Lippi: "Gay nel mondo del calcio? Non li escluderei dalla Nazionale"

Il ct si confessa a Klaus Davi nel corso di una lunga intervista
ROMA: Marcello Lippi non ha mai conosciuto in quarant’anni di carriera, tra campo e panchina, un gay nel mondo del calcio. «Credo non ce ne siano», ha detto il ct della nazionale italiana in una intervista via web rilasciata a Klaus Davi e in onda su youtube. «Nessuno che ha lavorato con me in tutto questo tempo e in tante squadre me ne ha mai raccontato. Penso, piuttosto, che ci possa essere qualcuno che abbia qualche tendenza, ma che non vada in giro a fare proposte o a mettere i manifesti. Questo vuol dire non vivere alla luce del sole la propria omosessualità».
Nulla contro i gay, però, specifica Lippi: «Al mondo esiste una sola razza, quella umana. Per questo non escluderei un gay, come un nero, dalla nazionale. Penso, tuttavia, che sarebbe difficile, per come siamo fatti noi calciatori, che un giocatore omosessuale possa vivere la sua professione in maniera naturale».
E la storia del presunto giocatore-gigolo? «Ogni tanto viene fuori qualche pettegolezzo di persone con qualche problema da risolvere, che si inventano qualcosa semplicemente per attirare attenzione».
Nel corso dell’intervista a tutto campo, Lippi parla del suo futuro dopo la nazionale, «adesso la Juve ha una perla di allenatore e ottimi dirigenti, ma mai dire mai», di Calciopoli, «non ha impedito che l’Italia fosse presa ad esempio come compagine capace di essere compatta e di vincere il Mondiale», di Luciano Moggi, «una persona stimata da tutti, temuta perché brava nel suo lavoro, tutti lo cercavano e tutti lo volevano, non rinnego la sua amicizia». Lippi ci tiene però a sottolineare di avere vinto alla Juventus prima degli scandali: «Nel 2004 sono andato via. Poi sono venute fuori cose accadute tra il 2005 e il 2006. Prima di quegli anni, per quello che avevo visto io, non era successo nulla di compromettente».
Prima di scivolare sull’argomento politico, Lippi ha comunque voluto difendere i calciatori dalle critiche che sovente piovono su questo mondo, ricordando che «i soldi che loro guadagnano in dieci anni, sono gli stessi che altre persone, con un lavoro importante, ne guadagnano in quaranta o cinquanta ed ogni uomo, tra i 18 e i 30 anni, costruisce il suo futuro, studia per prendere una laurea oppure impara un lavoro, mentre un calciatore professionista non può fare altro che dedicarsi completamente alla sua attività sportiva, quindi non ha quasi nessuna possibilità di costruirsi un futuro diverso».

Il festival dei film porno a Bolzano Polemica per i contributi del Comune

Forza Italia: assurdo usare i finanziamenti pubblici. Unitalia: il sindaco faccia marcia indietro
MILANO - Libera, laica, sessualmente disinibita. Bolzano — dicono le statistiche — è in vetta alla classifica delle vendite degli anticoncezionali. Ma poi succede che nel capoluogo sudtirolese, dall'atmosfera mitteleuropea, un programma di cineforum dedicato alle opere pornografiche venga duramente contestato. Al grido «il comune neghi la sala e i contributi». Trovando scandaloso e anticulturale il fatto che si possa aprire un dibattito su film come L'Albero delle zoccole.
«Chiacchiere! Il ciclo è ben calibrato, ci sono anche film importanti», taglia corto Michele Capozzi, regista di Pornology, New York, la pellicola che, stasera, inaugura la rassegna. Sarà. Ma i crociati di Unitalia (partito a destra di An) non apprezzano star come Rocco Siffredi, protagonista di Pornocrazia, sul grande schermo giovedì prossimo. Che succede, dunque, a Bolzano? Qualche settimana fa, a dare scandalo fu il manifesto dell'Arcigay (giovanotto a torso nudo con preservativo in mano e, sotto, una scritta così esplicita da risultare volgare), affisso sui muri, per il lancio della campagna anti-Aids. Ancora: nei mesi passati, tenne banco la «blasfema» rana di Kippenberger, opera di un artista tedesco, esposta al Museion. Ma, almeno in quel caso, c'era di mezzo la campagna elettorale con relative strumentalizzazioni politiche. «Certe sortite di bigottismo spinto danno un'immagine della città che non corrisponde al vissuto — osserva il radicale Arnold Tribus, direttore del quotidiano Tageszeitung —. Qui, infatti, libertà e promiscuità sono costume corrente ». «E' vero, però — aggiunge— che esistono frange politiche agguerrite, specialiste in campagne oscurantiste e sessuofobiche. Solitamente collocate a destra, ma c'è anche il bigottismo di sinistra».
Del resto, la levata di scudi contro la pubblicità Arcigay, partita da An, raccolse consensi trasversali. «Con fondate ragioni — ammette il sindaco Luigi Spagnolli, Pd —. Tanto che riparammo all'errore, cancellandola. La questione del Cineforum è diversa. E il comune non ha titoli per intervenire. A meno di palesi infrazioni. Come l'ingresso libero ai minori di 18 anni». Puntualizza: «Non potrei, anche volendo, negare la sala di proiezione; essa è parte integrante della sede del circolo culturale, regolarmente affittato. I contributi? Nel 2008, l'Amministrazione ha versato 7.000 euro. Ora attendiamo la relazione sull'attività del 2009, prima di decidere alcunché». «E i soldi sborsati dalla Provincia? — attacca Micaela Biancofiore, vulcanica onorevole di Forza Italia —. Non sono una bigotta, ma trovo indegno che gli enti pubblici finanzino il cinema porno». «Falso. Anche i temi più delicati servono alla discussione», ha dichiarato al Corriere dell'Alto Adige Ferruccio Cumer, esponente dell'associazione nel mirino. Facendo notare che il ciclo sul porno di questi giorni non è che il terzo atto della serie intitolata Hard times.
Marisa Fumagalli08 gennaio 2009

Musica/ Agliardi contro Povia: Io non tratto i gay come malati

Il cantante: 'A Sanremo presenta un brano provocatorio'
Roma, 5 gen. (Apcom) - Il cantautore Niccolò Agliardi non si è potuto iscrivere al Festival di Sanremo, nella categoria 'Nuove Proposte', ma non fa il nome del Big che ha rifiutato di accompagnarlo nella sua canzone 'Perfetti' che parla di un amore gay.
"Nessuna responsabilità della Direzione Artistica del Festival di Sanremo - ha dichiarato Agliardi in un'intervista rilasciata al blog del giornalista Pierluigi Diaco, dove è stato pubblicato in esclusiva l'audio del brano - affidata alle indiscusse doti di Gianmarco Mazzi. La direzione neanche ha potuto ascoltare la canzone".
Il brano di Agliardi, già autore per Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, sarebbe stata una risposta alla canzone "Luca era gay" presentata da Povia. Purtroppo, però, il big che per regolamento avrebbe dovuto affiancare Agliardi, si è sottratto all'ultimo momento per motivi ancora sconosciuti, si legge su www.diacoblog.it.
"Non sarebbe elegante e rispettoso, adesso - ha spiegato il cantautore - fare il nome del Big che avrebbe dovuto 'patrocinarmi'. Ma voglio regalare questa canzone, attraverso la rete, a tutti quelli che avranno la generosità di ascoltarla. Il tema dell'amore gay non può essere lasciato alle sterili provocazioni di Povia. La mia canzone, a differenza di quella di Povia, non tratta gli omosessuali come dei malati che devono 'redimersi' o 'curarsi'.

BACIO GAY: BUTTAFUORI PESTANO CANTANTE A CONCERTO MADONNA

Malmenato al concerto di Madonna dagli uomini della sicurezza perche' baciava il suo ragazzo. E' quanto sarebbe accaduto al cantante britannico Patrick Wolf - omosessuale dichiarato - che ha raccontato al blog musicale EQ quanto successo durante la tappa di settembre dello "Stick and Sweet tour" alla Wembley Arena di Londra. "Dopo tre canzoni, io e il mio uomo ci stavamo baciando e c'erano molte coppie conservatrici che hanno cominciato a lamentarsi. Poi sono arrivati i buttafuori e ci hanno detto: 'Potete smetterla? Questo e' un evento per le famiglie'. Non sto scherzando". Il buttafuori poi, secondo quanto ha raccontato Wolf, ha detto: "Possiamo farlo nella maniera facile o in quella violenta". Il cantante ha replicato: "Io rimango quindi fate quello che volete". I due sono stati cosi' trascinati fuori, picchiati e ammanettati e, continua il racconto del cantante, quando e' arrivata la polizia le violenze sono continuate. Wolf ha detto che non ascoltera' piu' canzoni di Madonna "che e' una cosa buona perche' avro' tempo per musica migliore. Spesso succedono problemi con i buttafuori, ma qui siamo andati oltre: sette di loro erano su di noi e ognuno voleva fare un giro perche' erano annoiati".

repubblica.it - 07 gennaio 2009

IL PATRON DELLA MCLAREN NEGA LE ACCUSE

a fianco foto di Ron Dennis
«Ron Dennis mi licenzio' perche' pensava che fossi gay»
Peter Boland perse il lavoro dopo essersi addormentato durante un volo. Ma lui fornisce un'altra versione.
Ron DennisLONDRA - «Ron Dennis mi ha licenziato perche' pensava che fossi gay». Peter Boland, 27 anni, punta il dito contro il patron della McLaren, accusandolo di discriminazione. Tanto che l'uomo, dopo aver perso il lavoro nel 2007, ha avviato un'azione legale contro il numero uno del team britannico.
LE DUE VERSIONI - Boland, che si occupava del jet privato di Dennis, sarebbe stato licenziato dopo 5 anni di servizio per essersi addormentato durante un volo. Nel tribunale di Southampton, come riferisce l'edizione online del Times, ha fornito pero' un'altra versione dei fatti. Alla base del licenziamento, ha raccontato, ci sarebbe il fatto che i colleghi pensassero che fosse omosessuale. A questo punto, racconta Boland, il comportamento di Dennis e' cambiato «in maniera repentina». Dopo il pisolino in aereo, nel maggio 2007, l'uomo e' stato convocato dai suoi superiori che gli hanno prospettato due ipotesi: «Accettare un accordo o andare in tribunale». «Dover spiegare che non ero omosessuale e' stato molto imbarazzante», aggiunge Boland, a cui sarebbero state offerte 80.000 sterline per archiviare la vicenda.

SCARSA SENSIBILITA' CULTURALE - Boland ha evidenziato anche la «scarsa sensibilita' culturale» del boss della McLaren. Dennis, secondo il 27enne, avrebbe offerto ripetutamente drink a soci arabi, che avevano gia' declinato l'invito, e in un'occasione avrebbe manifestato l'intenzione di lavarsi «dopo aver stretto mani a uomini arabi per tutto il giorno». Dennis e le societa' accusate da Boland negano ogni addebito.

corriere.it - 06 gennaio 2009

Comincia bene il 2009....NAPOLI, TRANSESSUALE UCCISO VICINO A PIAZZA MERCATO


Non è chiaro se sia stato assassinato a coltellate o a colpi di pistola. Un transessuale, del quale non si conosce ancora l'identità, è stato trovato morto in vico Sant'Alessio, nella zona del Lavinaio, vicino a piazza Mercato, nel centro di Napoli. Gli investigatori ancora non hanno chiarito se sia stato ucciso a coltellate o a colpi di pistola. Secondo quanto si e' appreso successivamente il transessuale e' stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. Il corpo presentava numerose ecchimosi: questo lascia presupporre che la vittima sia stata picchiata prima di essere uccisa. Non e' ancora chiaro il movente ma non e' da escludere che il transessuale sia stato ucciso per una rapina. [ADNKRONOS]

La sede di Arcigay Pianeta Urano (VR) e Arcilesbica (VR) si trova in presso il MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER in Via A. Nichesola, 9 - Verona( San Michele ) - INFO: 346.9790553 (Arcigay) 349.3134852 (Arcilesbica) info@arcigayverona.org OPP. verona@arcilesbica.it per avere informazioni iscriviti alla MAILINGLIST oppure scrivi alla mail: stopomofobia@arcigayverona.org