Scopri le Differenze - Piccolo gioco contro l'Omofobia



Scopri le differenze

Piccolo gioco post-apocalittico contro l'Omofobia e per il rispetto dei Diritti Umani

Descriveteci a quali episodi si riferiscono le tre immagini A, B e C, quali sono gli elementi che le accomunano e quali invece sono diversi.
Potete aggiungere anche un vostro commento.

Chi avrà risposto in modo esatto, sarà reintegrato nel club degli amici 2013 della "pace e giustizia". 
Inviate risposte e commenti a: stopomofobia@arcigayverona.org

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Arcigay Pianeta Urano Verona e Milk Verona lgbt Community Center - Arci

Il Papa benedice promotrice della legge anti gay in Uganda

Il presidente del parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, lo scorso 12 novembre aveva annunciato che quella sarebbe stata un ''regalo di Natale'' per tutti gli ugandesi anti gay. Ieri la signora è stata ricevuta in Vaticano come racconta nella sua home page il sito del Parlamento del paese africano. Petizione on line contro la norma

Una legge contro l’omosessualità – da approvare – che tra le ipotesi prevede la pena di morte. Succede in Uganda, uno dei 37 paesi nel mondo che considerano nel loro codice penale l’essere gay un reato. Il presidente del parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, lo scorso 12 novembre aveva annunciato che questa norma sarebbe stata un ”regalo di Natale” per tutti gli ugandesi anti gay. La signora, come si legge sul sito del parlamento del paese africano, è stata ricevuta e benedetta ieri dal Papa che oggi, nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace, ha definito i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Nella foto si vede Benedetto XVI accanto alla speaker.

Appello alle istituzioni contro l'approvazione della legge antigay in Uganda



Movimento lgbt. Appello alle istituzioni contro approvazione legge “Anti omosessualità” in Uganda

Numerose sigle dell’associazionismo lesbico, gay, bisessuale e trans italiano hanno scritto alle somme cariche dello Stato per esprimere la loro preoccupazione per la presentazione di un progetto di legge “anti-omosessualità” in Uganda.
Nella lettera, indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, al presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta, al Presidente della Camera Gianfranco Fini e al Presidente del Senato Renato Schifani, si legge che la proposta di legge ugandese prevede “che venga introdotta anche la pena capitale, così come sono certe altre nuove tipologie di reato con relative condanne, tra le quali quelle che possono essere comminate a chi non denuncia persone omosessuali di sua conoscenza (ad esempio un genitore che non denuncia il figlio lgbt o un insegnante che non denuncia un allievo lgbt), o chi promuove l’uguaglianza ed il rispetto dei diritti delle persone LGBT”.
L’associazionismo chiede alle Istituzioni di promuovere “tutte quelle azioni che possano impedire che la legge in oggetto possa essere approvata. Auspichiamo che anche Voi, al pari di altre importanti Autorità di Paesi dell’Unione Europea ed occidentali, vogliate dissuadere l’Uganda dal promulgare una legge inumana e contraria ai Diritti Umani, ai Principi dell’Unione Europea e alla nostra Costituzione”.
Le associazioni lgbt che dispongono di una articolazione territoriale poi, si impegnano a promuovere l’approvazione di un Ordine del giorno contro la persecuzione di omosessuali, lesbiche e trans in Uganda presso le istituzioni locali. L’atto chiede alle istituzioni italiane, tra l’altro, di permettere alle vittime di discriminazione “di entrare in Europa e presentare domanda di protezione internazionale”.

La scuola parli di omofobia - il giornale di Vicenza

di Giulia Guglielmi
Ieri sera la fiaccolata per dire no al bullismo omofobico diffuso tra i giovani. «I ragazzi oggi sanno affrontare questi temi»
Un centinaio le persone per la fiaccolata in piazza. Le associazioni invitano le … 


Erano in un centinaio di persone, ieri sera, a dire no al bullismo omofobico. L´iniziativa, organizzata dal comitato Vicenza Pride, ha raccolto numerose associazioni in Piazza delle Poste per una fiaccolata dal chiaro messaggio: «Facciamo luce sulla violenza: no al bullismo omofobico».

Fiaccolata a Vicenza contro l'Omofobia

C'è chi decide di ridiscendere in campo per l'ennesima volta per il proprio interesse e per salvarsi dai processi, e c'è chi invece scende in piazza per difendere la dignità delle persone omosessuali e transessuali. Sfidando un freddo pungente, un centinaio di lesbiche, gay, genitori ed amici si sono dati appuntamento in piazza delle poste a Vicenza per un sit-in fiaccolata e dire ancora una volta, "NO ALL'OMOFOBIA", dopo i recenti gravi fatti di bullismo omofobico che hanno portato al suicidio di un quindicenne a Roma e ad un grave episodio a Vicenza, a distanza di pochi giorni uno dall'altro. A Vicenza era presente una delegazione di Arcigay Pianeta Urano Verona e del Milk Verona lgbt Community Center, in solidarietà e a supportare l'iniziativa promossa dall'associazione lgbtqe "Delos" di Vicenza e dagli attivisti del Comitato "Vicenza Pride 2013". Alla fiaccolata erano presenti anche i rappresentanti dell'Agedo Veneto e degli studenti vicentini.

Al via il XIV Congresso Nazionale: un minuto di silenzio per giovane vittima di omofobia a Roma

Incomincerà domani alle 15, con un minuto di silenzio a commemorazione della giovane vittima di omofobia di Roma, la tre giorni del XIV Congresso nazionale Arcigay: “Diritti oltre la crisi”.
262 delegati da tutta Italia saranno chiamati a Ferrara a eleggere coloro che guideranno per i prossimi tre anni la maggiore associazione che lotta per i diritti di omosessuali, lesbiche e trans in Italia e a decidere le linee guida dell’azione politica, sociale e culturale.
Due mozioni si sfideranno nella prestigiosa assise di Sala Estense: “Liberiamo l’Uguaglianza” proposta dal presidente in carica Paolo Patanè e da Paolo Ferigo in lizza per il ruolo di segretario nazionale; e “Uguaglianza e Libertà” presentata dal candidato alla presidenza Flavio Romani e dal candidato alla segreteria dell’associazione Michele Breveglieri.
Paolo Patanè si ricandida alla presidenza di Arcigay per: “continuare l’operazione di rinnovamento, di affermazione di una identità propria e di adeguamento dell’associazione alle dinamiche di una realtà mutata. E’ una candidatura che vuole riportare al centro della vita associazionistica quell’entusiasmo e quella partecipazione nella battaglia per i diritti di cui il Paese ha fortemente bisogno”.
La candidatura di Flavio Romani, matura, come spiega il candidato, “da una parte per ricostruire l’unità interno dell’associazione e rafforzarla sul piano dell’iniziativa politica e culturale. Dall’altra, perché la battaglia per il pieno riconoscimento dei diritti di omosessuali lesbiche e trans entri finalmente nell’agenda politica del Paese e trovi una soluzione. I diritti non devono conoscere crisi e la lotta contro pregiudizio e discriminazione deve essere rafforzata a tutti i livelli”.
I lavori si apriranno con un minuto di silenzio per il giovane suicida per omofobia a Roma una lettura del romanzo capolavoro a tematica omosessuale “Gli occhiali d’oro” dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani. Seguiranno i saluti delle Istituzioni con la presenza annunciata del Vicesindaco di Ferrara Massimo Maisto e della presidente della Provincia Marcella Zappaterra. Parleranno poi il presidente nazionale di Arcigay e il presidente del comitato provinciale ferrarese Arcigay “Circo Massimo”, lo stesso Flavio Romani.
Seguiranno poi gli interventi di esponenti dell’associazionismo. Tra gli ospiti annunciati Paolo Beni, Presidente nazionale Arci, Maria Gigliola Toniollo, CGIL Nuovi Diritti e Manuela Claysset, UISP. Prenderanno parola numerosi esponenti dell’associazionismo gay, lesbico e transessuale italiano e esponenti di partito.
Seguirà, sempre nella giornata di domani, il dibattito sul tema “Omosessualità e migranti” con una relazione di Giorgio Dell’Amico.
Il congresso riprenderà sabato alle 9.30 con le nomine del presidente e dell’ufficio di presidenza del Congresso e della Commissione Verifica Poteri.
Seguirà la sessione delle Commissioni con la presentazione del progetto internazionale contro l’omofobia “Rainbow”.
A partire dalle 17 si aprirà il dibattito per votare il nuovo Statuto e saranno presentate ufficialmente le due mozioni.
Nel corso della giornata conclusiva del Congresso, domenica, si terrà l’elezione delle cariche istituzionali dell’associazione.

Manifesta in piazza la Francia anti matrimonio gay


In totale circa70.000 manifestanti hanno marciato a Parigi, secondo la polizia, 200.000 secondo gli organizzatori. A Lione, circa 22 000 persone secondo la prefettura del Rodano, 30.000 dagli organizzatori.

A Tolosa, dove la polizia ha sparato gas lacrimogeni per separare i manifestanti "pro" e "anti" matrimonio gay, le cifre variano tra 5000 e 10 000. Raduni si sono svolti anche a Marsiglia, Nantes e Rennes.Sopratutto famiglie con figli e gruppi organizzati da tempo dalle associazioni religiose (non solo cattoliche) hanno sfilato, credendo che la Francia ed il mondo intero possa finire per colpa di una legge che consentirà a molte persone di essere felici.

I parigini comunque hanno potuto constatare visivamente il numero molto inferiore di persone, rispetto ai partecipanti al gay pride, e anche nella capitale gli attivisti del movimento LGBT hanno organizzato contromanifestazioni, schermati dalle forze di polizia per evitare lo scontro (foto sotto).



Fonte notizia: actup.org

Articolo sul Corriere della sera

Legge contro l'omofobia e scioglimento gruppi neofascisti

Dopo il caso dell'esposizione dello striscione di Forza Nuova fuori dal Cassero di Bologna, si miltiplicano dentro e fuori il movimento lgbt le prese di posizione per l'approvazione di una leggecontro l'omofobia o l'estensione all'Orientamento sessuale della della Legge Mancino, chiedendo la chiusura dei gruppi neofascisti.

Bologna, Grillini (Idv): Sciogliere gruppi neofascisti. Parlamento approvi legge contro omofobia

Per il responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, Franco Grillini, “chi specula” sui temi dei diritti civili come “i fascisti di Forza Nuova” che hanno mostrato “uno striscione omofobo e offensivo” a Bologna “non ha ragione di esistere. Per questo, chiediamo con forza l’applicazione della legge Mancino e lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste”. Grillini ricorda che l’IdV ha presentato alla Camera una proposta di legge contro l’omofobia, “volta ad estendere la legge Mancino anche ai reati commessi in base all’orientamento sessuale. La proposta, a prima firma Di Pietro-Palomba, è stata assunta come testo base per la discussione in Commissione Giustizia. Chiediamo che il Parlamento lo adotti rapidamente, dotando anche il nostro Paese di una legislazione moderna a tutela delle persone Lgbt”. Nello striscione esposto da Forza Nuova, osserva Grillini in una nota, “si parla di perversioni e di cure, ma la vera perversione è l’esistenza di gruppi neofascisti che fanno del razzismo, dell’omofobia e dell’odio verso la diversità la loro ragion d’essere”.

Da Gaynews

Borsa Nuova - Gli accessori vanno curati

La crisi sociale colpisce anche l'estrema destra, soprattutto negli ultimi anni, cioè da quando quel linguaggio crudo e diretto contro comunisti, omosessuali, immigrati ecc. ecc, non è più di loro appannaggio, ma viene quasi sempre usato anche da quella destra (PDL e Lega Nord) che si autodefinisce "moderata" (Qualcuno infatti ci spieghi il senso di questo termine), e questi poveri "nipotini di Benito" sono costretti a inventarsi cose per dire al mondo che esistono anche loro.

Così una notte hanno pensato bene di piazzare uno striscione con su scritto "Le Perversioni vanno curate", a Bologna fuori dalla sede del Cassero, che è anche la storica sede nazionale di Arcigay e Arcilesbica. Uno slogan neanche tanto riuscito, visto che in molti hanno pensato che fosse quasi una loro richiesta d'aiuto per la cura della loro perversione: Il Fascismo.

E' chiaro il tentativo di ritrovare con questa azione, una visibilità perduta, un gesto che risulta triste e disperato da bambini dispettosi e vigliacchi.

Ovviamente fra lesbiche e gay, oramai assuefatti da questo tipo di manifestazioni, è scattata la dovuta creatività ironica di sfogo sull'episodio (Vedi foto), che ha trovato in rete, e soprattutto su Facebook un bellissimo exploit..


Di Zeno Menegazzi

Alcune segnalazioni:



Insulti di Forza Nuova contro il Cassero, la risposta del web è ironica: il meme che irride i neofascisti su the huffingtonpost

Bacio Lesbico a manifestazione omofoba

Francia, bacio lesbo sconvolge la piazza omofoba

Marsiglia – La foto di due giovani ragazze che si baciano sulle labbra davanti a una folla inferocita ha fatto letteralmente impazzire il web. L’immagine è stata scattata davanti ai manifestanti che protestavano a Marsiglia contro l’imminente progetto di legge del governo socialista di Francois Hollande sull’adozione e il matrimonio per le coppie omosessuali.

Intervistate dal giornale Tetu, le due ragazze hanno spiegato di non essere lesbiche, ma hanno agito per esprimere il loro dissenso nei confronti dei manifestanti anti-nozze gay. Julia, 17 anni, e Auriane, 19 anni, sostengono di non aver premeditato il loro gesto, è venuto loro così, spontaneamente, quando per caso si sono ritrovate in mezzo alla protesta. “Sulla foto – racconta Julia – si vedono tutte quelle donne a bocca aperta, come se stessimo facendo una cosa orribile”. “Mentre ci baciavamo – conclude la ragazza – ci gridavano ‘Fate schifo! Non siete belle!’”.

Organizzate dall’associazione Alliance Vita – che si dice non confessionale e apolitica – le manifestazioni anti gay sono state organizzate simultaneamente in 75 città di Francia – tra cui Parigi, Lione e Lilla – sotto forma di “flash mob”. Obiettivo della protesta, dicono gli organizzatori, e’ “difendere i bambini”, di fronte alla presentazione del progetto di legge sulle nozze e l’adozione per persone dello stesso sesso, fortemente voluto dal presidente Hollande.

Il testo verrà presentato in consiglio dei ministri il 7 novembre. L’associazione Alliance Vita, fondata da Christine Boutin nel 1993, è stata creata nel 1993 nel quadro delle prime leggi bioetiche. Milita anche contro la legalizzazione dell’eutanasia.

Fonte: gaynews

Chi ha paura del Trans cattivo?

Ogni tanto e ancora una volta (qui a Verona è tradizione), assistiamo alla solita riapparizione in pubblico dei folcloristici "nipotini di Benito" e dei nostalgici dell'inquisizione, che si ritrovano a far qualcosa insieme, per rompere la mortale noia a cui li costringe la nostra città. Così quando a Verona succede qualcosa di nuovo, diverso ed interessante che le loro provinciali testoline non riescono a comprendere, pronti pronti, 4 + 4 gatti, tirano fuori uno striscione dove dicono e sembra che a "pagare le tasse" siano solo loro.
Così è capitato anche quest'anno (l'anno scorso è successo per lo spettacolo contro l'omofobia organizzato dal Gasp! al Teatro Camploy), per il Convegno "Dalla scoperta di sè, alla Transizione", organizzato dall'Università di Verona, con il sostegno del SAT Pink.
Tutto questo dimostra quanti anni luce siamo lontani da altre società più evolute, come gli Stati Uniti, dove un Presidente (Barack Obama) ha nominato quest'anno per la prima volta nella storia una transessuale nella sua squadra di governo.

Articoli di riferimento:
Convegno sulla transessualità,protesta degli integralisti cattolici
Corriere del Veneto - Verona del 18.10.2012

Dal sito Integralista Cattolico Pontifex
19.10.2012

Mediapolitika:Primo trans nel governo Obama: “Una nomina per cambiare la mentalità”
22.10.2012

Articolo di
Zeno Menegazzi

Una APP per abbattere l'omofobia

VITTORIO VENETO – Combattere i pregiudizi. La paura. L’emarginazione. L’odio e la violenza. E’ questo che vuole fare Alessandra Lorenzi: abbattere l’omofobia. La campagna per la difesa degli omosessuali, per la demolizione delle barriere istituite da ignoranza e paura, parte dal web. Parte da una app.
Parte dall’impegno di Alessadra Lorenzi, 23enne vittoriese, che ha creato l’applicazione Stop Omofobia, disponibile per Android e, a breve, per iPhone. Alessandra si è data da fare. Oltre alle conoscenze tecnologiche acquisite (mica è facile fare una app!), fondamentale è stata la sua determinazione. “Ho creato quest’app per aiutare le vittime dell’omofobia, o chiunque abbia bisogno di un supporto, di una aiuto – spiega Alessandra – “L’applicazione fornisce i numeri di tutti gli Arcigay e di tutte le associazioni di ascolto d’Italia. Chiunque abbia bisogno di trovare una voce, o un’orecchio, può servirsene. Nell’applicazione, vengono inoltre segnalati i centri più vicini, il luogo dove sono ubicati, e la distanza per raggiungerli. Tra le centinaia di migliaia di applicazioni esistenti, non ce n’era nessuna di questo tipo”. Così Alessandra, ha pensato di crearla.
Per realizzare questo progetto, ha telefonato a tutti i centri di aggregazione e alle associazioni italiane che forniscono supporto agli omosessuali. Notando che, in provincia di Treviso, non ce n’è nemmeno uno. “Incredibile che nella nostra zona non ci sia nessun centro di questo tipo. Pure a Palermo ce l’hanno!”, puntualizza Alessandra. Incredibile, si fa per dire. Alla cosa, Alesandra, dà una spiegazione. “Le istituzioni, la chiesa…è come se non fossero pronte per aprire le porte, e la mente, a tutti”.
Una chiusura che suscita paura. Un timore infondato che spesso si trasforma in violenza. “Ci sono ancora tantissimi episodi di bullismo nei confronti dei gay – spiega Alesandra – sembra impossibile, di questi tempi, ma è così. E non solo la gente spesso evita, o si accanisce, contro gli omosessuali. Sono anche questi che si nascondono, che non dichiarano la propria natura, facendo finta di essere quello che non sono, semplicemente per apparire come la società li vorrebbe”. Come una parte di società li vorrebbe. La parte di società che deve essere cambiata, fatta evolvere, istruita. Quella parte di società a cui è rivolto l’urlo di Alessandra, e di tutti gli artisti che stanno partecipando, e investendo per la crescita del progetto. Per dire Stop all’omofobia.

Fonte: Gaynews

Sodomia e tribadismo nel nuovo codice penale iraniano



[1] http://www.hrw.org/reports/2012/08/28/codifying-repression

[2] http://www.hrw.org/node/109622/

[3] http://www.hrw.org/node/109622/section/7

Human Rights Watch ha pubblicato [1], un rapporto sul nuovo codice penale iraniano, approvato non solo dal Parlamento, ma anche dal Consiglio dei Guardiani (che garantisce che la legislazione iraniana non contrasti con la Shari’a), ed in attesa della promulgazione da parte di Ahma-nazi-djad.

[1] è la copertina, [2] l’inizio del rapporto vero e proprio (che dice che il codice è nel complesso un notevole peggioramento rispetto al precedente: la definizione di molti reati, specialmente quelli legati alla sicurezza dello stato, diventa fumosa, al giudice è consentito ricorrere a fonti normative estranee al codice, ed a basare il suo convincimento anche su prove altrimenti inammissibili), [3] la parte che ci interessa di più – quella relativa ad adulterio, stupro, sodomia e tribadismo.

Adulterio (“zena”) è definito il rapporto sessuale con penetrazione di una persona sposata con un estraneo, e per chi dei due è maritato è obbligatoria la pena capitale – non è più obbligatoria la lapidazione. Alla medesima pena sono soggetti i rei di incesto (con penetrazione, immagino), congiunzione carnale tra matrigna e figliastro, ed i non-mussulmani maschi che penetrano una mussulmana femmina, anche se celibi. I rei di incesto di cui si dimostra l’immaturità possono cavarsela con misure correttive e rieducative.

Un uomo ed una donna non sposati che abbiano per mutuo consenso un rapporto sessuale con penetrazione (il termine arabo-persiano è sempre “zena”) patiscono ognuno 100 frustate; se uno dei due è sposato e l’altro no, la persona sposata viene messa a morte, e l’altra se la cava con 100 frustate; una curiosa eccezione è prevista per il maritino adultero che non ha avuto l’opportunità di consumare il matrimonio con la sua mogliettina (cioè penetrarla) prima di tradirla, perché lui riceve 100 frustate, la rasatura del capo, ed un anno (lunare di 354 giorni) di esilio interno anziché l’esecuzione capitale.

Lo stupro è sempre punito con la morte dello stupratore (la vittima non ha, ovviamente, commesso alcun reato), salvo ahinoi che lo stupratore sia il marito della vittima – la moglie al marito non può rifiutarsi, e quindi il marito che la prende con la forza non fa che esercitare il proprio diritto.

Per quanto riguarda la sodomia, il nuovo codice introduce una distinzione che nel vecchio mancava, quella tra “attivo” e “passivo”. L’attivo, se è celibe, se la cava con 100 frustate; il passivo invece viene messo a morte, a meno che non dimostri di essere stato stuprato – la vittima dello stupro non è responsabile.

Anche per la sodomia vige la discriminazione contro i non-mussulmani: l’attivo non-mussulmano che penetra un passivo mussulmano viene messo a morte.

Sugli atti omosessuali tra donne, devo discostarmi dalla traduzione che HRW dà del termine persiano “mosaheqeh”, ovvero “lesbianism = lesbismo”. Non conosco il persiano, ma il contesto del rapporto lascia intendere che al legislatore iraniano non interessi l’identità sessuale del reo (e ci mancherebbe!), ma l’atto commesso, come mostra la scelta del termine “lavat”, tradotto da HRW con “sodomy = sodomia”, senza che io abbia da ridire.

Preferisco perciò tradurre “lesbianism” con “tribadismo”, anziché “lesbismo”, anche perché il rapporto riferisce che il codice iraniano definisce “mosaheqeh (lesbianism)” l’atto in cui “una donna pone i suoi organi genitali sugli organi genitali [di un’altra donna]”, cosa che risponde appunto alla definizione italiana di “tribadismo”.

E’ una cosa possibile ma non molto frequente tra le lesbiche, perché richiede una certa abilità, e lo punisce con 100 frustate.

Gli atti omosessuali tra uomini che non implicano la penetrazione sono considerati “preliminari” (“tafkhiz”), e sono puniti con 100 frustate, a meno che non avvengano (indovinate un po’) tra un maschio non-mussulmano ed uno mussulmano – il non mussulmano patisce la pena capitale.

Anche abbracci e baci appassionati, oppure “giacere nudi insieme sotto la stessa coperta senza necessità e per passione” vengono puniti con la flagellazione, siano coinvolti uomini o donne.

Raffaele Ladu

Franco Grillini (IDV), risponde ai ciellini antigay

Insulti ai gay, Grillini - "Non fomentare odio"
L'esponente Idv, storico militante Arcigay: "Dal popolo di Cl banalità e affermazioni fasciste contro gli omosessuali"

"L'incontro di Comunione e Liberazione a Rimini è diventato un vero e proprio palcoscenico di espressioni razziste e violentemente antiomosessuali, come emerge da alcuni organi di stampa". Lo dice Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori e storico esponente dell'Arcigay, di cui è presidente onorario.

LEGGI Unioni gay, Cl: "Un male per l'umanità"

Un commento duro alle parole della base di Cl sulle unioni civili (tra le altre, "Sono un male per l'umanità"). Grillini attacca: "Una serie di banalità e di affermazioni fasciste contro gli omosessuali e contro i matrimoni gay. Al di là della solita omofobia di stampo ciellino, che non ci stupisce affatto, vorremmo invitare quanti fanno del trito moralismo a badare piuttosto ai guai del loro massimo rappresentante: Roberto Formigoni, che non è certo un campione di virtù, nè nella vita pubblica nè in quella privata. E soprattutto di guardarsi bene dal fomentare, con pregiudizi e luoghi comuni, fenomeni di violenza sociale e di odio, che accadono fin troppo di frequente nel nostro paese".

Fonte: Repubblica Bologna
postato da Zeno Menegazzi

Deliri estivi: Comunione e intolleranza

Il caldo quest'anno da veramente alla testa a più di qualcuno, ed è così che i nipotini di Formigoni, durante la loro tradizionale rimpatriata annuale a Rimini, tirano fuori ancora una volta, da bravi chierichetti inquadrati e irrigimentati, il solito "No" ai matrimoni gay e a qualsiasi forma di unione omosessuale. Si fa veramente fatica a capire come nell'era di internet, dei viaggi spaziali e del bosone di Iggs, dei giovani crescano con una mentalità da 1212, invece che da 2012.

Riportiamo qui i link agli articoli di Repubblica edizione Bologna e di Gay.it

Unioni gay, barricate Cl
"Un male per l'umanità"
Il popolo del Meeting di Rimini compatto contro i diritti alle coppie omosessuali. Critiche al leader Udc Casini, che aveva aperto uno spiraglio: "Un cattolico senza chiesa a caccia di voti"...

....continua a leggere


COMUNIONE E LIBERAZIONE E L'ODIO GAY


Le unioni gay sarebbero "un male per l'umanità" per Comunione e Liberazione, secondo quanto riportato dal sito di Repubblica che ha fatto un giro fra i militanti riuniti a Rimini per il tradizionale meeting di fine estate. Secondo i giovani ciellini sarebbe stata poco apprezzata la posizione di Casini che negli scorsi giorni aveva aperto sul tema delle unioni civili. Il leader dell'Udc - riporta sempre la Repubblica.it - sarebbe "un cattolico senza Chiesa", e un furbo che "Deve aver fiutato i voti, e a me i giochi politici non interessano".

"Una coppia etero dà dei figli allo Stato. Una coppia gay cosa dà? Vogliono dei diritti, ma in cambio cosa portano alla società?", dice un volontario del meeting ignorando che le coppie gay hanno già figli senza che debbano chiedere alcun permesso, oltre a pagare allo Stato le stesse tasse degli altri. Il gruppo di destra della Chiesa si dimostra dunque allineato ai cugini dell'Opus Dei dai quali però si distingue per la volontarietà dell'uso del cilico, al contrario del gruppo binettiano per cui sarebbe obbligatorio.

da Gay.it

Giovanardi e i militari gay






Continua la saga horror-trash dell'omofobo nazionale, il Senatore dell Repubblica Carlo Giovanardi, giunta ormai alla 31ma puntata.

Questa puntata s'intitola " Giovanardi e i militari gay". E la domanda che vi facciamo è questa:

Militari o no... Passereste una notte in stanza con Giovanardi?

Omofobia violenta. Quando finirà tutto ciò?


Non c'è via d'uscita. Solo una legge contro i "crimini d'odio", come c'è in altri più civili paesi del mondo potrà fermare l'omofobia violenta. Il caso di Guido Allegrezza, attivista gay aggredito a sassate da un gruppo di ragazzi a pochi giorni dal Pride Romano è significativa. Per ogni caso denunciato che finisce sui media, ce ne sono decine ogni mese che non vengono denunciati per paura dalle stesse vittime.
Vogliamo porre fine a tutto questo una volta per tutte?
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Roma, attivista per i diritti gay aggredito con pietre all'Eur da 4 persone

Lo denuncia il Coordinamento gay 'Arcobaleno'. Altre due aggressioni sono state denunciate dalle associazioni gay: ad una transessuale ad Ardea e una coppia di ragazze lesbiche.
Venerdì 15 Giugno 2012

Roma - (Ansa) - "Guido Allegrezza, attivista gay romano e' stato vittima di un'aggressione da parte di 4 ragazzi tra i 25 e i 30 anni la scorsa notte all'Eur in una zona frequentata da gay. Gli sono state scagliate contro pietre che gli hanno procurato ferite alla testa, frattura delle costole e varie contusioni con una prognosi di 30 giorni". Lo denuncia il Coordinamento gay 'Arcobaleno'. Altre due aggressioni sono state denunciate dalle associazioni gay: ad una transessuale ad Ardea e una coppia di ragazze lesbiche a Velletri.


Roma - (TMNews) - I movimenti lgbt hanno denunciato l'aggressione di un attivista gay a Roma: colpito da pietre lanciate da quattro ragazzi. Lo ha riferito in una nota il Coordinamento Arcobaleno, composto da Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, Di' Gay Project, Gay Center e Gay Lib. La vittima è Guido Allegrezza, attivista gay romano, aggredito - ha spiegato il coordinamento - da quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni la scorsa notte nel quartiere Eur, in una zona abitualmente frequentata da gay: "Gli hanno scagliato contro pietre che gli hanno procurato ferite alla testa, la frattura delle costole e varie contusioni".

La prognosi è di 30 giorni e l'aggressione è stata segnalata all'Oscad, l'osservatorio contro le discriminazioni della polizia e dei carabinieri. Allegrezza è impegnato in questi giorni nell'organizzazione della Settimana della Cultura Arcobaleno che culminerà il 22 giugno con la manifestazione concerto a piazza Farnese.

"L'aggressione chiaramente omofoba si aggiunge a quelle denunciate in questi giorni e sta suscitando allarme e sconcerto in tutta la comunità gay romana", ha sottolineato il coordinamento, che lancia un appello: "Chiediamo pene esemplari per gli aggressori dopo gli episodi di questi giorni e ribadiamo la necessità di una legge contro l'omofobia: le istituzioni si facciano portatrici di questo messaggio al Parlamento". "Ad Allegrezza - hanno concluso le associazioni lgbt - va tutta la nostra solidarietà e l'impegno affinché le manifestazioni in corso saranno ancor di più un momento per una reazione di tutti alla violenza omofoba".

La Lega Nord cambia leader ma rimane sempre omofoba e razzista

Non sono bastati gli scandali interni e la batosta elettorale alla Lega Nord per fare pulizia anche del becerume, si continua ancora sulla strada dell'omofobia e del razzismo.

Polledri (Lega): peggio di una figlia lesbica solo un genero marocchino Lo ha affermato il parlamentare leghista Massimo Polledri, psichiatra, ospite a Radio 24 della 'Zanzara' "L'omosessualità - ha detto - è una condizione di infelicità che può essere reversibile" Roma - "Se i miei figli fossero gay non sarei contento sarebbe come se mia figlia mi dicesse 'mi faccio suora' o 'mi sposo con un marocchino'. Anzi, questo sarebbe uno dei peggiori casi che possano capitare". Lo ha affermato il parlamentare leghista Massimo Polledri, psichiatra, ospite su Radio 24 alla 'Zanzara' "L'omosessualità - ha detto- è una condizione di infelicità che può essere reversibile. E' una situazione di identita' sessuale distonica. Non e' una malattia ma in quella situazione si può stare male e qualcuno si rivolge a uno psicologo: tre su dieci poi sono stati meglio, ne traggono beneficio". Di contro, Polledri ha tessuto l'elogio dei Family day di Milano conclusi dalla visita di Papa Benedetto XVI alla cui messa si è presentato inatteso anche Umberto Bossi. "La famiglia - ha sottolineato Polledri- è la cellula fondamentale della società e, come ha ricordato il Cardinale Scola, la prima ed insostituibile 'scuola' di comunione. La partecipazione della gente all'evento di Milano è stata incredibile, commovente. Per 3 giorni le famiglie si sono strette al Santo Padre in un tutt'uno inscindibile". E "il Papa, con la sua mitezza, ha spazzato via gli attacchi e i veleni dell'ultimo periodo dando una grande dimostrazione di come la Chiesa si ricompatti nei momenti di difficoltà. Ai pochi che intendono minare le fondamenta della Chiesa hanno risposto gli 80 mila di San Siro".



Fonte: Polledri--Lega--peggio-di- una-figlia-lesbica-solo-un-genero-marocchino
Pubblicato da Zeno Menegazzi

Giovanardi anche negazionista: l'Olocausto dei gay non c'è mai stato

Ogni volta che il senatore pidiellino CARLO GIOVANARDI apre bocca, ne fa uscire omofobia. Adesso lo scopriamo anche in versione negazionista e da falsificatore storico. Potrebbe essere interessante la sua teoria, come base di un racconto di fantascienza*, ma purtroppo le sue sono parole dette con convinzione, pronunciate senza nessun pudore il giorno della ricorrenza della Liberazione dal Nazifascismo.
Il senatore, rispondendo ad un'intervista di Klaus Davi, minimizza l'olocausto verso le altre minoranze "non ebree" perseguitate come zingari, handicappati, testimoni di Geova, dissidenti politici, prigionieri, malati mentali, dicendo che il nazismo ha intrapreso "tutta una serie azioni" anche contro...",
"Però ricordo anche che il movimento nazista era largamente rappresentato dai gay perché c’erano gay nazisti ai vertici del partito.”
Le parole del senatore CARLO GIOVANARDI, hanno suscitato indignazione e raccapriccio.
Le organizzazioni LGBT ed antifasciste chiedono che i vertici e i rappresentanti del suo partito, soprattutto quelli impegnati nelle campagne elettorali per le amministrative prendano le distanze.

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Su Gay News:

Nazismo, Giovanardi (Pdl) a Klauscondicio: 'L’Olocausto dei gay non c’è mai stato'
'L’Olocausto dei gay non c’è mai stato. C’è stata invece, questo si, una persecuzione dei gay. Ma per essere chiari di Olocausto ce né stato uno solo, quello del popolo ebreo' (video)
Giovedì 26 Aprile 2012
di La redazione di Gaynews
in Opinioni
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COMUNICATO STAMPA della Ass.ne LGBT Certi Diritti

Roma, 26 aprile 2012
Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:
Non esiste in Italia un esponente politico come Giovanardi che un giorno si e l’altro pure parla di gay. E’ proprio un pallino che non gli esce dalla testa. Abbiamo già detto e lo ripetiamo che Freud avrebbe di che lavorare sul suo caso umano. Non sappiamo nemmeno se questo è determinato dal fatto che quando era piccolo le suore lo costringevano a vestirsi da bambina, come raccontò il suo fratello gemello Daniele Giovanardi lo scorso 15 febbraio. Sarebbe forse ora che risolvesse con la chiesa questo suo problema che evidentemente lo affligge assai.
Quello che poteva fare era, almeno in questa occasione, stare zitto. La morte di migliaia di persone omosessuali nei campi di concentramento nazisti non può valere di meno o di più di quella di milioni di ebrei, zingari,  vagabondi, mendicanti, prostitute, bambini, malati di mente, testimoni di geova, e molti altri esseri umani.  L’olocausto ha riguardato tutti gli esseri umani che ne sono stati vittime. Dire poi che “il movimento nazista era largamente rappresentato dai gay perché c’erano gay nazisti ai vertici del partito” è un’altra amenità che qualifica il personaggio politico. Vero è che gli omosessuali sono ovunque, anche nel Pdl e in Vaticano ma questo non vuole dire che in quei vertici vi è una rappresentanza visto che sono tutti velati e repressi!
Dire che l’olocausto ha riguardato solo gli ebrei è un falso storico.  Giovanardi sa bene che  il termine viene anche riferito per estensione a tutte quelle persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti "indesiderabili" dalla dottrina nazista e di cui era quindi previsto ugualmente il totale annientamento: popolazioni ritenute "inferiori" delle regioni orientali europee occupate (secondo i progetti del Generalplan Ost), prigionieri di guerra sovietici, oppositori politici, Rom, Sinti, Jenisch, testimoni di Geova, pentecostali, omosessuali, malati di mente, portatori di handicap.
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Paolo Patanè - Presidente Nazionale di Arcigay su Facebook
Giovanardi nega che gli omosessuali siano stati uccisi nei campi di sterminio nazisti perchè i nazisti erano gay... Parla di olocausto e di omocausto con una trivialità brutale. Mi ero ripromesso di non citarlo più perchè il suo gioco è quello becero di farsi pubblicità sulla nostra pelle,ma di fronte a simili affermazioni ammetto che Giovanardi riesce a dimostrare di avere sempre un peggio. E lo supera sempre.
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Pubblicato su: stopomofobiaverona.blogspot.it

Addio Daniel!


Come il giovane Matthew Sheppard, picchiato e torturato nel 1998, perchè gay, anche Daniel non ce l'ha fatta. Addio Daniel, viitima della barbarie nazista.

È morto martedì sera, ora del Cile, poco prima dell'1,00 in Italia, Daniel Zamudio, il giovane omosessuale cileno aggredito, picchiato e torturato da un gruppo di neonazisti. L'annuncio è stato dato dal direttore del Policlinico di Santiago del Cile, il Posta Central.


L'AGGRESSIONE E LE TORTURE - Zamudio, che aveva 24 anni, è stato assalito a inizio marzo in un parco della città, il San Borja: è stato torturato per oltre sei ore (gli è stato staccato un orecchio, bruciata una gamba, incise delle svastiche su petto e spalla usando cocci di bottiglia, lo hanno colpito al cranio con un masso) e poi è stato ridotto in fin di vita a calci e pugni. Tutto questo in un punto in pieno centro, ben custodito per la presenza di una casermetta dei carabinieri a guardia di un monumento nazionale. Il dieci di marzo sono stati arrestati quattro giovani tra i 19 e i 26 anni con l'accusa di tentato omicidio, accusa che ora naturalmente sarà modificata. Rischiano dai dieci anni all'ergastolo.

GLI ARRESTI - Domenica sera era stata decretata la morte cerebrale per Zamudio giovane. Numerose persone, in questi giorni, si sono recate davanti all'ospedale per testimoniare il proprio dolore e sostegno, lasciando fiori e candele. Il portavoce del Movimento di integrazione e liberazione omosessuale cileno (Movilh), Jaime Parada, ha ribadito al giornale El Mostrador che Zamudio «è una vittima dell'intolleranza, dell'omofobia e dell'odio che certe persone coltivano» e che coloro che non hanno voluto una legge antidiscriminazione «sono i primi discriminatori». 

Grave atto di omofobia contro sette ragazzi in provincia di Varese

Arcigay, grave atto di omofobia: sette ragazzi pestati in discoteca a Luino

Sette ragazzi, tra i quali Marco Coppola, Presidente provinciale di Arcigay Verbania e componente della Segreteria nazionale sono stati vittima di una gravissima aggressione omofoba

Nel corso della notte a Luino, in provincia di Varese, presso una nota discoteca cittadina nella frazione di Germignaga, sette ragazzi, tra i quali Marco Coppola, Presidente provinciale di Arcigay Verbania e componente della Segreteria nazionale dell'associazione sono stati vittima di una gravissima aggressione omofoba da parte della security del locale.

I ragazzi stavano solo ballando su un cubo tra di loro quando, "identificati" come omosessuali, sono stati costretti a scendere, insultati, brutalmente pestati e infine allontanati dal locale. Su richiesta dei ragazzi sono intervenuti i carabinieri e al pronto soccorso dell'ospedale locale sono state prestate loro cure immediate e prodotti i relativi referti.

"Questo episodio ", dichiara Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay , "segna davvero un limite insopportabile. E' tragicamente simbolico che uno dei massimi dirigenti nazionali di Arcigay sia stato vittima di questa spregevole aggressione omofoba. A Marco Coppola e agli altri ragazzi la mia solidarietà, carica di rabbia per la brutalità ingiustificabile e l'odio subito, e per una battaglia che si infrange sempre su un muro di scandaloso silenzio ideologico".

"Dov'è la coscienza della politica in questo Paese? Dov'è il legislatore?", continua Patanè che chiede l'immediato intervento delle Istituzioni locali e nazionali e delle Associazioni di categoria nei confronti di quel locale: "lanciamo una denuncia durissima nei confronti di un clima complessivo inasprito dalla crisi economica e sociale e che esige risposte definitive a livello normativo".

"L'onorevole Paola Concia, immediatamente allertata, rivolgerà, su nostra richiesta, un'interrogazione parlamentare ai Ministri competenti e ci apprestiamo a denunciare quanto accaduto all'UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni) e all'Oscad (Osservatorio contro le discriminazioni delle Forze dell'ordine). Nessuna libertà è autentica per le persone gay, lesbiche e transessuali, se dobbiamo vivere con la paura di mostrarci com'è diritto di tutti. E' necessaria una buona legge contro l'omofobia subito: nessuno ci può chiedere di attendere ancora!", conclude il leader di Arcigay.

Boycott St. Petersbourg

All’indomani dell’approvazione a San Pietroburgo di una grave legge che punisce qualunque manifestazione pubblica delle identità e dei temi delle persone lgbt, le associazioni lgbt italiane e singole personalità lanciano un appello a tutte le associazioni in Europa e nel mondo perché condividano e diffondano una campagna di boicottaggio del turismo a S.Pietroburgo, la città russa che, scegliendo di essere omofoba e transfobica, ha ucciso la bellezza della sua storia, della sua arte e della sua cultura. Ci rivolgiamo indistintamente a tutte e tutti perché sia forte e concreta la reazione di non scegliere più San Pietroburgo come meta turistica. Ci rivolgiamo alle città e ai comuni in tutto il mondo che siano gemellati a S.Pietroburgo (Milano, Amburgo, Le Havre, Los Angeles, Bordeaux, ReyKjaviK, Graz, Cracovia, Porto Alegre etc.) o che con essa intrattengano rapporti commerciali o culturali affinché li risolvano o li congelino fin quando non verrà ritirata una legge che oltraggia la civiltà e il diritto.
Hanno aderito le associazioni: Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Comitato Bologna Pride 2012, Consorzio Friendly Versilia, Coordinamento Torino Pride LGBT, Famiglie Arcobaleno, Gaynet, Gaystatale Milano, Libellula associazione transessuale, Linfa, Luiss Arcobaleno, Mario Mieli, Nuova proposta Roma, Polis aperta, QueerLab Roma, Rainbow Choir Roma, Rete genitori rainbow, Rete Lenford – avvocatura per i diritti lgbt. 


[Fonte: http://www.arcigay.it/34669/boycott-saint-petersburg-lomofobia-uccide-la-bellezza/]

Omofobia a san Pietroburgo - Flash mob internazionale


OMOFOBIA IN RUSSIA: 28 Febbraio 2012 - FLASHMOB A MILANO, DAVANTI CONSOLATO RUSSO, CONTRO NUOVA LEGGE CHE COLPISCE PERSONE LGBTI. IN CORSO MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE. 

Roma, 27 febbraio 2012 Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti: 

L'Associazione Radicale Certi Diritti e l'Associazione Radicale Enzo Tortora organizzano, domani martedì 28 febbraio, alle ore 17, un flashmob a Milano in Piazza Segesta (di fronte al Consolato di Russia) per chiedere al Governatore di San Pietroburgo di mettere il veto sulla legge omofoba che vuole limitare la libertà d’espressione nella regione e per dire agli italiani di non visitare più la città se la legge dovesse essere approvata. L’iniziativa è fatta in partnership con l'associazione AllOut.org, che ha lanciato un boicottaggio globale di San Pietroburgo. Hanno aderito anche l'Associazione AnnaViva e il Centro d'Iniziativa Gay - Arcigay Milano. Il 29 febbraio la città di San Pietroburgo potrebbe approvare in terza e ultima lettura una legge che renderebbe illegale scrivere un libro, pubblicare un articolo o parlare in pubblico di omosessualità. Questa legge è chiaramente volta a criminalizzare qualunque attività o informazione relativa alle persone LGBTI e alle relazioni tra persone dello stesso sesso, in patente violazione delle libertà di espressione e associazione nonché degli impegni presi dalla Russia ratificando la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Nonostante la condanna dell’UE (http://www.certidiritti.it/parlamento-europeo-approva-risoluzione-di-condanna-nei-confronti-della-russia-per-le-leggi-omofobe) e anche dell’Italia (http://www.certidiritti.it/ministro-degli-esteri-italiano-risponde-a-certi-diritti-e-senatore-perduca-su-gravi-fatti-omofobi-della-regione-di-san-pietroburgo-italia-impegnata-contro-omofobia) la legge sarà probabilmente approvata. La terza e ultima votazione sul provvedimento avverrà il 29 febbraio e aprirà una finestra di 10 giorni per il Governatore di San Pietroburgo Petrenko di porre il veto. Alla vigilia del voto finale i partecipanti all’iniziativa nonviolenta si uniranno a una crescente rete internazionale di flashmob davanti ad Ambasciate e Consolati russi coordinata dall’Associazine AllOut.org 

(manifestazioni si terranno a Parigi, New York, Buenos Aires, Rio, Berlino, Milano, Anversa e molte altre città in solidarietà con i gruppi di San Pietroburgo). 

Fino a quando sopporteremo tutto questo?

Giovanardi, Ciarrapico e poi Annunziata e via così... sembra che in Italia insultare le persone LGBT stia diventando uno sport più popolare del calcio.

Ciarrapico (Pdl): 'I gay? Che schifo'. Capezzone (Pdl): 'Sconcerto e avvilimento'

Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli”
Fonte Gaynews
Roma - Dopo Giovanardi, che ha detto che vedere due donne che si baciano per strada è come vedere qualcuno fare pipì in pubblico, ecco che arriva Giuseppe Ciarrapico, altro esponente del Popolo della Libertà, a gettare benzina sul fuoco: "Due gay che si baciano mi fanno schifo. Durante il fascismo venivano mandati a Carbonia, scavavano e stavano benissimo. Oggi non vale nemmeno la pena mandarceli”. Parole durissime, certamente da condannare. Parole che non fanno bene all'immagine del PdL, all'immagine di un partito serio, liberale e democratico.
Ancora Ciarrapico, intervistato su Radio24 alla Zanzara: "In questo paese i gay non si possono attaccare, ma io preferisco la farfallina di Belen. Questo è uno strano paese dove si salta quando si vede la farfallina sull’inguine di quella bellissima figliola e non si osa attaccare i gay. In Italia oggi ti devono piacere per forza i gay, ma a me piacciono le donne. Per fortuna vedo gli omosessuali una volta l’anno durante il gay pride, poi basta”.
Tantissime le reazioni che hanno scatenato le parole del senatore PdL. Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, in una nota esprime "sconcerto e avvilimento per battute omofobe che lasciano esterrefatti". Capezzone precisa: "Da liberale, difendo la libertà di parola e di opinione, innanzitutto rispetto a parole e opinioni lontane dalle mie. Ma davvero non capisco come, nell'anno 2012, ancora si possano proporre battute e sortite discriminatorie, offensive, lontane dal rispetto che va garantito ad ogni persona, indipendentemente dal suo orientamento e dalle sue preferenze sessuali". Sottoscriviamo in pieno.
Si fa sentire anche Mara Carfagna, PdL, ex ministro delle Pari opportunità: "Ciascun uomo o donna ha diritto ad esprimere la propria opinione", premette, ma allo stesso tempo invita tutti i suoi colleghi parlamentari, "compreso quei pochissimi che non riescono a risparmiarsi battute, ad imparare a rispettare gli omosessuali e a contenersi. Questo ci si aspetta da esponenti di un partito moderno come vuole essere il Pdl e ciò prevede, tra l'altro, la Costituzione italiana".
Quelle di Ciarrapico sono parole davvero pesanti nei confronti dei gay, che vanno solamente condannate. E' incredibile che siano arrivate da un rappresentante del Parlamento. Ma ormai, con l'andazzo che tira, non ci sorprende davvero più nulla.
Ricoridamo che Giuseppe Ciarrapico è stato rinviato a giudizio per truffa: avrebbe creato due cooperative editoriali per ricevere indebitamente contributi della presidenza del Consiglio dei ministri. Si parla di 30 milioni di euro. Alfano, quand'è che ti decidi a fare pulizia? Fonte: Italia chiama Italia
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Servizio Pubblico, Annunziata offende i gay, l'Olocausto e la libertà di espressione

Le parole di Lucia Annunziata a difesa di Celentano "anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio...." finiscono anche per essere un corner alle parole di Ciarrapico

Roma - (Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay) - Le parole di Lucia Annunziata a difesa di Celentano "anche se avesse detto che i gay vanno mandati nei campi di sterminio...." finiscono per essere un corner alle parole di Ciarrapico che proprio ieri, su Radio 24, ha dichiarato “Due gay che si baciano mi fanno schifo. Il fascismo li mandava a Carbonia, scavavano e stavano benissimo”.
L'Italia è un Paese incredibile: nei 150 anni dell'Unità d'Italia andiamo a scoprire che ciò che unisce personaggi di estrazione politica, culturale, umana e sociale praticamente agli antipodi, come Annunziata e Ciarrapico, è la più assoluta mancanza di sensibilità ed un cinismo capace di utilizzare i più estremi riferimenti per tradursi in omofobia.
Se Lucia Annunziata ha l'ambizione di rimarcare una sua differenza culturale e di linguaggio da un personaggio non nuovo ad affermazioni becere come Ciarrapico, trovi come rimediare. E non sarà semplice, soprattutto perché il riferimento all'Olocausto rivela ulteriore mancanza di rispetto nei confronti di chi l'Olocausto l'ha vissuto ed estrema leggerezza nel trattare una pagina spaventosa della storia umana.
La scorsa settimana l'Italia ha aderito al programma del Consiglio d'Europa contro le discriminazioni per diverso orientamento sessuale ed identità di genere, e il Ministro Fornero ha invocato "l'educazione come strumento di lotta all'omofobia ed alla transfobia ", ma evidentemente anche per Lucia Annunziata, come per Ciarrapico, e tanti altri l'Europa è un noioso problema, l'insulto è una facile opportunità e l'Olocausto è una pagina che è meglio dimenticare.

Roma - (Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli - Andrea Maccarrone – Direttivo) - Lucia Annunziata, ospite nella trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, dichiara: “difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio”. Dobbiamo informare la giornalista che gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti.
Purtroppo di fronte alle quotidiane dichiarazioni di tenore omofobo che vengono dai mezzi di informazione e da esponenti politici, religiosi e dello spettacolo, quello di Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l’ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia.

Invitare a mandare i gay, o chiunque altro, ai campi di sterminio, si colloca ovviamente ben al di là dell’ambito della libertà di espressione e l’esempio portato è persino offensivo per la memoria delle decine di migliaia di vittime omosessuali che nei campi di sterminio ci sono stati davvero e ci sono morti.
Il rispetto per tutte le vittime dell’odio nazista deve essere massimo, sempre, e riteniamo che mai e giustamente l’Annunziata avrebbe osato giocare sul paradosso utilizzando gli ebrei o i partigiani. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli giudica quelle parole inqualificabili e non degne di una professionista della comunicazione dell’esperienza di Lucia Annunziata.
Le scuse migliori, per onorare le vittime dell’ “omocausto” , sarebbero quelle di dedicare una puntata della sua trasmissione proprio a questo tema, così poco conosciuto e sul quale evidentemente si compiono ancora scivoloni inaccettabili

Arcigay Comunicato stampa su Annunziata

La Regione Veneto approva all’unanimità una mozione anti-omofobia

Il consiglio regionale (a guida leghista) compatto nel ribadire il no alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere
Giovedì 09 Febbraio 2012


Venezia - Il consiglio regionale del Veneto ha approvato, all'unanimità, una mozione (primo firmatario Pietrangelo Pettenò), che chiede l'impegno della Regione per la prevenzione e la lotta ad ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale e all’identità di genere. Il documento, presentato nel 2011 all'inizio della legislatura, dai consiglieri della Federazione della Sinistra e del Partito Democratico impegna la giunta veneta a sollecitare il Parlamento italiano ad approvare una normativa specifica che tuteli le cittadine ed i cittadini contro ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale e all’identità di genere. La mozione impegna, inoltre, la giunta veneta a far sì che la giornata mondiale contro l'omofobia abbia nel territorio regionale un'adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni e a dare vita ad iniziative destinate a sensibilizzare l'opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica.

I Fascisti perdono il pelo, ma non li vizio

"il problema attorno al libro esiste" dice Forza Nuova, ma noi riteniamo che in Italia esiste invece un problema di omofobia diffusa:

'Bruciare i libri? Una provocazione'.
Ma in Rete è bufera su Forza Nuova Nuovo tweet di Forza Nuova: «Il piccolo uovo. L'insano e morboso interesse degli omosessuali per i bimbi. Il cerchio si chiude!» Giovedì 02 Febbraio 2012

«Bruciare il libro di Altan? Solo una provocazione», replica così il militante che ha scatenato una bufera con un tweet sul racconto "Piccolo uovo", che ha per protagonista un pinguino che trova la sua famiglia ideale in una coppia di suoi simili omosessuali. Le sue parole sui "roghi in piazza" hanno sollevato le critiche di Pd e Arcigay. E anche su Twitter hanno generato un polverone. Il giorno dopo la pubblicazione di quel messaggio, il militante della sezione milanese di Forza Nuova spiega: «Ovviamente, non andremo in piazza a bruciare i libri». Ma le polemiche non si placano e oggi sul profilo forzanovista compare un nuovo post contro gli omosessuali: «Il piccolo uovo. L'insano e morboso interesse degli omosessuali per i bimbi. Il cerchio si chiude!». Insieme al commento viene pubblicata anche l'immagine di un manifesto di Forza Nuova contro la cultura gay. Passano pochi minuti e anche a questo secondo tweet segue una pioggia di critiche. La discussione sull'eventualità o meno di leggere negli asili di Milano la storia creata dal padre della Pimpa arriverà presto in Consiglio Comunale, intanto però online Forza Nuova continua a dire che "il problema attorno al libro esiste". E rispondendo a chi chiede spiegazioni in Rete difende a spada tratta la famiglia tradizionale. (di Alice Castagneri)


Fonte: La stampa - Gay News

Approvata a Como mozione anti-omofobia

Venerdi’ 19 febbraio 2012 , il consiglio comunale di Como, ha approvato all’ unaminita’ una ” mozione anti-omofobia”, presentata dalla consigliera comunale del PD, Silvia Magni. ComoGayLesbica, esprime grande soddisfazione per l’approvazione, e per il fatto che tale approvazione sia stata all’unanimità.
L'associazione LGBT Como Gay Lesbica ringrazia i consiglieri comunali che hanno saputo comprendere lo spirito della mozione e dare in modo unitario una prima risposta alle istanze della comunità LGBT Comasca .
Si tratta di una tappa importante, e dell’avvio di un lavoro di sensibilizzazione, analisi, e prevenzione della discriminazione contro lesbiche, gay, bisessuali e transessuali..

Fonte: Como Gay e Lesbica - www.comogaylesbica.it 

Gay Center e Arcigay Roma ricordano Alfredo Ormando


Arcigay Roma ha ricordato oggi in piazza Pio XII Alfredo Ormando, intellettuale e poeta siciliano che il 13 gennaio 1998 si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San Pietro per protestare contro l´omofobia vaticana.
"A quattordici anni dalla sua morte - ha ricordato il presidente di Arcigay Roma, Roberto Stocco - molte persone lesbiche gay e trans vengono perseguitate nel mondo a causa del loro orientamento sessuale o della propria identità di genere in nome di un credo religioso. Con questa giornata, che dedichiamo al dialogo tra religioni e omosessualità, vogliamo ribadire il nostro impegno costante perché nessuno sia perseguitato in nome della propria identità".
"Dal prossimo anno - ha detto ancora Roberto Stocco - innoveremo questa giornata di riflessione e commemorazione con iniziative in grado di promuovere il confronto con tutte le fedi religiose".

Fonte: www.gaycenter.it

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Vicenza: tenta il suicidio perché i genitori non accettano che sia gay

Vicenza: tenta il suicidio perché i genitori non accettano che sia gay

Un ventenne ha cercato di suicidarsi gettandosi dal cavalcavia della strada del Merlaro ad Altavilla in provincia di Vicenza a causa della reazione dei genitori alla dichiarazione di essere gay



Giovedì 05 Gennaio 2012
da Gay News

Come riporta ‘Il Giornale di Vicenza’, il ragazzo dopo avere fatto coming out coi genitori ed essersi visto respinto, si è stordito con l’alcol per trovare il coraggio di compiere un gesto disperato. Ha raggiunto, quindi, il cavalcavia della regionale 11 ad Altavilla cercando di gettarsi fra le automobili. Messosi sopra la balaustra di oltre sei metri il ragazzo era determinato a fare il salto. Si sono fermate molte persone che hanno cercato di convincerlo a desistere dal suo folle intendimento. E’ stato salvato da alcuni automobilisti di passaggio e da una pattuglia dei Carabinieri in borghese. Il giovane ha raccontato la sua vicenda e le cause del tentativo di suicidio. Qualche ora prima aveva confessato la sua omosessualità ai genitori che avevano reagito con un rifiuto. Il dramma si è consumato nel pomeriggio di ieri sotto gli occhi increduli degli automobilisti.

Primarie Repubblicane: Tornerà l'America dell' odio e della paura?

Rick Santorum, candidato catto-fondamentalista, omofobo e antiabortista di origini italiane, potrebbe diventare lo sfidante di Obama per la Casa Bianca?
Iowa: il cattolico conservatore Rick Santorum balza al secondo posto nei sondaggi


A 24 ore dal debutto delle primarie in Iowa l’ultima sorpresa ha il volto di Rick Santorum, l’ex senatore della Pennsylvania che accusa Obama di aver aumentato le diseguaglianze

Lunedì 02 Gennaio 2012 - Fonte: La stampa e Gaynews 

Finora il 53enne figlio dell’immigrante trentino Aldo Santorum e dell’italoirlandese Catherine Dughi era rimasto in ombra nei dibattiti senza superare il 10%, ma per il «The Register» di Des Moines, credibile nel tastare il polso locale, è diventato il punto di riferimento dei votanti più fedeli ai valori conservatori, attirando le simpatie in fuga da errori e gaffes commessi da New Gingrich, Michele Banchmann e Rick Perry. Da qui il 15% di preferenze che gli garantisce un solido terzo posto ma potrebbe valere di più, perché nelle ultime 48 ore è diventato il 21% - portandolo a parimerito con Ron Paul, alle spalle del 24% di Mitt Romney mentre ben il 41% degli aventi diritto si dicono ancora incerti.
Vestire i panni della sorpresa dell’ultima ora in una campagna disseminata di colpi di scena non preoccupa troppo Santorum: «Sono abituato a gareggiare nei rodei» ribatte con un linguaggio modellato sulle abitudini degli agricoltori dell’Iowa, che ha percorso più degli altri sfidanti arrivando a visitare tutte le 99 contee.
La sintonia con la base conservatrice viene dai temi legati a fede e famiglia: cattolico, avversario dell’aborto, dubbioso sulla contraccezione, contrario all’eutanasia come dimostrò nel caso di Terri Schiavo in Florida - e duro nella condanna degli «atti omosessuali», cui attribuisce i casi di pedofilia nella Chiesa, Santorum somma il sostegno di Bob Vander Plaats e Chuck Hurley, i leader cristiani dell’Iowa più ostili al diritto all’aborto e alle nozze gay, ed è protagonista anche di una storia personale che commuove l’America. Si tratta di Bella, l’ultima dei sette figli avuti dalla moglie Karen. Ha tre anni e mezzo e soffre di una rara malattia, la Trisomy 18, ma i genitori l’hanno comunque voluta far nascere e ora vive sempre in bilico. Il padre ha dovuto anche interrompere la campagna per essere presente a uno dei numerosi interventi chirurgici per salvarla.

Santorum parla di Bella come della ragione della candidatura perché vuole garantire a tutti gli esseri umani di essere trattati «con dignità dalla vita alla morte». Parole e valori che motivano il popolo dei credenti, cui promette di essere un presidente cattolico «ben diverso da John F. Kennedy», perché «sbagliò a separare le convinzioni personali dalla responsabilità pubblica» dicendosi ad esempio in privato contro l’aborto ma poi non facendo nulla per ostacolarlo. A molti in Iowa ricorda il profilo di Mike Huckabee, che prevalse fra i repubblicani a Des Moines nel 2008, ma in un’intervista alla «Nbc» lui rifiuta il paragone: «A differenza di Huckabee io posso vincere anche lontano da qui». Perché la fede è solo uno dei tasselli del profilo di Santorum, che per 12 anni è stato senatore della Pennsylvania - dove la maggioranza è democratica - dimostrandosi aperto a idee diverse dalle proprie: fra i più stretti consiglieri ha avuto una abortista così come ha lavorato con associazioni per i diritti dei gay.

Nato in Virginia, cresciuto in West Virginia, con radici politiche in Pennsylvania, Santorum si vanta di «venire dalla regione atlantica», assicura di trovarsi a proprio agio con gli indipendenti e punta a competere anche in New Hampshire, dove Romney si sente imbattibile. Per attrarre i «democratici che votarono per Reagan» Santorum gioca invece la carta della politica estera: guerra ai terroristi, linea dura contro i dittatori come Bashar Assad, sostegno ad Israele e «bombardare l’Iran se necessario» per impedire che arrivi all’atomica. Gli affondi contro Obama puntano a far convergere base conservatrice e democratici scontenti, facendo leva su due temi. Primo: «Obama non ha unito l’America come aveva promesso ma l’ha divisa, approfondendo le diseguaglianze». Secondo: «Obama minaccia l’Iran ma poi si dimostra una tigre di carta contro il nucleare, lasciando fare la guerra segreta agli israeliani mentre dovremmo condurla noi»
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org