofobia Italia di Arcigay del 2008-2009
I testi sono tratti da articoli comparsi sulla stampa. Arcigay non è responsabile dei contenuti
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Anno 2010Omicidi: 2(2 in Emilia-Romagna)
Violenze ed aggressioni: 17(4 in Lombardia, 3 in Emilia-Romagna, 3 in Toscana, 2 in Lazio, 1 in Campania, 1 in Piemonte, 1 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Trentino, 1 in Puglia)
Estorsioni: 5(2 in Lombardia, 2 in Calabria, 1 in Campania)
Atti di Bullismo: 1(1 in Veneto)
Atti vandalici: 3(2 in Lombardia, 1 in Friuli Venezia Giulia)
Totale episodi: 28
Riepilogo casi registrati nei reportgennaio 2006 - maggio 2010Omicidi: 37Violenze ed aggressioni: 182Estorsioni: 20Atti di bullismo: 14Atti vandalici: 29Totale episodi: 282
Download:
Report_omofobia_2010_AGG_11_05_10.doc

Arcigay ed Arcilesbica contro l'omofobia nei territori

13/05/2010 - Redazione arcigay
10 giorni di iniziative culturali in oltre 50 città e paesi dal nord al sud della Penisola. È questa l’azione che i comitati provinciali Arcigay portano avanti con determinazione per contattare e sensibilizzare le persone, attraverso stimoli come film o spettacoli teatrali, presentazioni di libri, momenti di confronto, laboratori di formazione.
Non solo nelle grandi città, come Roma, Milano o Bologna, ma anche in piccoli paesi della provincia, come a Saluzzo (Cuneo) o a Cannara (Perugia).
“L’azione più grande di Arcigay è quella di valorizzare la relazione umana con la cittadinanza del nostro paese, che ha sete di conoscere le vite delle persone omosessuali e di comprendere esperienze differenti” – dichiara il responsabile dell’Area Territori di Arcigay, Marco Coppola – “è questo il senso del moltiplicarsi di eventi sempre più diffusi che raccontano famiglie e amori, che mostrano, sino nel paesino più sperduto della provincia italiana, la vita quotidiana delle persone lesbiche e gay.”
Inoltre in decine di città saranno affissi in questi giorni i manifesti della campagna
“L’Amore Vince Sempre Sull’Odio”, promossa da Arcigay ed altre 10 associazioni, proprio per combattere la paura e l’omofobia.
Ecco - IN CONTINUO AGGIORNAMENTO - tutte le iniziative culturali e sociali che Arcigay, grazie ai suoi comitati provinciali, propone. Segnaliamo inoltre alcuni importanti eventi a cui Arcigay partecipa.
CUNEO, ALBA, SALUZZO, FOSSANO, SAVIGLIANO
10-28 maggio 2010 - Arcigay Figli della Luna
I Colori dell'Amore - Un mese d'iniziative culturali ed artistiche per la lotta all'omofobia
BERGAMO
15-17 maggio 2010 - Arcigay Cives
11° NON ODIARE - Bergamo rifiuta l'omofobiaConvegno giuridico e iniziative culturali in città, tra cui la mostra fotografica Baci Rubati
MESSINA
15 maggio 2010 - Arcigay Makwan
Incontro per il dialogo inter-religioso
RIMINI
16 maggio 2010 - Arcigay Alan Turing e Emilia-Romagna
EMILIA-ROMAGNA DELLE DIFFERENZEUn pomeriggio di riflessione, musica e divertimento nella centrale piazza Cavour
PERUGIA, COLLESTRADA, CANNARA
7-17 maggio 2010 - Arcigay Omphalos
CONTRO L'OMOFOBIA ADOTTA UN FINOCCHIOAffissioni pubbliche, infopoint e 1° sagra del Finocchio
TRIESTE
14-17 maggio 2010 - Arcigay Arcobaleno
TRIESTE CONTRO L'OMOFOBIALa Libellula di Bert D'Arragon, Conferenza conclusiva del progetto A Scuola Per Conoscersi, Film L'Amore e Basta
PAVIA
16 maggio - Arcigay Lombardia - con coordinamento lgbtq* lombardo
L'AMORE SPIAZZAmanifestazione con spettacolo, musica, dibattito e testimonianza
MILANO
17-21 maggio - Arcigay CIG
Tre iniziative di cultura, formazione e laicità
- 17 maggio - ore 20.45, Sala Guicciardini: dibattito a cura della Consulta per la laicità nelle istituzioni; ore 21, sede Arcigay Milano: incontro formativo- 21 maggio ore 20, Auditorium Libreria Claudiana: Dibattito pubblico sulla sentenza della Corte Costituzionale
ROVIGO
17-22 maggio - Arcigay Politropia
Una settimana contro l'omofobiaLetture, cinema, dibattiti ed immagini nella Sala della Gran Guardia
MANTOVA
11-15 maggio 2010 - Arcigay La Salamandra
Uniti contro l'omofobia, fiaccolata, 15 maggioConclusione della Rassegna Cinematografica Quasi Niente
LIVORNO
16-17 maggio 2010 - Arcigay Il Faro
Derive omofobiche e transfobicheDibattito, infopoint e volantino
PADOVA
16-17 maggio 2010 - Arcigay Tralaltro
CHROMA di Derek JarmanSpettacolo teatrale in prima nazionale al centro culturale Altinate-San Gaetano, via Altinate 71
ROMA
16-21 maggio 2010 - Arcigay Gruppo Ora- Domenica 16: Gay Street, via San Giovanni in Laterano: Mostra 'guarda in faccia la violenza' con ArciLesbica Roma e banchetto informativo
- Venerdì 21, sede Arcigay via Zabaglia 14: Inaugurazione mostra contro omofobia in collab. con Amnesty Intenational e ArciLesbica Roma. Fino al 6 giugno
TRENTO
17 maggio 2010 - Arcigay 8 Luglio
Cinema Astra, Corso Buonarroti, ore 21.00In collaborazione con ArciLesbica L'Altra Venere, con il patrocinio del Comune di Trento, proiezione di L'Amore e Basta (Italia - 2009, documentario) di Stefano Consiglio
SIRACUSA
17 maggio 2010 - Arcigay Siracusa
Ore 10.30, Saletta Grand Hotel: Conferenza stampa di presentazione della campagna contro l'Omofobia
PESARO
13-17 maggio 2010 - Arcigay Agorà13 maggio, Piazzale Collenuccio: banchetto di sensibilizzazione; 17 maggio ore 17.30, inaugurazione nuova sede, presso la struttura del Ferrhotel "Casa delle associazioni", in via del Miralfiore 4 (dietro la stazione FS); dal 17 maggio: 4 serate organizzate dal Cineclub Shining dedicate al cinema di Derek Jarman, via Passeri 33
BOLZANO/BOZEN
13 maggio 2010 - Arcigay Centaurus
Fiaccolata in Piazza del Grano in risposta all'aggressione omofoba del 8 maggio
TORINO
17 maggio 2010
Arcigay Ottavio Mai partecipa all'UNIPRIDE organizzato da La Jungla
Palazzo Nuovo, Via Sant'Ottavio 20, ore 9.00: Dibattito "Il Rifiuto di Ciò che Non Si Conosce"; Facoltà di Agraria e Veterinaria, Grugliasco, Mostra NO omofobia , Flash Mob "Prendi a cuscinate l'omofobia"
FIRENZE
17 maggio 2010
Ore 17, Polo delle Scienze Sociali di Novoli tra viale Guidoni, via Forlanini e via di Novoli: Dibattito Chiesa cattolica, omofobia e diritti delle persone omosessuali con Pasquale Quaranta, Saverio Aversa e Giacomo Guccinelli (responsabile Rete Giovani Arcigay).Organizzazione a cura di Sinistra Universitaria UdU.
TORRE DEL LAGO (LU)
15 maggio 2010
KISS-IN CONTRO L'OMOFOBIA- Ore 22.30 Daniele Nardini intervista il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè- Ore 00.00 Flash Mob: bacio collettivo contro l'omofobia c/o Mamamia, Viale Europa 5

...e presto altre iniziative a Verona, Ravenna, Udine, Treviso, Pistoia, Verbania, Brescia, Cremona, Pisa, Firenze, Palermo, Bari...

Bolzano: giovane gay bacia il fidanzato per strada, picchiato dal branco

Aggressione notturna davanti a un chiosco: "Quando ci siamo scambiati un bacio il gruppetto si è avvicinato e ha cominciato a insultare _ racconta la vittima _ poi mi ha scaraventato a terra e mi ha preso a calci e pugni. Credevo di morire". Gli aggressori sono fuggiti prima dell'arrivo della polizia
BOLZANO. «Mi hanno scaraventato a terra e preso a calci ovunque, addirittura in faccia, più volte. Ho tentato di difendermi, ma erano in troppi. E così mi sono chiuso a riccio, per evitare colpi al viso e al ventre. Ma non la smettevano. A un certo punto ero convinto che mi avrebbero ammazzato. Poi, hanno capito che qualcuno aveva allertato la polizia, e sono scappati via a bordo di due auto».

Insultato, rapinato e selvaggiamente picchiato da sette sconosciuti per aver scambiato in pubblico un casto bacio sulle labbra col suo fidanzato. È accaduto a Simone Giovannini, un 23enne ragazzo gay di Laives (nella foto insieme al suo compagno), cittadina alle porte di Bolzano.

Sabato notte, dopo essere uscito da una festa gay-lesbo alla discoteca “Sei come sei” di Bolzano, assieme al suo compagno Simone Rossi di Egna, il ragazzo è stato aggredito nel piazzale davanti al pub “Soul Kitchen”, mentre ordinava da mangiare in un chiosco sulla strada.

Ha riportato un serio trauma cranico, una frattura multipla al braccio sinistro e contusioni ovunque. Gli hanno anche portato via portafogli, duecento euro, documenti, cellulare, occhiali da sole firmati.

Gli hanno strappato di dosso una decina di orecchini. La prognosi dei sanitari del pronto soccorso è di almeno 25 giorni, eventuali complicazioni escluse.

Simone ha il viso gonfio, specie sul lato sinistro. Dietro l’o recchio, un ampio, vistoso ematoma. Un altro nell’interno labbra. «Ma se dovessi mostrarli tutti, ci metterei mezz’ora», commenta con quel po’ di autoironia che gli è rimasta.

Ha difficoltà a parlare, ché di recente ha subìto un’operazione chirurgica alla mandibola. E ora il pestaggio deve aver compromesso qualcosa. «La muovo con difficoltà: c’è il rischio d’una seconda operazione. Oggi, comunque, è peggio di ieri. Sento male dappertutto, domenica mi duolevano solo testa e braccio».

Accanto a lui sta Simone Rossi, il suo ragazzo, che racconta: «Eravamo stati alla festa del “Sei come sei” per il secondo anniversario del locale. Quando il disco-pub ha chiuso, verso le 4.30, siamo usciti per mangiare qualcosa assieme ad amici e amiche. Ci siamo avvicinati al bancone del chiosco, nel parcheggio, e abbiamo ordinato.

Poi, ci siamo scambiati un breve bacio sulle labbra, castissimo, perché in pubblico ci comportiamo così. Subito si è avvicinato un giovane: carnagione scura, pizzetto, piuttosto stempiato. Non parlava tanto bene l’italiano, ma abbastanza per offenderci con battute pesantissime sulla nostra omosessualità».

Lo sconosciuto si è rivolto soprattutto a Giovannini. «Io - spiega quest’ultimo - gli ho gentilmente chiesto di non disturbarci e gli ho detto che erano fatti nostri. Ma lui niente, ha preso a spintonarmi. Io l’ho allontanato, e in quel momento lui ha urlato agli altri di raggiungerlo».

«Saranno stati almeno sette-otto», racconta Rossi. «L’hanno scaraventato a terra e hanno cominciato a colpirlo a calci, prima uno, poi l’altro, poi tutti assieme». Rossi non è intervenuto. «Non sarebbe servito, erano troppi».

Il titolare del chiosco ha telefonato al 113. Lo stesso ha fatto anche il titolare dell’imbisssu due auto - una Punto e una Citroën - e sono scappati via». Sul posto sono arrivate quattro volanti della polizia, cui Rossi ha consegnato i due numeri di targa, scritti in fretta e furia su un bloc notes al chiosco dei würstel.

«Nonostante fossi coperto di sangue, non è che ci abbiano dato più di tanto retta», commenta Giovannini. «Visto che mi reggevo in piedi da solo, mi hanno consigliato di farmi medicare in ospedale e di sporgere querela lì». (11 maggio 2010) dal Trentino alto adige.

Grave aggressione omofoba anche a Bolzano
13/05/2010 - Arcigay Centaurus

In risposta alla vile aggressione omofoba ai danni di due ragazzi gay domenica scorsa 8 maggio 2010 a Bolzano, l'associazione Arcigay Centaurus organizza una fiaccolata contro l'omofobia.
La fiaccolata avrà luogo: Giovedì 13 maggio, ore 20.30 Piazza del Grano a Bolzano.
L'iniziativa è sostenuta dal Partito Radicale. Tutti sono chiamati a partecipare per dare un segnale contro l'odio e la violenza e per esprimere solidarietà alle vittime
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Comunicato del 9 maggio 2010

Bolzano sembrava rimanere al riparo dall'ondata di violenza omofobica che ha colpito l'Italia da qualche tempo a questa parte. Non è più così.
Nella notte tra sabato 8 maggio 2010 e domenica 9 due ragazzi sono rimasti vittime di un grave pestaggio all'uscita del Disco-Pub "Sei come Sei", noto locale gay-friendly in via Buozzi a Bolzano.
I due giovani si sono fermati ad un chiosco a mangiare qualcosa. Qui, secondo le testimonianze, si sarebbero scambiati delle effusioni, cosa che avrebbe provocato fastidio ad un gruppo di sette persone che sono presto passati dalle parole alle mani. Dopo il fatto gli aggressori sarebbero scappati, ma un testimone avrebbe fatto in tempo a leggere la targa della macchina.Una delle vittime è finita in ospedale con un braccio rotto.
L'associazione Centaurus condanna l'aggressione che dimostra che anche l'Alto Adige non può più considerarsi un'isola felice in tema di tolleranza verso le persone gay e lesbiche. Centaurus si aspetta dal mondo politico e istituzionale un'unanime presa di posizione di condanna dell'omofobia e piena solidarietà verso le vittime.

Andreas UnterkircherPresidente dell'associazione Centaurus – Gay e Lesbiche dell'Alto Adige / Comitato Arcigay di Bolzano

ROMA. INSULTI E SCHIAFFI SUL BUS «SEI GAY, FAI SCHIFO»

I 4 balordi sono fuggiti. «Passeggeri indifferenti»
martedì 27 aprile 2010 , di Il Corriere della Sera - Roma

La pelle nera o la tracolla Arcigay. Basta poco per scatenare il balordo del sabato sera. A questo punto, poi, non ha più bisogno di mescolarsi alla folla dello struscio notturno: è sufficiente la piattaforma di un bus.
A sinistra una bandiera dell'Arcigay. Mattia, il ragazzo aggredito sabato notte, volontario nell'associazione, aveva una borsa con lo stesso simbolo. È bastato questo per scatenare l'aggressione.
La denuncia è di Arcigay. Alle due del mattino di sabato notte, quattro giovani, tra i 20 e i 25 anni (tra cui una ragazza), a bordo dell'«N8», che costeggia la movida trasteverina, hanno sparato una raffica d'insulti, prima su un extracomunitario: «A negro che sei venuto affà? A rubarci il lavoro?», poi, quando quello è sceso alla prima fermata, contro un volontario dell'associazione, Mattia C. «Piglian...», «checca», «zozzo», «schifoso». Il ragazzo, uno studente di 22 anni che oggi presenterà la sua denuncia alla Procura della Repubblica, racconta: seduto e leggevo un libro. A un certo punto hanno iniziato a dirmi che facevo schifo perché sono gay». Un crescendo di offese, intimidazione e poi schiaffi.
Dopo gli incendi al Qube, l' attacco alla Gay street e l' accoltellamento di un ragazzo fuori dal Gay village, ecco il bus dell'«omofobia». Che, attenzione, può attraversare il centro, nel l'indifferenza generale. Così racconta infatti Mattia: «Nessuno ha mosso un dito. Mentre quelli insultavano mi guardavo attorno senza incontrare alcun sostegno». L'aggressione non è stata «lampo» dicono da Arcigay: «Tutto sarò durato almeno cinque minuti»
In attesa di presentare (oggi) una denuncia alla Procura della repubblica, Arcigay ieri si è rivolta alle istituzioni. Chiedendo alla neo presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, di «riprendere al più presto le campagne antiomofobia di Gay Help Line (800.713.713, ndr) ». E, al Comune di Roma, «di aumentare la diffusione della prossima campagna».
A proposito della Gay help Line: «Il 55% delle telefonate che riceviamo ha detto Fabrizio Marrazzo presidente di Arcigay è di ragazzi sotto i 26 anni che denunciano discriminazioni e vessazioni in famiglia, a scuola e nel mondo del lavoro».
Solidarietà bipartisan a Mattia C. «Si tratta di un episodio gravissimo», ha detto Renata Polverini, che non farà mancare «l'impegno contro ogni discriminazione». «Aggressione vile»per il sindaco Gianni Alemanno. Preoccupazione per l'episodio «caratterizzato da cattiveria e vigliaccheria fuori dal comune, con i presenti che non si sono scomposti» è stata manifestata da Enzo Foschi, consigliere Pd alla Regione. «Un altro insulto alla città e alla comunità. Frustrante che avvenga su un bus» ha detto il presidente della provincia Nicola Zingaretti. Mentre il delegato al centro storico Dino Gasperini spera «che le forze dell'ordine facciano piena chiarezza, assicurando presto alla giustizia i quattro responsabili».

[leggi anche sul coriere della sera di Roma]

Può essere offesa scrivere a qualcuno sei gay

La Suprema Corte ha confermato la multa di 400 euro nei confronti di un uomo di Ancona
( nella foto: Il Palazzo di Giustizia a Roma, sede della Cassazione)
ROMA - Può essere ingiurioso scrivere a qualcuno una lettera nella quale si fa riferimento al suo essere gay, insieme ad altre circostanze come l'abitudine del destinatario della lettere a fare vacanze con persone dello stesso sesso e all'essere stato allontanato da un centro estivo di vacanze per ragazzini. Per questo la Suprema Corte ha confermato la multa di 400 euro nei confronti di Dante S., un uomo di Ancona, che aveva scritto questo tipo di lettera a Luciano T., un suo conoscente con il quale aveva litigato.

In particolare la Cassazione - con la sentenza 1939 - ha dichiarato inammissibile il ricorso di Dante S. contro la condanna inflittagli dal tribunale di Ancona. In precedenza la stessa Suprema Corte aveva annullato l'assoluzione dell'imputato.

Nella lettera scritta a Luciano T. Dante aveva fatto riferimento "al suo essere gay" parlando anche di una vacanza trascorsa in montagna, da Luciano, insieme a un marinaio e all'episodio nel quale il destinatario della lettera sarebbe stato allontanato da un club sportivo frequentato da ragazzini.

Nella lettera, inoltre, si alludeva anche alla presunta sparizione di documenti sulle contravvenzioni del Comune di Ancona che Luciano avrebbe sottratto e all'aiuto fornito a una nipote per superare un concorso. Secondo i supremi giudici "il tribunale di Ancona, in sede di rinvio, ha svolto correttamente la sua funzione inquadrando per un verso il termine 'gay' utilizzato nella lettera agli episodi ricordati (vacanza col marinaio e allontanamento dal club), e valutando le ulteriori accuse presenti nella missiva ritenuta offensiva, come denigratorie con giudizio di merito logicamente motivato". La vicenda giudiziaria nasce dalla contrapposizione di due dirigenti della polizia municipale di Ancona che aspiravano entrambi alla nomina a comandante.

Via al concorso "60 secondi contro la lesbofobia"




Comunicato stampa - ArciLesbica - 11 marzo 2010

Il circolo AL Zami di Milano, ha indetto un concorso per premiare uno spot contro la lesbofobia, che è partito da qualche giorno.
Il concorso si chiama 60 SECONDI CONTRO LA LESBOFOBIA, la scadenza entro la quale andrà inviato lo spot (riversato su cd/dvd) è il 20 MAGGIO 2010.

Il primo premio sarà una somma in denaro di 500 euro, il secondo e il terzo prevedono una menzione speciale e una targa di riconoscimento. Tutti e tre i/le vincitori/vincitrici potranno vedere i loro lavori ulteriormente premiati con una proiezione pubblica al MILANO MIX FESTIVAL, edizione 2010, dal 23 al 30 giugno nella città.
La valutazione sara' espressa congiuntamente da una giuria tecnica, presieduta dalla presidente nazionale di ArciLesbica, e da una giuria popolare.

Il materiale per partecipare è sul sito del circolo milanese (http://www.arcilesbicazami-milano.it): bando di concorso e scheda da compilare con i dati dell’autore/autrice o referente.

Il concorso si rivolge anche alle scuole secondarie, di primo e secondo grado.

Abbiamo ideato questo concorso e abbiamo voluto sin dal principio che avesse respiro nazionale, perché crediamo che quando si parla di omofobia, nel nostro paese ma anche nell’Europa tutta, molto raramente si ponga l’accento sulle discriminazioni contro le lesbiche, a favore di una campagna mediatica tutta declinata al maschile. Sebbene come e con gli amici gay andiamo avanti nella lotta alla discriminazione, crediamo sia giunto il momento di portare progresso alla pubblicità progresso, mostrando un’Italia uguale, ma diversa.

La cultura televisiva cui siamo abituati, da un quindicennio a questa parte, ci chiama in causa male e poco.

La ferocia con cui veniamo attaccate, nella assai lesbofobica Italia, è presa d’assalto dalla cultura televisiva, che ora la oscura, ora fa di noi il piatto migliore di un buonismo che ci mette a tavola, ma non in scena. Vogliamo invece che le energie creative presenti in questo paese abbiano una chance, e che la proposta arrivi da dentro, non da fuori. Chi meglio di noi stesse può dar voce alla nostra voce?

Non ci interessa se a partecipare saranno 90enni o 15enni, nemmeno ci interessa il loro orientamento sessuale. Ci interessa che qualcuno metta in luce, nell’arco massimo di 60 secondi, con due soldi ma molte idee, la discriminazione contro le lesbiche.

Sperando di venire inondate da DVD, invitiamo chiunque a partecipare.

ArciLesbica Zami Milano
Stefania Cista
e-mail: ufficiostampa@arcilesbica.it
Mobile: 327.324.31.01 www.arcilesbica.it

Ratzinger alimenta omofobia e sessismo

11/01/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Ancora una volta Joseph Ratzinger non perde l’occasione di scagliare il suo odio nei confronti delle persone e delle coppie omosessuali, alimentando così un clima di odio omofobico e una cultura sessista che non riconosce la pari dignità tra le differenti identità delle persone.
L’identità di genere è una delle componenti dell’identità umana e non si basa soltanto sul sesso biologico, ma comprende la libera espressione individuale dei propri bisogni e della propria individualità.
L’attacco di Ratzinger alle leggi che riconoscono le tutte le famiglie, come quella appena approvata dal Portogallo, arriva a due giorni dalla ricorrenza del sacrificio di Alfredo Ormando, che 12 anni fa si immolò davanti al vaticano per ricordare a tutti l’ingerenza della chiesa cattolica nelle nostre vite e sarà ricordata da Arcigay Roma mercoledì 13 alle 18.30 con la cerimonia Un Fiore per Ormando per non dimenticare le vittime dell’odio omofobico.
Ricordiamo a Ratzinger che l’insegnamento cristiano dà pari dignità a tutti gli amori e non guarda in faccia al sesso della persona verso il quale questo amore è rivolto.
Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay
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Giornata Mondiale per il dialogo tra Religioni e Omosessualità´UN FIORE PER ALFREDO ORMANDO´Mercoledì 13 gennaio 2010, ore 18.30Piazza Pio XII(nei pressi di piazza San Pietro)Incontriamoci e portiamo un fiore per non dimenticare, maiCome ogni anno, la comunità lgbt ricorda Alfredo Ormando, che il 13 gennaio 1998 si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San Pietro, in segno di protesta contro l’omofobia vaticana. Fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì dopo dieci giorni di atroce agonia.
A dodici anni di distanza da quel tragico episodio che scosse profondamente la comunità lesbica e gay internazionale, è importante continuare a riflettere su quel gesto disperato e doloroso.Arcigay promuove ‘un fiore per Ormando’: incontriamoci mercoledì 13 gennaio 2010 alle ore 18.30 in piazza Pio XII (nei pressi di piazza San Pietro).
Portiamo un fiore per commemorarlo, riflettere e non dimenticare, mai.

Soddisfatti per la condanna di Svastichella

13/01/2010 - Ufficio stampa Arcigay
Esprimiamo la nostra soddisfazione per la condanna a 7 anni di carcere di Alessandro Sardelli, soprannominato Svastichella, l’uomo che la sera del 21 agosto 2009 aveva insultato, aggredito e ferito gravemente due ragazzi gay che si stavano baciando fuori dal Gay Village a Roma.
In particolare riteniamo importante il riconoscimento da parte del GUP Rosalba Liso del risarcimento di 1 euro simbolico nei confronti del nostro comitato di Roma, che era stato riconosciuto parte civile, in quanto Arcigay, è considerata istituzionalmente organizzazione per la tutela della dignità delle persone omosessuali.
Continuiamo a ribadire al Parlamento la nostra richiesta di estensione della Legge Mancino per il riconoscimento dell’aggravante per i reati d’odio anche alle violenze di stampo omofobico e transfobico.
Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org