Arcigay su raid contro Mario Mieli

Circolo Mieli: Arcigay, intervenire subito contro omofobia

17 Aprile 2008, 22:02
ROMA - "Il nuovo governo deve farsi carico di sanare le lacune legislative che non puniscono i reati di odio e di omofobia al pari dei reati contro la razza e la religione. Per queste persone occorre il pugno di ferro". Lo dice Arcigay dopo il raid omofobo del pomeriggio al circolo Mario Mieli di Roma. ''Il gravissimo atto subito dallo storico circolo romano per opera di squadracce fasciste di giovani imbecilli omofobi - sottolinea Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay - non è che la punta di una iceberg di un pesante clima d'odio giunto a livelli non più sopportabili qui in Italia". (Agr)

MOGGI: IL CALCIO NON E' UN MONDO PER GAY

Luciano Moggi non usa giri di parole per far sapere la sua opinione sulla presenza di omosessuali nel mondo del calcio: "Non ci sono gay, non so se i giocatori sono contrari ad averli in squadra - ha detto - io certamente sì". "Nel calcio non ce ne sono - ha insistito l'ex dirigente della Juventus né tra i calciatori, né tra i dirigenti. Non è razzismo, è un fatto di ambiente. Il calcio è un ambiente particolare, si sta nudi negli spogliatoi...".

Franco Grillini ad Affari:
"Le parole di Moggi? Stupidaggini allo stato puro. Si ricordi di... Marisa"

Lunedí 21.04.2008 18:30

"Luciano Moggi ha gli occhi foderati di prosciutto. Dovrebbe conoscere bene la questione e non fare ipocrisie. C'è stata una squadra che aveva un capitano che si chiamava... 'Marisa'. E all'epoca aveva sette giocatori su undici omosessuali. Francamente è meglio che eviti di essere ridicolo". Parola di Franco Grillini in un'intervista ad Affari.
Franco Grillini
Perché avrebbe fatto queste dichiarazioni? "Perché ha vinto il centrodestra. Oggi sparare sugli omosessuali è una sorta di passe partout per accreditarsi in certi ambienti della Destra clericale: Moggi è uno che ha bisogno di rientrare in gioco. Ripeto, sembra quasi che sia una specie di passe partout fare dichiarazioni cretine di questo tipo. Stupidaggini allo stato puro. Gli omosessuali sono dappertutto e fanno qualsiasi cosa".

Ma secondo lei quanti giocatori ci sono in serie A?
"Ce ne sono almeno una decina. Tra l'altro sono cose che gli addetti ai lavori conoscono benissimo. Le dico di più...".

Prego...
"Sto discutendo con Rizzoli per l'uscita del mio libro 'Ecce homo' che uscirà il 4 giugno. Stavo guardano le foto da pubblicare come commento all'interno del libro e rivedevo la foto di un mio amante che è stato anche giocatore di serie A. Avevamo una specie di triangolo nel quale lui mi raccontava tutti i dettagli. E lo stesso giocatore scherzava sul fatto che avevamo questo triangolo. Ma non è solo il calcio...".
In che senso?"Guardi che nella campagna elettorale di Roma, ho parlato con Miranda".

Chi?
"Di notte davanti al locale Coming Out di Roma, nella gay street romana arriva tutta bella travestita a puntino. Di giorno fa il capocantiere. E sto parlando di megalavori dove si gestisce 2-300 operai".

Torniamo a Moggi...
"Ridicolo. Non mi spreco neanche a dire che sono dichiarazioni omofobe".

Ma in che squadre giocano questa decina di calciatori gay di serie A?
"E va beh, adesso le dicono nome, cognome, quante sc.... hanno fatto. Nomi non se ne fanno, sono cavoli loro".

D'accordo. Ci dia un aiutino. Sono nelle grandi squadre?"
No, sono spalmati dappertutto".

QUESTI SQUADRISTI SI SENTONO PROTETTI

I commenti dei militanti del Mario Mieli all´indomani del raid
sabato 19 aprile 2008
da
La Repubblica - Roma


di RORY CAPPELLI «Siamo preoccupati, sì. Tantissimo. Perché nessuno aveva mai osato tanto. Entrare e rovesciare tutto: tavoli, quadri, divani, estintori. C´erano due riunioni in corso. Quindi molta gente. Siamo usciti e loro quando hanno visto quanti eravamo sono scappati urlando froci froci! viva il duce! Pensa se eravamo solo in due, come spesso accade. Sarebbe andata a finire molto peggio. Questi si sentono impuniti. Protetti. Se vince Alemanno sarà terribile. Durissima. Non deve accadere» dice Andrea Berardicurti, 51 anni, volontario del circolo Mario Mieli da 20 anni. «Preoccupati anche se abbiamo ricevuto tantissimi attestati di solidarietà. Innanzitutto dal candidato sindaco Rutelli, che l´altra sera è venuto a trovarci. È arrivata persino la Digos».All´indomani dell´assalto che ha visto nel mirino di un gruppo di neofascisti - «almeno una quindicina e tutti ventenni» - nella sede di via Efebo si tirano le somme e si prospettano scenari. «Inquietanti» dicono. «E pericolosi». «Negli ultimi sei mesi c´è stato un crescendo di manifestazioni omofobe» argomenta Paolo, 32 anni. «Prima le minacce di morte al presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo. Poi le scritte "Lesbiche no grazie" al liceo Aristofane. E ancora le scritte "Gay nei forni" in via San Giovanni in Laterano, dove hanno anche dato fuoco al Coming Out, il bar-ritrovo dei gay della capitale. E adesso questo. Non si prospetta niente di buono. Anzi. Il buio avanza. Decisamente». «La situazione è preoccupante» incalza Francesca Mancosu, psicologa, che dal 1990 si occupa di sostegno all´interno del circolo. «È un atto che non si deve ripetere. Sono a rischio anche le collaborazioni con il Comune di Roma - come il sostegno domiciliare e psicologico ai malati di Aids - in caso di vittoria di Alemanno. Anche se il giro di vite non potrà essere così devastante, ci sarà sicuramente». «Per la situazione politica e l´aria che tira» esclama Andrea Maccarone, 29 anni, «è decisamente un brutto segnale. Il problema è che questi personaggi si sentono legittimati. Perfettamente in grado di fare quello che vogliono». «Ero incredulo. Quando ho sentito urlare Duce Duce sono rimasto veramente di sasso. Non era mai successo prima» dice Massimo Farinella, 33 anni. «Entrare in pieno giorno, erano le sei del pomeriggio, senza nessun timore, è un passaggio in più, un salto. Prima lasciavano le scritte e se ne andavano. Adesso è come dire ti posso sbeffeggiare e anche peggio perché tanto nessuno mi fa niente. Questa è stata la sensazione». «Il segnale che ha mandato l´altra sera Rutelli venendo qui è importante» continua Massimo. «Al primo turno ci siamo dissociati. Ma adesso no. Non è più possibile».Intanto per oggi, alle 23, è previsto un sit-in nella gay street, via San Giovanni in Laterano, «contro tutte le forme d´intolleranza» come annuncia Fabrizio Marrazzo.

Roma: vandali in azione al Mario Mieli

Un attacco squadrista in piena regola...
Un segnale di cambiamento del clima dopo il voto?


Gay.it - Roma: vandali in azione al Mario MieliDopo l'incendio del bar Coming Out, altro gesto vandalico a Roma, stavolta ai danni del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Un gruppo di ragazzi ha messo a soqquadro i locali. Poi la fuga.La presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma, Rossana Praitano, ha reso noto che «un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni ha fatto irruzione presso la sede dell'associazione mettendo a soqquadro l'ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e il materiale informativo».Non solo, ma in base al racconto della Praitano il gruppo si sarebbe allontanato urlando «"Froci di merda" ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio.»La preoccupazione della presidente del Circolo (che opera nella capitale da 25 anni) è quella che il gesto possa essere «collegata al clima elettorale. Se così fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, "cominciamo bene".»«La "spedizione pilotata" - ha terminato la Praitano - potrebbe riproporsi in futuro e metterebbe a rischio le attività del Circolo Mario Mieli e l'incolumità e la sicurezza delle persone all'interno dell'Associazione.»Un analogo episodio si verificò nella capitale ai danni del bar Coming Out, uno dei più frequentati da gay e lesbiche romani. In quell'occasione venne gravemente danneggiato il locale di via San Giovanni in Laterano, fulcro della gay street, senza che i vandali venissero mai identificati.
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