Uomini etero si baciano contro l'omofobia su GQ Germania

Splendida campagna di GQ in Germania per dire no all’omofobia: uomini etero che si baciano tra di loro.

La rivista GQ, nella sua edizione tedesca, sta conducendo una campagna contro l’omofobia, e per questo motivo ha coinvolto tredici personaggi noti, tutti eterosessuali, e li ha convinti a baciarsi tra di loro. L’idea è quella di riuscire a sradicare l’intolleranza e la discriminazione e, se si tiene conto del target cui si rivolge la rivista GQ e i contenuti che solitamente pubblica, si tratta di una iniziativa interessante. Inoltre, è innegabile, che il bacio è uno dei simboli universali dell’amore tra due persone e se a baciarsi sono due uomini (o due donne) eterosessuali il messaggio che veicolano è senza dubbio forte e di impatto.

I vip che hanno aderito non sono molto noti al di fuori dei confini tedeschi, anche se tra loro ci sono alcuni attori noti, come gli attori August Diehl, Ken Duken e Kostja Ullmann e il cantante Herbert Grönemeyet.

Per la campagna sono state realizzate sei fotografie che verranno affisse in giro per le città, sia come cartelloni pubblicitari che sugli autobus. José Redondo-Vega, caporedattore di GQ, così ha commentato:

È sconvolgente l’intolleranza contro la quale gli omosessuali stanno ancora lottando. Con #Mundpropaganda vogliamo dare un segnale chiaro in favore di una società libera.

È sintomatico, a tal proposito, come molti eterosessuali contattati per la campagna, abbiano detto di no a GQ, evidenziando come il cammino sia ancora lungo da fare anche in Germania.

FONTE: www.queerblog.it / www.arcigayvicenza.it

Perle di Omofobia...Stefano Valdegamberi

Perle di Omofobia...Stefano Valdegamberi

Gay: Valdegamberi (Udc), basta contributi pubblici , si investa su famiglia
Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Futuro popolare) mette in discussione la scelta dell’amministrazione comunale di Verona di sostenere il convegno in programma sabato 9 novembre, nel Palazzo della Gran Guardia, sul tema “Contro natura? Lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, trans, intersex/dsd si interrogano sul loro posto nel creato”. “Assurdo che un comune contribuisca, concedendo in uso gratuito la sala, a iniziative di questo tipo quando poi dichiara di non avere soldi per aiutare le famiglie con figli in difficoltà”, dichiara Valdegamberi.

Contro Natura? Convegno in Gran Guardia a Verona

Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti – Bisessuali, pansessuali e queer, Arcilesbica Verona, Sportello Migranti LGBT Verona

Sabato 9 novembre 2013 ore 15-19 presso la Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia - Piazza Bra Verona

Vi invitano al Convegno:

“Contronatura?”. Lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, trans*, intersex/dsd si interrogano sul loro posto nel creato”

Dopo il convegno festa/cena al Pink di Verona "Naturalis Splendor" dalle 20.00 in poi.

Di Omofobia si Muore! Azione in Consiglio Comunale

DI OMOFOBIA SI MUORE!
AZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A VERONA.

Questa sera le associazioni GLBTQI veronesi, Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti - Bisessuali, pansessuali e queer, Arcilesbica Verona, Sportello Migranti LGBT Verona., hanno partecipato alla seduta del consiglio comunale di Verona esponendo uno striscione con la scritta
"DI OMOFOBIA SI MUORE!".

L'azione ha voluto innanzitutto richiamare l'attenzione sull'emergenza omofobia che ha fatto un'altra vittima a Roma: Simone, 21 anni, gay, è morto gettandosi da un palazzo perché non sopportava il peso di una società omofoba. Negli ultimi mesi, mentre il governo non riesce a varare una legge dignitosa che contrasti e prevenga le violenze omo/transfobiche, ben tre giovani omosessuali si sono tolti la vita.
Il consiglio comunale di Verona, che nel 1995 votò mozioni, mai abrogate, che negavano e negano i diritti delle persone con diverso orientamento sessuale, annovera tra le sue file consiglieri decisamente omofobi. Il 21 settembre u.s. alla Gran Guardia si è svolto, con il patrocinio di Comune e Provincia, un convegno di "esperti", difensori della "famiglia naturale", che hanno sostenuto tesi pseudo-scientifiche secondo le quali gli omosessuali sono persone da "curare".
Sono questi purtroppo i contenuti e i toni che permettono, e in qualche modo giustificano, l'avverarsi di azioni violente contro le persone omo/transessuali.
Per contrastare queste politiche che negano i diritti, anziché promuoverli, inficiando anche il ruolo sociale e simbolico delle istituzioni, le associazioni firmatarie organizzano il 9 novembre p.v. un convegno intitolato "Contronatura? Lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, trans*, intersex/dsd si interrogano sul loro posto nel creato". All'iniziativa, che si svolgerà al palazzo della Gran Guardia, interverranno docenti, educatori, attivisti del movimento glbtqi italiano.
Un evento che confidiamo avrà successo, nel tentativo di proiettare la città fuori dal medioevo culturale in cui attualmente annaspa.

31 ottobre 2013

Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti - Bisessuali, pansessuali e queer,ì Arcilesbica Verona, Sportello Migranti LGBT Verona.

Arcigay: Basta vittime!

Comunicato Stampa Arcigay
Bologna, 29 ottobre 2013 – “In Italia, in tema di omotransfobia, si contano molte più vittime che provvedimenti” : Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, interviene duramente sul caso di Simone, il 21enne romano che si è tolto la vita lasciando in una lettera il suo atto di accusa agli omofobi. “Tutti noi – dichiara Romani – abbiamo provato un dolore immenso nell’apprendere di quest’ennesimo fatto tragico, tutti abbiamo sentito montare dentro l’indignazione per quell’atto di accusa inequivocabile con cui Simone ha detto addio a tutto quello che aveva. Allora – esorta il presidente di Arcigay -ascoltiamo con umiltà la denuncia che il gesto disperato di un 21enne (e di altri giovani prima di lui) contiene. E mettiamo in campo una risposta, quantomeno una reazione. Fa bene la viceministro Guerra – prosegue il presidente di Arcigay – a richiamare le responsabilità di tutte e tutti rispetto a questo dramma.

Verona LGBT contro omofobia e fascismo


Se volevano una risposta, l'hanno avuta eccome! Eravamo in tanti il 21 settembre contro il Convegno della cattiveria, dell'oscurantismo e del fascismo. Gioia, amore, musica e colori contro odio e grigiume. Una Non-stop dalle 8 del mattino fino a sera inoltrata, in centinaia abbiamo presidiato e sfilato per dire NO all'OMO - TRANSFOBIA!

Guarda la Gallery suCitizenPost

Verona LGBT contro omofobia e fascismo
La città dell’amore come non l’avete mai vista. Le immagini di una splendida Verona LGBT durante il presidio e il corteo contro l’omofobia e il fascismo che, sabato 21 settembre, hanno visto sfilare per le strade della città veneta centinaia di persone, tra attivisti e cittadini comuni, di ogni orientamento sessuale.

Verona: Noi ci saremo! Contro l'omo-transfobia

Verona Sabato 21 settembre 2013 -
Piazza Bra, davanti al Palazzo della Gran Guardia - dalle ore 8.00 del mattino, ore 18.00 del pomeriggio.

Noi ci saremo! Presidio per i diritti gay-lesbici-bisex-trans-intersex e queer. 


Per contrastare l’omofobia dei Tosi-boys e contestare gli pseudo-scienziati che parteciperanno al convegno “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo”, in pratica un’accozzaglia malassortita di antievoluzionisti e integralisti cattolici, il tutto con patrocinio di Comune e Provincia, sala gratis e saluti del vescovo, del sindaco e del presidente della Provincia di Verona. Presidio creativo con fantastici giochi a premi all’insegna del famoso torneo Tocachi-acitocatoca Il presidio va avanti tutto il giorno, per chi arriva da fuori Verona e non volesse passare tutta la giornata in Piazza consigliamo di esserci dalle 15.00 in poi, dato che da quell'ora entrerà nel vivo, altrimenti noi saremo in Piazza dalle 8.00 del mattino.

Partecipate numerosi, l’iniziativa ha già raccolto moltissime adesioni a livello locale, regionale e nazionale Vieni con noi A sbeffeggiare I supereroi I super super super Tosi-boys E’ una produzione: Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk center Verona, Gruppo Lieviti - Bisessuali, pansessuali e queer, Arcilesbica Verona, Sportello Migranti LGBT Verona. 

CL interrompa la raccolta firme contro la legge anti omo-transfobia

OMOFOBIA, RACCOLTA FIRME AL MEETING. ROMANI (ARCIGAY): " CL COME PONZIO PILATO. CHE LA RACCOLTA FIRME SIA SOSPESA, ALTRIMENTI LA COMPLICITA' E' EVIDENTE"

Bologna, 22 agosto 2013 - "La precisazione diffusa ieri a tarda sera da Comunione e Liberazione e attraverso la quale si vorrebbe chiarire l'estraneità degli organizzatori del Meeting alla raccolta firme contro la legge anti-omotransfobia sembra scritta da Ponzio Pilato": Flavio Romani, presidente di Arcigay, ritiene del tutto insufficiente e torbida la presa di posizione di Cl riportata oggi dai mezzi di informazione. "Non basta lavarsene le mani - mette in chiaro Romani - se davvero quell'iniziativa non è in sintonia con le posizioni dell'organizzazione è nell'interesse del Meeting stesso che sia subito interrotta. Altrimenti il senso della nota diffusa ieri sera dai portavoce del Meeting è solo quello di distinguere i sicari dai mandanti.Distinzione puerile e subdola che non attenua, anzi semmai aggrava,il peso della responsabilità del Meeting. Su temi come la violenza non facciamo sconti - conclude Romani - sospendano la raccolta firme oppure se ne assumano in pieno la responsabilità",

Giornalisti e attori contro Putin

Continua in tutto il mondo la mobiltazione contro la tremenda legge liberticida che vieta la "propaganda gay". A poche ore di distanza, il giornalista americano James Kirchick, in diretta sulla tv russa (controllata dal Cremlino) in inglese, si infila le bretelle rainbow è attacca la politica omofoba di Putin.



mentre il bellissimo attore Wentworth Miller, famoso per la serie televisiva "Prison Break", fa coming out e rifiuta l'invito ad un festival di Cinema in Russia.

L'OMOFOBIA NON E' UN OPINIONE!

I cattolici si stanno stracciando le vesti, gridando al Liberticidio, facendo sit-in, raccogliendo firme, gridando parole forti come "vogliono far tacere le nostre coscienze", o "No alla legge liberticida" con cartelli che scimiottano quelli del movimento omofobo francese "Manif pour tout", pur di fermare o depotenziare la prevista Legge contro l'Omo-transfobia. Le stesse persone che gridano al liberticidio, sono poi le stesse che sui loro blog o siti inneggiano e plaudono alla legge Russa (quella si veramente liberticida e assassina) che vieta la "Propaganda gay". Non si può avere la libertà di discriminare, insultare, aggredire, permettere omicidi o indurre al suicidio (come ha fatto di recente un giovanissimo gay di 14 anni e riportato da tutti i giornali). Perciò ancora una volta ribadiamo: 
Cari cattolici... L'OMOFOBIA NON E' UN OPINIONE! FATEVENE UNA RAGIONE! 

Riportiamo sotto l'articolo di Tommaso Cerno sulla Repubblica-Espresso del 19 Agosto. 

Verona: Dal 1995 nulla è cambiato



Sul tentativo di revoca delle Mozioni Omofobe approvate nel 1995, a Verona nulla è cambiato


Comunicato Stampa:  Circolo pink GLBTE Verona - Arcigay Pianeta Urano Verona - Milk Lgbt Center Verona - Arcilesbica Verona 

 Il clima da medioevo sessista che 18 anni fa approvò le ormai troppo famose mozioni omofobe è ricomparso oggi in tutto il suo cinico splendore. Ieri, 18 luglio 2013, il centrosinistra veronese ha provato con una contro-mozione, che alleghiamo a firma di Mauro De Robertis (SEL) e Michele Bertucco (PD), a riparare a quanto fatto il 14 luglio 1995, quando venne approvata dall'allora giunta Sironi (Forza Italia) la mozione n. 336, altamente lesiva nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. 

Aggressione a Torino: Arcigay "Serve una legge subito"

Flavio Romani - Presidente Arcigay
Bologna, 13 luglio 2013 – “Omofobia e transfobia sono problemi diffusi, nessuna città può dirsene estranea”: dopo il pestaggio omofobo subito a Torino da 4 giovani gay all’uscita di un locale, Flavio Romani, presidente di Arcigay, replica al sindaco Piero Fassino. “Mi ha colpito la sorpresa con cui il primo cittadino ha commentato la grave aggressione di pochi giorni fa – prosegue Romani -. Torino, è vero, è un territorio pioniere di buone pratiche ma l’Italia è un Paese omofobo, che non riesce a legiferare sui diritti delle persone gay, lesbiche e trans e che ancora oggi non isola e sanziona le violenze che queste persone subiscono. E non perchè queste violenze si sostiene non esistano, semmai perché non si vuole ledere la possibilità del parlamentare o del porporato di turno di additarci ed insultarci. Torino, di quest’Italia, fa inevitabilmente parte. La novità, quindi, non è la violenza, o l’insulto, o il fatto che quattro omosessuali siano costretti ad allontanarsi da un chiosco. E’ nuova, semmai, la denuncia pubblica di quell’aggressione, il coraggio di chi, dopo aver preso pugni, calci e cinghiate, prende parola e chiede pubblicamente che qualcosa cambi. Non è il momento dello sbigottimento – incalza Romani – semmai è il momento di farsi carico di quella domanda di cambiamento e di pretendere, anche come amministratori locali, l’approvazione rapida di una legge che punisca tanto le aggressioni di gay, lesbiche e trans, quanto chi quel disprezzo lo legittima e lo incita, spesso sfruttando il proprio ruolo istituzionale. In Parlamento – conclude Romani - si sta discutendo una proposta di legge: è buona ma migliorabile . Quando entrambe le aule avranno votato a larga maggioranza un testo completo ed efficace, l’Italia, Torino compresa, potrà tirare un primo sospiro di sollievo”. -

Fonte: Arcigay

Legge contro l'Omofobia: approvato testo base

La commissione Giustizia ha approvato il testo base del progetto di legge contro l'omofobia e la transfobia. Il testo sarà esaminato dell'Aula il 22 luglio, mentre gli eventuali emendamenti potranno essere presentati fino a martedì prossimo.
Come preventivato, il provvedimento prevede l'estensione della legge Reale-Mancino (che attualmente punisce ogni atto di discriminazione basati sull'origine etnica, sulla nazionalità e sul credo religioso) anche all'orientamento sessuale e all'identità di di genere.
«Penso che il lavoro collegiale che ha visto protagonisti in Commissione tutti i gruppi parlamentari e l'altro relatore, Leone, sia stato un esempio di buona politica. Spero che il provvedimento arrivi in Aula e sia discusso con lo stesso spirito di condivisione e di ascolto», è stato l'augurio di Ivan Scalfarotto, uno dei due relatori della norma.
Nel 2009 un progetto simile era stato archiviato dopo che l'Udc pose una pregiudiziale di incostituzionalità contro il provvedimento (approvata con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti), mentre nel 2011 la norma proposta da Mara Carfagna non passò neppure il vaglio della Commissione. Nei giorni scorsi il giornale dei vescovi ha già preso posizione contro questo terzo tentativo (bollandola come una legge «inutile e pericolosa») e bisognerà vedere se questa volta il Parlamento avrà voglia di andare contro il volere delle gerarchie ecclesiastiche.

Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2013/07/primo-via-libera-alla-legge-contro.html

Onda Pride, il vento del cambiamento



Il vento del cambiamento dovrà per forza arrivare anche qui e spazzare via tutta la muffa conservatrice e puzzolente di questo paese. Le persone lgbt e tantissimi italiani hanno voglia di questo cambiamento e lo hanno dimostrato scendendo nelle piazze in migliaia, ovunque, in tutta Italia. Perciò, nonostante le censure di tg e stampa, al sordità di certa classe politica e le minacce vaticane...Coraggio, avanti tutta!
Arrendetevi, siete circondati! L'Onda Pride non si fermerà!

Dopo, Torino, Vicenza, Barletta, Roma, Palermo, l'onda Pride è continuata con piazze gremite fino all'inverosimile a Catania, Napoli, Bologna e Milano, dove un applauditissimo Sindaco Pisapia ha detto" "Da Milano tutti insieme sconfiggeremo chi cerca di bloccare la tutela dei diritti per gli omosessuali, anche a livello nazionale" e "Oggi Milano è ancora più bella".

Per noi il pride e la rivendicazione di diritti va avanti tutto l'anno, e nel 2014 un'altra ondata travolgerà l'Italia, anche a Verona.


Guarda il video di repubblica sul discorso di Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano al Pride MI

Grazie USA! DA OGGI SIAMO TUTTI PIU' LIBERI

"Quanto tutti gli americani vengano trattati come eguali, non importa chi sono o chi amino, allora tutti noi siamo piu' liberi". E' il commento del presidente Usa, Barack Obama, alla sentenza della Corte Suprema che ha definito incostituzionale la legge che definisce matrimonio solo l'unione tra un uomo e una donna, discriminando quindi i gay. "Quella legge era discriminatoria - ha detto Obama in un comunicato - trattava le coppie gay e lesbiche come cittadini diversi di serie b". "La sentenza rappresenta un vittoria - ha aggiunto il presidente Usa - per le coppie che a lungo hanno lottato per un trattamento paritario di legge, per i bambini i cui genitori ora sono riconosciuti come legittimi, per le famiglie che avranno da oggi in poi il rispetto e la protezione che meritano" Una giornata storica, a soli due giorni dalla ricorrenza del 44° anniversari della rivolta di Stonewall. Con 5 voti contro 4 la Corte Suprema USA ha spazzato via la Proposizione 8 reintegrando, così, le nozze gay in California, e spianato la via verso il matrimonio gay/lesbico in tutti gli USA. Aspettiamo l'effetto tsunami. L'Arcigay Pianeta Urano Verona e il Milk Verona lgbt Community Center si associano alle manifestazioni di giubilo e felicità di tutte le nostre comunità in tutto il mondo.

Palermo Pride, oltre centomila persone e Family Day Flop

Il colpo d'occhio sul grandioso Palermo Pride

Un successo oltre ogni aspettattiva, oltre centomila persone hanno manifestato con gioia nel coloratissimo corteo del Pride Nazionale di Palermo. Un successo che si somma alle migliaia di persone che nelle scorse settimane hanno già manifestato a Vicenza, Barletta, Roma, e prossimamente lo faranno a Catania, Milano e Bologna. Un grande periodo di mobilitazione in Italia per il riconoscimento dei giusti diritti. Flop sonoro di tutte le manifestazioni anti-pride, dai quattro gatti relegati ad uno svincolo autostradale a Vicenza, al cosidetto "Family Day" che ha registrato numeri ridicoli di partecipazione a Palermo. Postato da Zeno Menegazzi



Il flop del "Family Day"


"...Ad aprire il corteo le madrine della manifestazione: in prima fila Maria Grazia Cucinotta, Eva Riccobono e Vladimir Luxuria. “Questo governo deve attivarsi e approvare una legge contro l’omofobia“, ha punzecchiato la Cucinotta. Più avanti sfilavano accanto le cariche istituzionali: il sindaco Leoluca Orlando e il governatore Rosario Crocetta. “Questa città è un grande mosaico di tessere: Il nostro motto è to be different, to be equal“, ha esclamato soddisfatto il primo cittadino, dopo aver dato uno sguardo ai dati diffusi dalla Federalberghi: durante la settimana del Pride a Palermo, hotel e bed and breakfast hanno fatto registrare il tutto esaurito. “Dati che dimostrano come cultura e diritti facciano bene all’economia: a Palermo è Pride tutto l’anno”, ha continuato Orlando.



Tra i carri si muoveva anche Nichi Vendola, fermato continuamente da fotografi e supporter. Tra questi anche Paolo Mannina, il docente palermitano espulso dall’Eritrea a causa della sua omosessualità. “Nichi, mi hanno espulso dall’Eritrea perché avevo un compagno e dal Ministero degli Esteri non è arrivata mai una parola nonostante lavorassi lì anche per loro”, ha esclamato stringendo la mano al presidente della Puglia. “Io ho 55 anni e sto invecchiando in un Paese di cui mi vergogno. Noi siamo qui per dire la verità e chiedere a questo Stato di riconoscere ciò che già esiste in natura”, ha risposto il leader di Sel. Quindi un commento al Family Day in corso nello stesso momento sempre a Palermo. “Non dovrebbe essere un momento di discriminazione ma dovrebbe integrarsi al Pride seguendo un filo conduttore comune: quello dell’amore”. I numeri delle due manifestazioni (deserto o quasi il Family Day) dimostrano che i palermitani non sono per nulla discriminatori. Figuccia permettendo."



Dal Fatto Quotidiano




Da quella notte non torneremo indietro!

Milk Verona al Vicenza Pride
Non sappiamo qual'è il confine tra leggenda e verità, ma nella notte tra il 28 e il 29 Giugno 1969 nacque una nuova era. Per la prima volta nella storia umana, molte persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender , dissero basta! Basta alla clandestinità, ai soprusi alle violenze, agli omicidi e ai suicidi. In quella notte si rivoltarono all'ennesima retata di polizia al bar Stonewall di Christopher Street a New York e da allora non furono più li stessi. Oggi, a distanza di 44 anni dalla rivolta di Stonewall, in tantissimi paesi sono stati fatti passi da giganti verso il pieno riconoscimento delle persone LGBT, delle loro famiglie e delle loro comunità, con leggi sulle Unioni Civili o il Matrimonio Egualitario, approvato anche di recente in Francia.
Anche in Italia oggi la società è cambiata molto nell'atteggiamento verso le persone LGBT, ma molto resta da fare, da noi mancano ancora tutti i diritti, ma non ci fermeremo. Di questo cambiamento che riguarda una parte del mondo, purtroppo ne restano fuori tanti paesi, che anzi regrediscono a forme di repressione e fascismo, quasi come messaggio politico verso chi invece progredisce. Come il caso della Russia di Putin, passata in un ventennio dal totalitarismo sovietico ad una finta democrazia occidentale. In Russia, nonostante anche autorevoli appelli della comunità internazionale, continua la repressione verso le persone lgbt con leggi omofobe , sostenute sia da maggioranza che da opposizione, con violenza in aumento. E di questo chi dobbiamo ringraziare? Le chiese e i movimenti fondamentalisti soprattutto ci mettono sempre il loro diabolico zampino; In Russia è stata la chiesa ortodossa ufficiale a chiedere l'introduzione di leggi antigay, mentre da noi, seppur indebolita da scandali interni che l'hanno messa in crisi, la chiesa cattolica continua incessantemente con la sua tradizionale politica di intolleranza. Le ultime richieste da parte di Papa Francesco ai parlamentari francesi lo dicono chiaramente. Non ci spaventeremo di fronte a nessun tipo di intimidazione, di manifestazione di intolleranza, di minaccia. Ne va della nostra felicità, della nostra libertà, della nostra dignità! Avanti tutta! In Pride We Trust!

di Zeno Menegazzi

Vicenza Pride

Il Gran giorno è arrivato!
SABATO 15 GIUGNO 2013 - ORE 16:30 CAMPO MARZO -VICENZA
Il “Vicenza Pride 2013” culminerà nella parata “VENETO LGBTQIE PRIDE 2013” che si svolgerà tra le vie del centro storico di Vicenza il giorno SABATO 15 GIUGNO.



Il “Veneto LGBTQIE Pride 2013” sarà una manifestazione aperta a tutt*, veneti e non, lgbt e non: chiunque voglia manifestare con gioia la propria unicità e la ricchezza che deriva dall’unione di tutte le nostre differenze.

NON MANCATE!
Per i veronesi che vogliono aggregarsi a noi ore 14.00 - Stazione di Porta Nuova Verona

Addio Clèment, Il loro odio non ci fermerà!

Manifestazione in ricordo di Clèment Mèric
La morte di Clément Méric, giovane militante della sinistra e dei diritti lgbt, aggredito e ucciso da un gruppo di neofascisti, sta squotendo la Francia e l'Europa intera. Un'ondata di omofobia di ritorno generata da mesi di manifestazioni conto il "Matrimonio per tutti"? E questo quello che si chiedono in molti. Il fatto è che in Francia come in molte parti d'Europa la crisi economica e sociale si sta scaricando sui classici capri espiatori di sempre, come le persone LGBT, gli immigrati, gli zingari, le sinistre; quest'ultime colpevoli di voler distruggere la società europea e la Famiglia tradizionale, quella che per alcuni e solo tra uomo e donna. Il fronte anti matrimonio gay, sconfitto dal voto definitivo della Camera., non si rassegna al giusto avanzare della civiltà verso la parità di diritti per tutti i cittadini, per questo continua ad alimentare un clima d'odio non più sopportabile. Il 21 Maggio scorso, lo scrittore di estrema destra Dominique Venner, si suicidò in modo plateale dentro la Cattedrale di Notre Dame di Parigi, motivando il gesto come protesta verso il degrado della socità francese ed europea, islamizzata e omosessualizzata. Venner è diventato così, il simbolo, il martire di tutti i gruppi neofascisti e di estrema destra europei, che anche in Italia dedicano a lui, striscioni e frasi di ricordo, messe provocatoriamente spesso in prossimità di scuole, circoli o altri luoghi frequentati dalla comunità lgbt. 
Da quando in Francia è cominciato il dibattito pubblico e la lotta sociale fra una concezione che vuole una società inclusiva ed aperta e una che vuole cittadini discriminati e senza diritti, gli episodi di intolleranza anche violenti si sono moltiplicati.
Persone e coppie gay aggredite a Parigi, bar frequentati da gay presi d'assalto a Lille e tanti altri numerosi casi, avvenuti per emulazione nel resto d'Europa.
Giugno è vissuto in tutto il mondo come il mese nel quale la comunità Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender festaggia il "Pride", L'Orgoglio, quell'orgoglio cominciato nella notte tra il 28 e il 29 giugno 1969, quando gli avventori del bar "Stonewall" si ribellarono all'ennesimo sopruso di polizia.
Da allora la comunità non vuole più nascondersi e va avanti come una locomotiva verso il pieno riconoscimento della dignità e dei diritti. Non saranno di certo quattro fascisti, seppur violenti a fermare la storia. Come dice un ironico e simpatico slogan coniato da alcuni movimenti lgbt:
"Se la paura ti arma, la frocia ti disarma"

Zeno Menegazzi

Una conferenza Catto-Omofobica annullata.

Ecco il testo del volantino che, come associazioni, gruppi LGBT e non solo, avremmo distribuito alla popolazione di Monteforte d'Alpone in caso si fosse tenuta la vergognosa conferenza Catto-omofobica il 16 Maggio (il giorno prima della Giornata Mondiale contro l'omo/transfobia) e annullata per "Emergenza Alluvione" da parte del parroco. C'è chi pensa e dice che alla fine un aiuto è arrivato proprio dal "Cielo", ma noi, persone più "terrene" e concrete, vogliamo credere che un evento naturale ha tolto le castagne dal fuoco, per l'organizzazione di un'iniziativa politica offensiva, piena di bugie e falsità. Cogliamo l'occasione di esprimere la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni di Monteforte e della Valdalpone per le continue alluvioni che periodicamente le colpiscono.
Per la giornata contro l’omofobia (17 maggio)

una conferenza catto-omofobica. 

Questa sera Giovedì 16 maggio alle 20.45 presso la parrocchia di Monteforte d’Alpone, nell’ambito della cosiddetta “Missione al popolo 2013” che si svolge in occasione dell’Anno della fede della chiesa cattolica, è prevista una conferenza con Luca di Tolve e LOT, la sua associazione, dal titolo “Una conversione che va oltre l’omosessualità”. Luca di Tolve, assurto agli onori delle cronache grazie alla canzone di Povia “Luca era gay”, si è convertito dopo una visita a Medjugorjie e fin qui … pur ritenendo che le religioni siano l’oppio dei popoli, sono fatti suoi. Peccato che la conversione l’abbia indotto a scrivere un libro, fondare un’associazione e girare per l’Italia portando il nuovo Verbo: non sono più gay, l’omosessualità si può curare, adesso sono normale, mi sono pure sposato (con una donna, la signora Teresa, anche lei di LOT). Se non bastassero le dichiarazioni sulla possibilità di “curare” l’omosessualità – che da anni non è più considerata una “malattia” né fisica, né genetica, né psichica – il buon Luca si allarga anche a descrivere il mondo glbt come una fucina di vizi, sesso facile, droga, alcol eccetera. Una vera manna per gli integralisti cattolici e camerati vari – non a caso alcuni link postati sul sito dell’associazione LOT rimandano a gruppi integralisti legati a doppio filo con l’estrema destra, con il mondo del negazionismo e dei nostalgici dei tempi pre-rivoluzione (francese). Il parroco di Monteforte, don Alessandro Bonetti, sostiene in una recente risposta via mail ad una lettera di un’associazione glbt che chiedeva informazioni sulla conferenza, che non sarà “una serata di discussione sulla tematica dell’omosessualità, ma l’ascolto di una personale testimonianza di conversione alla fede che ha segnato per lui un radicale cambiamento di vita”. Sarà ma gli scriventi ritengono invece che il messaggio diffuso da Luca di Tolve sia lesivo non solo dei diritti delle persone glbt ma della dignità stessa degli esseri umani e del bagaglio di conoscenze che hanno permesso, in molti Paesi, di equiparare diversi modelli di famiglia e di convivenza. Oltre che un insulto alle persone glbt, un insulto a tutte le persone civili e un invito all’omofobia. Sensazione del resto confermata dal programma delle varie conferenze organizzate dalla parrocchia, che prevedono interventi di personaggi ecclesiali e non, tutti legati alla destra conservatrice che fa capo a Radio Maria, Medjugjorjie e similari. Di seguito alcuni stralci di intervista a Luca di Tolve (dal web): “Ero un egocentrico, palestrato, schiavo dei locali notturni, ossessionato dai soldi, convinto di provare attrazione unicamente per i maschi e finito nel vortice del sesso compulsivo” . Autorevoli psicologi del calibro di Joseph Nicolosi e G. Van den Aardweg hanno chiarito che l’omosessuale prova attrazione per una persona dello stesso sesso perché cerca quello che vorrebbe essere, quello che non ha, in quanto è irretito nel tunnel di una personalità incompiuta. Il sentimento che prova è narcisistico ed egoistico. Egli cerca il partner ideale, ma dopo i primi momenti di intensa attrazione fisica, dopo la consumazione non gli resta che il nulla, una sconfinata sensazione di vuoto, perché anche quella persona che ha trovato non ha una identità correttamente definita. Questo spiega anche l’origine dell’elevato tasso di infedeltà e precarietà nei rapporti omosessuali. Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale. Fanno sorridere le rivendicazioni di coloro che chiedono il matrimonio omosessuale: non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay, perché quel che cercano è di per sé effimero … Se si vuole davvero aiutare gli omosessuali, è necessario riconoscere che in quella condizione essi vivono male, soffrono terribilmente. Anche quando sia apparentemente accettata con serenità, l’omosessualità non sarà mai compatibile con le esigenze più intime della persona e, proprio per questo, essa è un comportamento irragionevole: non porta alla felicità. La verità è che dall’omosessualità è possibile liberarsi. Certo, il primo passo di questo non facile cammino è riconoscersi bisognosi di aiuto, ed infrangere il luogo comune imposto dai media secondo cui, al contrario, bisognerebbe arrendersi al fatto che omosessuali si nasce. Nulla di più falso: il cambiamento è possibile”.

Circolo Pink gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, eterosessuali Verona - Arcigay Pianeta Urano Verona - AGEDO - Veneto - Collettivo Azione Antifascista Verona - Laurella Arietti del Coordinamento Nazionale Sylvia Rivera - UAAR Verona - D.E.L.O.S. - Gruppo GLBTEQ Vicenza - MILK Verona Lgbt Community

E' Partita la nuova Campagna Nazionale di Arcigay contro l'Omofobia

Comunicato stampa. Arcigay: Al via campagna nazionale contro l’omo-transfobia, decine di iniziative in tutta Italia. L’omofobia uccide, questo diremo a Pietro Grasso e al Parlamento.

Il 17 maggio si celebra in decine di Paesi la Giornata internazionale contro l’omo-transfobia, un crimine contro l’umanità che uccide le persone gay, lesbiche e trans.

Secondo il dossier sull’omo-transfobia in Italia che ogni anno Arcigay diffonde per l’occasione (in allegato) nel 2012 sono stati sette gli omicidi di omosessuali e trans, a cui si aggiungono tre vittime nel 2013. Una stima del numero di “omocidi”, ricostruita solo sulla base di fonti a stampa, attesta a oltre 150, le vittime negli ultimi quarant’anni. Quel numero sottostima il sangue versato da persone omosessuali e trans, l’omofobia e la transfobia allignano infatti nell’invisibilità e si mimetizzano nella paura delle vittime di denunciare.

L’olocausto silenzioso di omosessuali e trans oltre che di morte è sangue, pestaggi, aggressioni, dileggi, insulti, bullismo ed esclusione. Nel 2012 sono stati oltre trenta i casi di omofobia che hanno assunto rilevanza pubblica tra violenze, estorsioni, rapine, bullismo, atti vandalici e altro a fronte degli oltre 50 del 2011.

“Questi numeri non rappresentano alcuna flessione ma fotografano solo l’interesse dei media al fenomeno, che evidentemente è diminuito. Sette omicidi solo nel 2012, a fronte dei due nel 2011 sono un’enormità. Restano incalcolabili le violenze non denunciate, così come non si contano più le dichiarazioni pubbliche omofobe da parte di esponenti politici e religiosi. L’omofobia non dà tregua a gay, lesbiche e trans italiane e non aiuta a comprendere la vastità del fenomeno l’assenza di un osservatorio pubblico”, spiega Flavio Romani, presidente di Arcigay.

“Il rifiuto di agire dei Governi e dei Parlamenti che si sono succeduti, tutti incapaci di approvare una legge di contrasto all’omo-tranfobia, rende i nostri politici complici della violenza e della discriminazione che colpisce gay, lesbiche e trans”, continua Romani.

“Non solo decine di politici, che siedono persino al Governo, si esprimono a favore dell’esclusione degli omosessuali da istituti giuridici come nel matrimonio civile senza nemmeno rendersi contro che escludere una minoranza dal Diritto è omofobia. Peggio le forze politiche di ogni colore non sono andate più in là delle chiacchiere sul tema e lo scorso Parlamento ha affossato, due volte, una timida proposta di legge di contrasto all’omo-transfobia. Pretendiamo che il codice penale intervenga contro l’odio che arma la violenza contro le persone omosessuali e trans. Di quanti morti ha ancora bisogno questa classe politica priva di coscienza per darsi una mossa?”, aggiunge il presidente di Arcigay.

Arcigay, per questo 17 maggio, ha organizzato sul territori nazionale una campagna di sensibilizzazione che sarà diffusa attraverso decine di migliaia di manifesti, cartoline, locandine, adesivi e magliette con quattro slogan stampati a caratteri cubitali bianchi e neri su sfondo rosso: "Alcune persone sono gay/lesbiche/bisex/trans Fattene una ragione!". La campagna è nata, grazie al lavoro di Bruno Moroni affiancato da molti volontari, e alla collaborazione con l'associazione inglese Stonewall dalla quale è stato ripreso lo slogan "Some people are gay. Get over it!", e sarà supportata online dal sito www.NoOmofobia.it.

Lo slogan si rivolge direttamente agli omofobi e a coloro che ipocritamente sostengono di essere vicino alle persone gay, lesbiche e trans e poi le ostacolano nel raggiungimento dei Diritti e della piena parità. E' un slogan volutamente ruvido che invita gli italiani a prendere atto della banalità della realtà e che li incoraggia a confrontarsi e approfondire l’esclusione, il pregiudizio e l’indifferenza.

"E’ un messaggio semplice e diretto che contiene un prezioso invito al rispetto di tutti e tutte. E’ una richiesta inequivocabile che rivolgiamo a chi non vuole un confronto con questo tema. Gli italiani devono prendere semplicemente atto che l’amico, il parente, il vicino può anche essere gay, o lesbica o trans, che hanno la setssa dignità e devono avere gli stessi diritti. E che tutto questo giova alla società intera ed è una conquista di civiltà”, approfondisce Flavio Romani, presidente di Arcigay.

Arcigay, nelle sue articolazioni locali, è poi impegnata in decine di eventi (link) sul territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica. Si terranno conferenze, dibattiti, flash mob, biciclettate e persino una piccola maratona. In particolare a Ravenna Arcigay incontrerà ufficialmente UNAR, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, per la presentazione della Campagna Nazionale Arcigay contro l'Omotransfobia e un dibattito sul "Contrasto Attivo al Bullismo e alle Discriminazioni: l'esperienza nelle Scuole. Proposte per il futuro" alle ore 17.

Arcigay incontrerà il 17 maggio il presidente del Senato Pietro Grasso.

“Sarà l’occasione – spiega Flavio Romani – per chiedere finalmente che l’estensione della Legge Mancino ai reati di omo-tranfobia sia finalmente calendarizzata. I parlamentari si prendano la responsabilità di votare a favore o contro la violenza a gay, lesbiche e trans. Vogliamo che questo 17 maggio sia l’ultimo senza una legge”.

Sabato 18 maggio 2013 prima biciclettata contro l'omofobia a Verona

Biciclettata contro l'omofobia a Verona: partenza dal Milk Center, ritorno al Milk Center!

Sabato 18 maggio 2013 a partire dalle 16, Arcigay Pianeta Urano Verona organizza per il primo anno una biciclettata per le vie di Verona per celebrare la Giornata mondiale contro l'omofobia del 17 maggio. Una manifestazione non violenta con un mezzo di trasporto non violento per eccellenza per dire no all'intolleranza omofobica che, complice la crisi, si sta espandendo in molte aree d'Europa: dalle minacce di Alba Dorata contro la comunità lgbt in Grecia, ai rigurgiti nazionalisti dell'(ormai) regime di Orbán in Ungheria, fino alle leggi contro la "propaganda gay" in Russia e Ucraina, senza dimenticare il clima sempre più teso che si respira nella nostra città, con le tristemente note aggressioni di questi ultimi mesi.
Ecco alcune delle tappe più importanti che raggiungeremo insieme:

- Porta Vescovo;
- Veronetta;
- Borgo Trento (Ospedale);
- Parco delle Mura;
- Porta Palio;
- Circonvallazione Oriani;
- ritorno a Porta Vescovo, e da lì al Milk Center (S. Michele)

Ci troviamo quindi per la partenza nei pressi del Milk LGBT Community Center (Via Nichesola 9, S. Michele Extra) alle ore 16.

Saranno benvenute le adesioni di gruppi, associazioni e collettivi e di chiunque condivida la nostra battaglia all'indirizzo daniele@arcigayverona.org. Non mancate!

Boicotta Capleton! Boicotta la musica sessista e omofoba!

Dal 19 aprile 2013 a Roma, all’Atlantico Live, torna Capleton, uno degli artisti di punta del
panorama reggae mondiale, capace di distinguersi e primeggiare per il suo messaggio di odio verso
gay e lesbiche. Fonte: Circolo Pink

Solo per fare qualche esempio, Capleton canta versi come «sodomiti e gay, io gli sparo… whoa»,
oppure «brucia il gay, fai vedere il sangue al gay», e ancora, «yow, legateli e impiccateli vivi /
di tutti i gay che girano qua intorno / la madre terra dice che nessuno può sopravvivere».

Nuova uscita omofoba della Lega Nord: Arcigay risponde!

Arcigay: Lega Nord partito omofobo, il matrimonio gay genera crescita

Giacomo Stucchi, vicesegretario federale della Lega Nord al termine delle consultazioni con il Capo dello Stato si è affrettato a corteggiare il Partito Democratico perché a suo dire i programmi delle due forze politiche sono “per certi aspetti sovrapponibili” ad eccezione dei “diritti civili e le unioni gay” che “non rappresentano una urgenza, concentriamoci su cose che uniscano. E pensiamo a risolvere la crisi”.
Ricordiamo a Stucchi e alla Lega Nord che i diritti sono sinonimo di crescita e che non esiste crescita senza diritti.
Invitiamo quindi il risicato gruppo leghista sopravvissuto in Parlamento a prenotare, con le stesse risorse che noi cittadini versiamo anche nelle loro tasche, una vacanza al di fuori del profondo nord, magari in Francia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti o Argentina, così si accorgeranno che, nel ventennio in cui i leghisti hanno governato questo paese lasciandolo nel medioevo civile oltre che nel baratro economico, gran parte del mondo occidentale si è nel frattempo ampiamente evoluto e preferisce al cielodurismo omofobo che esclude omosessuali, lesbiche e trans, una più sana democrazia dei diritti e delle libertà.
Da questo punto di vista, un governo di inciucio che sacrificasse i diritti gay per larghe e improbabili intese nascerebbe già defunto.

Flavio Romani, presidente Arcigay

Lobby gay in Vaticano? Non ci siamo!

Flavio Romani, presidente Nazionale Arcigay e Rita de Santis, Presidente Nazionale AGEDO (Associazione Genitori di omosessuali), scrivono a "Repubblica" a proposito della notizia della "Lobby gay" in Vaticano.

Gentile direttore,
da due giorni il vostro quotidiano sostiene che una presunta “lobby gay” abbia costretto alle dimissioni il Santo Padre e stia attivamente conducendo i giochi del conclave orientando il voto dei cardinali.
Il vostro titolo di spalla di oggi 22 febbraio in prima pagina "Lobby gay nella Curia, il Vaticano sotto shock" ci rimanda a due pagine interne con articoli di Ansaldo e Zampaglione (oltre a un fondo di Tarquini) che parlano esclusivamente di episodi relativi alla pedofilia nel clero, vicende che parlano di bambini abusati, di vescovi insabbiatori, di cardinali reticenti davanti ai tribunali.
Vogliamo sperare che la distinzione tra omosessualità e pedofilia sia per voi assolutamente chiara: gli amori e gli affetti gay non c'entrano nulla con l'abuso sessuale sui minori, fenomeno intollerabile che ha tra l'altro pesanti risvolti penali oltre che psichiatrici. Abbiamo trovato incredibilmente offensivo l'accostamento di oggi fra titolazione in prima pagina e articoli interni, accostamento che genera confusione e che danneggia violentemente le persone gay, come se in questo paese ce ne fosse bisogno.
Il giochino di creare ad arte confusione fra omosessualità e pedofilia era molto in voga nel clero fino a pochi anni fa, da quando il ciclone degli scandali pedofili si è abbattuto sulla chiesa hanno però smesso. Non hanno smesso però certi politici abituati a pescare nel torbido e certi giornalacci che non vale neanche la pena di nominare.

Non ci aspettavamo niente del genere da Repubblica.
Vogliamo sperare che troverà il modo per correggere e rimediare.

Cordiali saluti,

Flavio Romani, presidente Arcigay
Rita de Santis, presidente Agedo

De Giorgi vittima della campagna denigratoria di Libero

De Giorgi fa un passo indietro: “Rinuncio alla candidatura”

Il direttore di Gay.it fa un passo indietro rispetto alla sua candidatura al Senato nella Lista Monti e denuncia il tono dei giornali di centrodestra: “Contro di me una campagna sessuofobica”.

Vengo con questa mia a comunicare la decisione sofferta di voler rinunciare alla candidatura al Senato della Repubblica nella lista unitaria “Con Monti per l’Italia” in Toscana. Una decisione, questa, presa non senza molte difficoltà di coscienza, vista la denigratoria campagna mediatica portata avanti in questi giorni ai miei danni soprattutto da Libero e da altri giornali ed emittenti. Una campagna che ha voluto denunciare, spacciandoli per reati, attività assolutamente lecite svolte dalle società di cui ero prima amministratore avendo dato le dimissioni proprio a causa del mio impegno in campagna elettorale ed adesso socio al 20,4%: attività di cui non mi vergogno minimamente, tant’è che non ho avuto problemi e/o imbarazzi a parlarne e a “giustificare” quelle che per un imprenditore quale sono altro non sono che fonti di reddito per sé ed i suoi soci.
La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org